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Simone, dalla metropoli alla montagna

Tendenze giovani: lascio la città, torno a fare il contadino

Tempo di lettura: 2 minuti

Una grande città offre indubbiamente infinite possibilità: carriera, cultura, divertimento, networking e tutto quello che apparentemente un giovane può desiderare. E per molti non è ancora abbastanza.

E se, invece, una metropoli fosse troppo?

Se tutte la tecnologia, il via vai di persone, il rumore, i palazzoni di cemento, l’inquinamento e i ritmi frenetici ci allontanassero da noi stessi e dalla nostra vera natura?

Simone Lazzano è un 25enne milanese che ha fatto una scelta inconsueta. I suoi coetanei di solito emigrano al contrario: lui ha lasciato Milano un anno fa – quando ha finito gli studi di Agraria – per trasferirsi nella bellissima Valtellina e fare il contadino.

Ha scoperto con lo scoutismo – fin da bambino – quanto si sente bene nei contesti naturali. Ha seguito questa passione con il percorso di studi e infine ha sentito il bisogno di mettersi alla prova con le mani nella terra.

Fatica e soddisfazioni

Fare il contadino è sicuramente un mestiere faticoso ma ricco di soddisfazioni e sempre stimolante. La natura non mente e ti dà sempre feedback precisi. Quello con le piante è un dialogo ininterrotto: se sei in gamba stanno bene, altrimenti le fai morire e ti accorgi subito di non aver fatto un buon lavoro. 

Immersi nella natura tutto il giorno, è possibile accorgersi dei micro-comportamenti degli insetti e dei vegetali, si sente fluire la vita e il suo ritmo diventa il tuo. È facile capire che tutto è connesso e che ogni nostra azione ha un impatto importante sul pianeta che ci ospita.

Simone ci ha raccontato le sue idee in tema di sostenibilità, ambiente e dell’importanza di conoscere la provenienza del cibo che mangiamo. Chi lo coltiva? Come viene trattata la terra? Ci chiediamo mai se un prodotto fa bene? E quando possiamo dire che fa bene?

Simone ha le idee chiare e nel video ha esposto il suo punto di vista su questi temi.

Ma la vita in montagna non è tutta rose e cavolini di Bruxelles per un giovane. Sveglia prestissimo con freddo, pioggia o sole che sia. A letto altrettanto presto e lo svago nei dintorni è davvero raro. Fanciulle poche – dice – ma non so se credergli. 

Pace, noia e agrorap

Una volta mi hanno detto che la noia serve a tirare fuori le idee e il silenzio delle valli fa bene alle persone in pace con se stesse. Il cielo nero pieno di stelle non lo dimentichi facilmente con l’arrivo del sole. Ti resta dentro e lo puoi usare come fonte di ispirazione per esprimere una creatività che non ricordavi nemmeno di avere.

Simone in questa pace – o noia, chiamatela come volete –  ha trovato la sua vena creativa e nel tempo libero si diverte a scrivere canzoni Rap, le canta agli amici e le carica sul suo profilo Instagram con l’intento di portare l’agrorap nel mondo (cit.), un genere un po’ di nicchia. 

Il suo sorriso contagioso mi dice che ha fatto un’ottima scelta.

Cavolfiore cover Designed by macrovector / Freepik

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