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La sindrome del Lunedì

Quando mollare la dieta è segno di troppa volontà

Tempo di lettura: 3 minuti

Da lunedì, dieta!

Chi non ha mai pronunciato queste famigerate parole lanci la prima pietra…

Ti sei mai chiesta perché questi buoni propositi svaniscono man mano che la settimana – più spesso la giornata – va avanti?

Mancanza di volontà? Nient’affatto, anzi proprio il contrario: è la nostra sacrosanta volontà che ci frega, perché più cerchiamo di controllarci, meno sappiamo mangiare.

Ti sei mai trovata di fronte a uno scenario simile?

7.02 (a casa): “Oggi lunedì, si parte!  Tè verde, yogurt di soia e semi di zucca. Ah no, aspetta è troppo presto per far colazione, devo aspettare almeno venti minuti per rispettare l’allineamento olistico dei pianeti.

7.30 (a casa): Ok adesso posso, allo stesso tempo non è che abbia tutta questa fame ora… e poi veramente… uno yogurt? Magari avessi un gruppo sanguigno diverso, potrei ambire a delle gallette di riso…

8.20 (metro): Meno male che ieri ho finito la teglia di tiramisù, almeno potrò vivere di ricordi. Chissà cosa ha mangiato a colazione la mia vicina? Scommetto un bel cappuccio con brioche, avrà un metabolismo favorevole… no dai, basta, non pensarci, ti fai solo del male. Immaginati fra tre mesi, magra e felice. Pensa solo a quello.

9.00 (in ufficio): Ma non ci credo! Ti pare il caso di portare un vassoio di paste per festeggiare il tuo compleanno? Non siamo mica all’asilo! Faccio finta di dover mandare una mail urgente e me la svigno. Meno male che mi sono portata il mio gustoso spuntino di ravanelli e cetrioli. Oh, che buono, altro che cannoncini, che senso di depurazione. Brava, continua così. 

10.15 (in ufficio): Non riesco a concentrarmi… ma può essere che abbia già fame? Dai, prendo qualche sorso della mia bibita diuretica al karkadè del Chonburi e resisto, sono sulla strada giusta. 

12.50 (al bar): Ecco, una bella bresaola e rucola senza grana, con limone a volontà. Oddio… mi hanno portato il cestino del pane, ti prego, come faccio a resistere… ecco lo faccio sparire, che brava che sono, non ho toccato nemmeno un grissino. Tanta stima.

14.30 (in ufficio): Certo che le porzioni sono proprio minuscole in quel bar, ho già di nuovo fame. Fammi provare a meditare un attimo per ricentrarmi e non pensarci più. Dov’è finita la mia app? Eccola, facciamo una sequenza veloce, cinque minuti. Così poi torno a lavorare…

14.32 (alla macchina del caffè): … Ecco, quello che mi ci voleva invece era un bel caffè, così riesco a tenere fino alla mia merenda.

15. 38 (in ufficio): Eccole, quattro gustosissime noci tutte per me, mi sento proprio rigenerata. Sono veramente orgogliosa, questa volta è diverso lo sento, non mollo.

17.02 (in ufficio): Certo che quattro noci sono veramente poche… d’altronde se voglio ottenere dei risultati devo fare dei sacrifici. Beviamo un po’ per ingannare la fame…

18.10 (per strada): Che bello, torno a piedi, così faccio due passi e smaltisco… devo fare la spesa per stasera, vediamo cosa prevede il menù… castagne bollite, cicoria lessata e uovo al tegamino… mmm non vedo l’ora.

18.50 (davanti alla panetteria):

19.02 (a casa): Un pezzo di focaccia, due panini al latte, quattro biscotti al cioccolato e dodici lingue di gatto. Stasera salto la cicoria e giuro, da domani, faccio la brava.

Troppe regole e troppa forza di volontà ci conducono ineluttabilmente a perdere il controllo perché l’alimentazione è una funzione fisiologica che non è fatta per essere controllata da regole mentali.

In questa configurazione dobbiamo cominciare a vedere il controllo, e non la sua perdita, come il vero problema.

Anche perché per il nostro organismo, il lunedì è un giorno proprio come tutti gli altri.

Anne
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