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Il cambiamento epocale

PETA, la fine di “Meglio nudi che in pelliccia”

Tempo di lettura: 3 minuti

Dopo quasi tre decenni a reclutare le star per farle posare nude e dichiarare “meglio nudi che in pelliccia”, la PETA conclude l’iconica campagna pubblicitaria, in cui sono apparse P!nkElisabetta CanalisEva Mendes e dozzine di altre celebrità.

La campagna anti-pelliccia è cominciata nei primi anni ’90 – intensificandosi in concomitanza delle sfilate di moda – ma pare che oggi PETA celebri la scomparsa del commercio di pellicce, grazie a una frotta di stilisti illuminati e a una serie di leggi varate negli anni.

“Quasi tutti i migliori stilisti – tra cui Vivienne Westwood e Burberry – hanno abbandonato la pelliccia, la Gran Bretagna ne ha vietato la produzione, la California la vendita, la regina Elisabetta II ha rinunciato alle pellicce animali e icone della moda come Anna Dello Russo si rifiutano di indossarle”.

Mimi Bekhechi, direttore dei Programmi Internazionali della PETA

Con la pelliccia in una spirale verso il basso, la PETA si concentrerà sui violenti commerci di pelle e lana”.

La campagna iniziò nel 1990, quando le icone rock The Go-Go’s hanno posato nude con un poster che diceva “Preferiamo andare nude piuttosto che in pelliccia”, il quale è stato venduto ai concerti della band e il cui ricavato è andato alla PETA Stati Uniti. Pamela Anderson ha presentato il suo cartellone in Times Square durante la Settimana della moda. Kim Basinger è stata tra le prime a condividere il messaggio – e l’ultima è stata sua figlia, la modella Ireland Basinger-Baldwin.

Tra le femministe schiette che hanno partecipato c’è Gillian Anderson – che ha lanciato la sua campagna PETA durante la Festa della Donna

“Questo è il mio corpo. E ci faccio ciò che mi pare. Oggi lo sto usando per difendere gli animali e il loro diritto di vivere come gli pare – naturalmente, con la pelle ancora attaccata al corpo. La mia nudità fa una dichiarazione ancora più grande. Come attrice, che è di solito insolitamente modesta, improvvisamente sono preoccupata che, per via del movimento femminista moderno, troppe persone confondono sensuale con sessista”.

Gillian Anderson

La PETA, il cui motto recita in parte che “gli animali non sono nostri da indossare”, continuerà a battersi contro la pelliccia in diversi modi – come la campagna in corso per la fine della vendita delle pellicce in Gran Bretagna, e le proteste contro Canada Goose, che usa la pelliccia di coyote selvatici catturati in trappole d’acciaio per le rifiniture delle sue giacche.

Il gruppo potrebbe ancora usare le celebrità nude in altre campagne, come quella contro l’industria della pelle, ma con un titolo rivisto, come “Meglio mostrare la propria pelle che indossare quella altrui”.

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