Non esiste, per il bibliofilo, un piacere maggiore di quello che si prova sfogliando le pagine del bestiario curato da Domitilla Dardi e pubblicato da 24 ORE Cultura.
Tutto è perfetto: il formato (grande), la qualità della carta (sostenuta), la cura dell’impianto grafico (moderno e tradizionale insieme), nonché il pregio della qualità delle immagini e delle descrizioni di questo volume che, più di un bestiario, è una raccolta dei migliori bestiari organizzata secondo sei tassonomie: classici, grafici, fantastici, mostruosi, esotici ed estinti, in tecnica mista.
Un florilegio che seleziona i più rappresentativi esemplari in circolazione (statica in un museo o in una biblioteca centrale) di varia provenienza: Oriente ed Occidente attraverso le epoche si fondono e si confondono, unite dal comune desiderio di classificare, interpretare, dare senso alla realtà con fini più o meno pedagogici, religiosi, scientifici, teratologici ma anche squisitamente letterari dall’antichità al contemporaneo.

Caccia all’unicorno, 1495-1505 Ciclo di arazzi fiamminghi, da cartoni francesi New York, The Metropolitan Museum of Art 
De sideribus tractatus, 1475-1480 New York, Public Library, Spencer collection, ms. 28 
Jean-Jacques Grandville, Les métamorphoses du jour, 1854 New York, The Metropolitan Museum of Art 
Francesca Lanzavecchia, Mutazioni, 2012-2022 Serie di tappeti prodotti da Nodus © Francesca Lanzavecchia 
Jochen Gerner, Oiseaux, 2020 © Jochen Gerner – éditions B42
Un viaggio tra pagine pergamene, dipinti, arazzi, carta di riso
Un viaggio tra pagine pergamene, dipinti, arazzi, carta di riso che sono state il supporto a queste delizie editoriali e non solo.
Accanto a splendide immagini è riportata una sintetica ma esauriente nota nella quale sono descritte le specificità dell’autore e dell’opera illustrata in modo dettagliato ma lontano da ogni pedanteria; sfogliando questo volume, saltando dall’inizio alla fine – così come anche Jorge Louis Borges si augurava venisse fatto con il suo (e di Margarita Guerrero) Manuale di zoologia fantastica – ci si imbatte in Utagasha Kuniyoshi e nei suoi Gatti del periodo ukiyo (che, secondo il buddhismo, sono guardiani delle scritture devozionali e incarnano gli spiriti sacri). Si capita poi nei gioielli zoomorfi del personale bestiario di Elsa Schiaparelli, per ritrovarsi nella nautica di Olao Magno e, a seguire… i mille e mille universi che la mente umana è stata in grado di produrre in uno sforzo imaginifico che lascia al contempo ammaliati ed ammirati.

