Ultime tendenze dell’arte contemporanea

(un)fair, la fiera non fiera

Tempo di lettura: 4 minuti

8-10 aprile 2022: una tre giorni per scoprire proposte artistiche di qualità e contaminazioni culturali, nel segno dell’inclusione e della sostenibilità.

Il nome (un)fair, ironica negazione del concetto stesso di fiera, invita a uscire dagli schemi e propone nuove modalità di interazione con il mondo dell’arte. È uno spazio per l’arte contemporanea, concepito come come terreno fertile per la nascita di nuovi collezionisti.

I visitatori che oltrepassano il portale firmato dall’exhibit designer Andrea Isola nel nuovo spazio di 10.000 mq del Superstudio Maxi, a Milano, troveranno un ricco programma di intrattenimento con progetti speciali, eventi collaterali, live performance, incontri, talk e dj set nel segno della ricostruzione delle relazioni sociali.

Un innovativo format di fiera-non fiera, che vuole creare un nuovo rapporto tra il grande pubblico e l’arte contemporanea, le gallerie e i collezionisti, tra il mercato e il mondo della cultura. 

(un)fair è diretta da Manuela Porcu e Laura Gabellotto, ex direttrice ed ex fair manager di Affordable Art Fair Milano.

Come è strutturata (un)fair

UNDISCOVERED

La scoperta della fiera si snoda attraverso un dedalo di corridoi dove sono esposte proposte artistiche di qualità, con prezzi per tutte le tasche, sempre nella massima trasparenza.

60 gallerie internazionali tra italiane e straniere. 38 gallerie italiane più Svizzera, Germania, Spagna, Olanda, Giappone, Emirati Arabi, Singapore, Iran, India e la Cina con Hong Kong.

Tra le gallerie impegnate nella promozione dell’arte emergente c’è Candy Snake Gallery, dall’attitudine fresca e sperimentale. 

La selezione di artisti si concentra principalmente sulle nuove generazioni, puntando sui giovani che nelle proprie opere esprimono il presente con un linguaggio vitale, permeato dall’attuale cultura visiva

La galleria A.More propone un progetto dedicato all’arte e alla natura, mentre Looking for art è una realtà che lavora con giovani artisti molto promettenti su cui investire per il futuro. A Milano si segnalano, tra le altre, tre gallerie del Maroncelli district: Manuel Zoia Gallery, BIANCHIZARDIN e Maroncelli12.

UNFRAMED

Senza cornici, perché i confini dell’arte contemporanea sono sempre più sfumati. 

(un)fair offre ai visitatori una serie di talk con ospiti che raccontano di arte e contaminazione, propone progetti speciali e spunti di riflessione su temi legati all’arte contemporanea, con workshop innovativi ma anche laboratori pensati per coinvolgere tutta la famiglia e coltivare piccoli collezionisti.

Il project space əmerge presenta un’installazione sperimentale dedicata all’autorialità dell’artista e al significato del concetto di “originale” nell’ambito dell’arte contemporanea. Questo esperimento ha l’obiettivo di stimolare una riflessione da parte dello spettatore invitando a esplorare temi apparentemente scontati, che in realtà se affrontati da prospettive diverse possono riservare sfumature inaspettate.

Il focus di (un)fair è sulle più recenti tendenze del contemporaneo, con particolare attenzione a temi quali: diversità culturali, inclusione, parità di genere e sostenibilità. Tra i progetti speciali spicca Contemporary Art From Africa – in collaborazione con Whitley Neill e AKKA Project, che sarà oggetto di un talk di approfondimento con Lidija Kostic Khachatourian. AKKA Project presenta una prospettiva su 4 giovani artisti africani: Rodrigo Mabunda (1985, Mozambico), Nwaneri Kelechi Charles (1994, Lagos), Cyrus Kabiru (1984, Nairobi), Pamela Enyonu (1985, Kampala). AKKA Project è una galleria e un project space concepito per promuovere e supportare principalmente artisti del continente africano, reinventando il significato di ‘galleria’, artisticamente e concettualmente, come forza di cambiamento per una più ampia comunità.

UNLEASHED

Scatenata, come lo può essere la danza, arte dinamica presente in fiera con diverse attività interattive e live performance. Tra le iniziative più originali la Today’s (un)fair dance collection, grazie alla quale i visitatori possono contribuire a un’inconsueta collezione di gesti, movimenti e azioni costruita in fiera. Fa sì che il performer presenti una collezione e quindi consideri il corpo come un museo o una galleria, al contempo rende il visitatore colui che trasmette e che riceve una danza dedicata, generando conversazioni sulla coreografia.

La prima edizione di (un)fair ospita Moving – A Choreographic Dance Experience for Art Goers – By A.ma.sing (aka Masako Matsushita & Ingvild Isaksen), un programma di esperienze performative che per la prima volta esce dai musei per far sperimentare al pubblico nuove modalità di interazione con l’arte contemporanea, sviluppate nel contesto del progetto Dancing Museums – The Democracy of Beings. Si tratta di una sorta di visita-danzata per riscoprire attraverso il movimento le collezioni d’arte, aiutando il pubblico a coinvolgersi sia intellettualmente che visceralmente con le opere.

Artágora – J M NEGRO – ZFlip 0003, 40x50cm, digital 2022

UNTOLD

Per raccontare la creatività, il lavoro e la passione di artiste donne, spesso poco rappresentate. La questione della parità di genere nel mondo dell’arte è un delicato tema d’attualità. Diverse ricerche internazionali rilevano infatti che l’arte creata dalle donne ha quotazioni inferiori di quella degli uomini.

Tra le artiste femminili con interessanti proposte artistiche in fiera figurano: Naomi Gilon e Ilaria Fasoli (Candy Snake), Elena Pizzato (Supermartek), Lucia Dibi (EOTW), Fe’ (Legart), Cristina Martella (Maroncelli12), Brigitta Rosetti ed Emilia Faro (BIANCHIZARDIN), l’iraniana Dhorsa Ahari che lavora a Berlino (Young Art Hunters) e le spagnole Anita Suarez De Lezo (Helarea) e Annita Klimt (ddr art gallery).

(un)fair – prima edizione:
8-10 aprile 2022
Opening su invito il 7 aprile

Superstudio Maxi, Via Moncucco 35, Milano       

Cover photo: Jeff Koons, Balloon Swan Magenta, porcellana, limited edition

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