Delizie editoriali

Bestiaria, animali fantastici, mostruosi e allegorici

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Non esiste, per il bibliofilo, un piacere maggiore di quello che si prova sfogliando le pagine del bestiario curato da Domitilla Dardi e pubblicato da 24 ORE Cultura.

Tutto è perfetto: il formato (grande), la qualità della carta (sostenuta), la cura dell’impianto grafico (moderno e tradizionale insieme), nonché il pregio della qualità delle immagini e delle descrizioni di questo volume che, più di un bestiario, è una raccolta dei migliori bestiari organizzata secondo sei tassonomie: classici, grafici, fantastici, mostruosi, esotici ed estinti, in tecnica mista.

Un florilegio che seleziona i più rappresentativi esemplari in circolazione (statica in un museo o in una biblioteca centrale) di varia provenienza: Oriente ed Occidente attraverso le epoche si fondono e si confondono, unite dal comune desiderio di classificare, interpretare, dare senso alla realtà con fini più o meno pedagogici, religiosi, scientifici, teratologici ma anche squisitamente letterari dall’antichità al contemporaneo.

Un viaggio tra pagine pergamene, dipinti, arazzi, carta di riso

Un viaggio tra pagine pergamene, dipinti, arazzi, carta di riso che sono state il supporto a queste delizie editoriali e non solo.

Accanto a splendide immagini è riportata una sintetica ma esauriente nota nella quale sono descritte le specificità dell’autore e dell’opera illustrata in modo dettagliato ma lontano da ogni pedanteria; sfogliando questo volume, saltando dall’inizio alla fine – così come anche Jorge Louis Borges si augurava venisse fatto con il suo (e di Margarita Guerrero) Manuale di zoologia fantastica – ci si imbatte in Utagasha Kuniyoshi e nei suoi Gatti del periodo ukiyo (che, secondo il buddhismo, sono guardiani delle scritture devozionali e incarnano gli spiriti sacri). Si capita poi nei gioielli zoomorfi del personale bestiario di Elsa Schiaparelli, per ritrovarsi nella nautica di Olao Magno e, a seguire… i mille e mille universi che la mente umana è stata in grado di produrre in uno sforzo imaginifico che lascia al contempo ammaliati ed ammirati.

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