Le circostanze dell’ultimo periodo stanno costringendo molti a fare smart working o remote working, un modo completamente nuovo di lavorare per tanti.
Finora lo applicavano prevalentemente le società più illuminate e in genere legate al mondo tech.
Ne abbiamo parlato con Alfredo Morresi, Developer Relations per Google. Alfredo si occupa di far arrivare agli sviluppatori le notizie e le informazioni per utilizzare le tecnologie che l’azienda per cui lavora produce. Lui è esperto di smart working perchè nella sua azienda è normale farlo, da sempre.
Nella video intervista ci racconta la sua esperienza di lavoro agile e soprattutto ci ha regalato qualche chicca su come organizzare gli spazi domestici in modo funzionale e creativo.
Già che ci siamo, facciamo un po’ di chiarezza:
Che differenza c’è tra remote working e smart working?
Il remote working è un po’ figlio del lockdown degli scorsi mesi. Prendo un PC, lo porto a casa e lavoro da lì.
Spesso visto dalle aziende di vecchio stampo come soluzione temporanea per far fronte all’emergenza sanitaria e, diciamocelo, risparmiare anche un po’.
Lo smart working invece è proprio un cambio di mentalità verso un modo di lavorare agile, finalmente slegato dal concetto di time consuming e di controllo e più orientato ai risultati.
Chiaramente deve esserci una cultura aziendale che supporta e facilita questo tipo di approccio.
Il lockdown è stato utile per far capire a molte aziende quanto il remote working possa essere utile per un team e quanto non sia così impattante sulle performance di una persona, anzi.
I dipendenti ne guadagnano certamente in libertà e flessibilità, ma questo richiede sicuramente un rapporto di maggiore fiducia tra lavoratore e azienda.
Cosa fondamentale perché funzioni correttamente, è avere chiarezza sull’ownership dei progetti e condividere gli stati di avanzamento lavori in modo che tutti siano al corrente di quello che succede, in tempo reale.
Dimmi dove lo fai e ti dirò con chi vivi
Che tu faccia smart, agile o remote working, ti sarai subito accorto che il problema più immediato che hai dovuto affrontare è stato organizzare una postazione di lavoro tra la cucina, i bambini che urlano, il cane da portare a spasso e il coniuge in perpetua call conference.
È un mondo difficile.
La creatività ci salverà
Non è sempre semplicissimo perchè spesso lavorare da casa coincide con utilizzare spazi destinati ad altro, condividerli con il resto della famiglia, adattare tempi e modi a un nuovo approccio lavorativo. Alfredo ad esempio ha creato il suo spazio in cantina, organizzato da vero Smart worker Pro.
Guarda il video e fammi sapere quali sono state le tue idee geniali per organizzare la postazione casalinga.
Qualche oggetto irrinunciabile per lavorare da casa
- Cuffie con microfono che isolano dal rumore, a prova di figli, passanti e vicini di casa chiacchieroni.
Queste sembrano essere tra le migliori, ma ne trovate anche di più economiche.
- Stanco di stare sempre seduto? Se le pause caffè in casa prevedono pochi secondi di camminata, con questo supporto per computer, regolabile in altezza fino a 30 cm, puoi lavorare in piedi senza diventare gobbo.
- Stai senza pensieri. Questo adattatore trasforma una delle porte USB del tuo computer in un hub dati ultra sottile.
- ThinkSmart View, l’assistente touch screen per avviare le riunioni Teams con un solo tocco. Un po’ da workaholic imbruttito, ma comodo.
- Infine, se sei un aspirante fachiro e vuoi una pausa relax, niente di meglio di un tappetino agopressione per dare sollievo a schiena e collo.
