Grandi classici

Come si fa il Negroni, il re dei cocktail

Tempo di lettura: 2 minuti

Il Negroni fa parte degli “aperitivi in rosso”, quei drink che annoverano tra gli ingredienti e in proporzioni variabili bitter Campari e vermouth rosso. Ha un sapore amaro tipico dei cocktail pre dinner e classicamente aperitivi.

La cosa che saprai di sicuro, soprattutto per esperienza diretta, è che il Negroni non è un aperitivo per spiriti pavidi: ha una gradazione alcolica piuttosto alta, tra le più alte tra i drink classici e si attesta tra i 20 e i 28 gradi alcolici.

Se sei un neofita nella preparazione dei cocktail, invece, forse non sai che il Negroni può vantare un secolo di storia, dal momento che fu suggerito dal Conte fiorentino Camillo Negroni al suo barman di fiducia attorno al 1920. Il Conte, abituato a bere come aperitivo un coctail che all’epoca si chiamava Milano-Torino, analogo all’Americano, un giorno chiese di sostituire il selz con il gin e aggiunger una fetta d’arancia di cui era ghiotto: da quel momento il Negroni non passò più di moda.

Solo tre ingredienti e una scorzetta

Il Negroni è molto semplice da fare, bastano bitter Campari, vermouth rosso e gin in parti uguali. Il bicchiere adatto è un tumbler basso o old fashion in cui dovrai mettere la giusta quantità di ghiaccio e, alla fine, aggiungere una fettina d’arancia o una scorzetta di limone.

L'aperitivo del Conte Camillo

Portata Drinks
Cucina internazionale, Italiana
Tempo di preparazione 3 minuti
Tempo totale 3 minuti
Porzioni 1 persona

Attrezzatura

  • 1 bicchiere tumbler basso
  • 1 bar spoon
  • 1 coltellino

Ingredienti

  • 3 cl bitter Campari
  • 3 cl gin
  • 3 cl vermouth rosso
  • 1 fetta arancia

Procedimento

  • Riempi un bicchiere di tipo tumbler basso con del ghiaccio. Versa contemporaneamente il Campari e il gin, poi il vermouth rosso.  Mescola rapidamente con il bar spoon e aggiungi una fettina d'arancia.

In qualità di Affiliato Amazon riceviamo un guadagno dagli acquisti idonei

SCRITTO DA

Leggi anche

Sempre connessi, sempre raggiungibili, sempre con qualcosa da guardare. La digital fatigue è la stanchezza di chi passa la giornata tra notifiche, social e schermi. E i dati raccontano che sempre più persone stanno cercando una via d'uscita.
Fino al 7 febbraio 2027 ai Musei Reali di Torino arriva Still Image, la prima mostra italiana dedicata al lavoro fotografico di Jessica Lange. Duecento immagini raccontano quasi trent'anni di scatti, dalla Highway 61 al Messico, realizzati lontano dai set in cui l'abbiamo vista recitare.
Perché mettiamo certe cose, e certe persone, nella stessa categoria? George Lakoff ha ribaltato il modo di pensare alle associazioni che facciamo ogni giorno, mostrando quanto cultura, esperienza e convinzioni influenzino il nostro modo di ordinare il mondo.
Da ottobre CAMERA ospita la più ampia retrospettiva dedicata a Letizia Battaglia, tra le fotografe più importanti del Novecento. Duecento immagini raccontano la Sicilia che ha fotografato per tutta la vita, dai delitti di mafia alle feste religiose, fino ai reparti psichiatrici.