Pensare come una montagna

Biennale delle Orobie, tutto il programma GAMeC 2025

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Nel 2024 la GAMeC di Bergamo ha lanciato Pensare come una montagna, un programma culturale diffuso che proseguirà per tutto il 2025 coinvolgendo tutto il territorio della Provincia di Bergamo, dalle zone prealpine ai paesi delle valli bergamasche, fino ai parchi urbani del capoluogo e dei Comuni della pianura Lo scopo è quello di condividere le esperienze artistiche che la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea ha attivato con le comunità locali per riflettere sui temi della sostenibilità e della collettività.

Il Biennale delle Orobie è un evento che si tiene nell’arco di due anni – e non ogni due anni, come di solito si intende con questo termine – in un’area che si estende dall’arco montano delle Alpi alla pianura bergamasca e che comprende le valli Brembana, Seriana, di Scalve e Imagna. Il Biennale delle Orobie racconta un ecosistema fatto di comunità umane e non umane, capitalizzando il patrimonio di esperienze e riflessioni elaborate durante la pandemia, periodo fertile di buoni propositi per il futuro.

Il programma 2025 di Pensare come una montagna

Sotto la direzione artistica di Lorenzo Giusti, il programma biennale diffuso della GAMeC presenterà nel 2025 tre cicli di eventi – che saranno inaugurati rispettivamente l’8 febbraio, il 7 giugno e il 4 ottobre.

Da febbraio a maggio, film e premi per riscoprire il legame con la natura

Il primo ciclo del 2025 si aprirà con una tournée nelle valli bergamasche di tre film prodotti dalla GAMeC a firma di Michela de Mattei e Invernomuto, Agnese Galiotto, e Giulio Squillacciotti, e sarà accompagnata da una serie di conversazioni con gli autori negli spazi della GAMeC. In occasione dell’inaugurazione, a San Pellegrino Terme si terrà una proiezione speciale dei tre film.

La ricomparsa dei lupi in diverse zone d’Italia ha portato Michela de Mattei e Invernomuto ad analizzare la figura di questo predatore quale simbolo di indipendenza e conoscenza, conflitto e trasformazione. Paraflu si addentra e travalica i paesaggi delle Orobie, alternando riprese in 16mm a effetti generati dall’intelligenza artificiale che amplificano il senso di spaesamento e ambiguità evocati dal lupo, alludendo altresì ai racconti del filosofo e naturalista Baptiste Morizot che descrivono l’animale come possessore dell’arte prestidigitatoria del depistaggio.

Migratori di Agnese Galiotto si snoda lungo la rotta migratoria naturale che attraversa l’Italia e si estende sino al nord Africa, nei percorsi seguiti da molte specie di uccelli. Questo corridoio di volo connette diversi ecosistemi, sottolineando quanto questi fenomeni siano cruciali per la biodiversità e la sostenibilità ecologica delle Alpi e delle aree circostanti. Migratori si concentra sulla complessa interazione tra essere umano e natura, ma la narrazione suggerisce anche una riflessione sul rapporto tra osservazione scientifica e libertà animale: i protagonisti sono infatti ornitologi che osservano, misurano e registrano i dati degli uccelli migratori. Sembra difficile poter conoscere la natura senza farne esperienza diretta: una pratica che si articola in un rapporto di amore, empatia, e potere.

MUT di Giulio Squillacciotti – realizzato in collaborazione con la Camera di Commercio di Bergamo nell’ambito della seconda edizione di MADE Film Festival – racconta, attraverso lo sguardo di due giovani allevatori e dei loro genitori, la ciclicità della vita in alpeggio, che diventa ritratto universale del lavoro con gli animali e di un rapporto familiare fatto di gesti, silenzi e affetti immersi nella natura.

Greta Martina ha vinto la dodicesima edizione del Premio Lorenzo Bonaldi per l’Arte – EnterPrize, il primo concorso internazionale dedicato a curatori under 30 istituito dalla GAMeC e dal Gruppo Bonaldi nel 2003. Il progetto Fossi io teco; e perderci nel verde coinvolge gli artisti Attila Faravelli, Enrico Malatesta, O Thiasos TeatroNatura (Sista Bramini, Camilla Dell’Agnola, Nora Tigges), Umberto Pellini, Nicola Ratti, Lorenzo Silvestri, Valentina Viviani. Traendo ispirazione dagli scritti di Aldo Leopold e di Giovanni Pascoli, il progetto costituisce un invito a riscoprire il legame con la natura attraverso la meraviglia, la cura e la responsabilità, e si articola tra opere, laboratori e performance negli spazi espositivi della GAMeC e nei dintorni di Bergamo, a partire dal mese di febbraio. Il progetto sarà eccezionalmente presentato nel paese di Serina – Comune di nascita di Lorenzo Bonaldi – in occasione dell’inaugurazione, durante la quale si terrà una performance dell’artista australiana Felicity Mangan, per essere in seguito allestito nello Spazio Zero della GAMeC.

Da giugno a settembre, Cattelan e le istallazioni tra arte e scienza

Maurizio Cattelan sarà il protagonista della prossima mostra al Palazzo della Ragione, dal 2018 sede estiva del museo nel cuore di Bergamo Alta, che accoglierà un’opera di recente produzione. Eccezionalmente in questa occasione, nello spirito di Pensare come una montagna, il progetto si estenderà anche al di fuori dalle mura del Palazzo grazie alla collaborazione con il Comune di Bergamo, portando l’artista italiano più noto in ambito internazionale – conosciuto per il suo approccio audace e innovativo – a confrontarsi con lo spazio pubblico, con nuove produzioni allestite tra Città Alta e Città Bassa. Gli interventi saranno visibili al pubblico fino alla fine del mese di ottobre.

Maurizio Cattelan, Bergamo, 2024 _Ph. Lorenzo Palmieri

Una nuova opera dell’artista argentina Cecilia Bengolea sarà presentata a Villa d’Almè, nell’ambito della quarta edizione di ON AIR – Argentina-Italia Art Residency, il programma di residenze nato da una collaborazione tra la GAMeC e la Fundación PROA di Buenos Aires per attivare scambi di esperienze tese alla valorizzazione del potenziale artistico dei due Paesi. Influenzata dalle energie simboliche che si trovano nella natura e nelle relazioni umane, l’artista, che considera il corpo un mezzo di comunicazione sia individuale che collettiva, utilizza la danza come strumento per avviare un’empatia radicale e uno scambio emotivo.

L’opera di Julius von Bismarck sarà allestita a Dossena, nel comprensorio minerario più antico della Val Brembana, da cui per secoli sono stati estratti materiale ferroso e fluorite, e si confronterà con i fenomeni naturali e con le mitologie che lo hanno abitato nel corso della storia estrattiva locale. Profondamente interessato ai processi ecologici e a come vengono percepiti e raccontati, nella sua ricerca multidisciplinare l’artista coinvolge diversi ambiti di sperimentazione, spesso sconfinando in campi come la fisica, la tecnologia e le scienze naturali.

Il progetto di Francesco Pedrini a Roncobello nascerà da un percorso di ricerca supportato da studi di archeoastronomia e altre discipline che saranno condivisi con la comunità locale in una serie di incontri aperti al pubblico. L’artista realizzerà uno strumento permanente di osservazione della volta celeste, accessibile a quanti vorranno sostare in quell’area.

A Dossena e a Roncobello verranno inoltre presentati i lavori di Francesco Ferrero, Gianmarco Cugusi e Roberto Picchi,vincitori dell’edizione 2024 di Sentieri Creativi: un progetto nato dalla sinergia tra Bergamo per Giovani, Comune di Bergamo e Politecnico delle Arti “Donizetti-Carrara”, a cui la GAMeC ha collaborato per l’attivazione di un nuovo format del programma di residenze. L’avvio del ciclo estivo sarà propedeutico per l’annuncio degli artisti vincitori del programma di residenze 2025, che sino a metà luglio soggiorneranno a Dossena e a Roncobello per la produzione di nuove opere.

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