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Camminare per ville

Passeggiata sul Lago di Como: la sponda occidentale

Tempo di lettura: 4 minuti

Scarpe comode, occhiali da sole e voglia di camminare: oggi faremo una passeggiata lungo la sponda Occidentale del Lago di Como, alla scoperta delle sue ville.

Meeting point: Borgovico

Parti dalla chiesa di San Giorgio, una delle chiese di origine romanica di Como, modificata nei secoli e da visitare per gli elementi barocchi al suo interno. Dopo una breve sosta – perché alle chiese comasche dedicheremo un altro appuntamento – incamminati dal retro della chiesa e passa attraverso alcuni brevi vicoli che ti permetteranno d’immaginare la vita cittadina nel passato, nei borghi caratteristici fuori dalle mura. Dal bordo del lago potrai ammirare un paesaggio incredibilmente bello e diverso: l’Aero Club di Como, il parco della città con i suoi monumenti – per lo più razionalisti – uno scorcio del centro storico su cui svetta la cupola del Duomo, la funicolare che sale a Brunate e la passeggiata sulla riva orientale del lago chiamata dai comaschi di Villa Geno.

La passeggiata di Villa Geno

La prima cosa che ti colpirà, mentre inizierai a camminare, sarà il rumore dell’acqua del lago sulla sponda e, in primavera, il profumo e la bellezza dei fiori. Questa era la zona in cui – a partire dal Cinquecento – diverse famiglie nobili comasche e lombarde decisero di costruire le loro abitazioni residenziali, tra cui la Villa Musaeum di Paolo Giovio su cui oggi sorge Villa Gallia. Villa Musaeum non esiste più per diverse ragioni, un po’ perché fu costruita troppo vicina al lago e i materiali usati non furono di prima scelta.

Nel ‘600 e soprattutto dal ‘700 in poi, questa parte del territorio diventò una delle zone maggiormente frequentate e predilette dall’aristocrazia per costruire ville monumentali in cui vivere soprattutto nella bella stagione.

Una delle prime curiosità che colpisce è che la parte più sfarzosa e dove si sfogava l’estro degli architetti è, in genere, la facciata rivolta verso il lago, comprensiva di darsena privata. Era più semplice e interessante muoversi in barca piuttosto che lungo l’antica strada chiamata Via Regis che si snodava lungo il lago.  Dietro alle ville c’erano i parchi e i grandi giardini.

Oggi, la maggior parte delle Ville sono considerate neoclassiche – perché è lo stile predominante – ma in realtà sono state costantemente oggetto di trasformazione da parte degli eredi o dei nuovi proprietari.

Le tappe: Villa Carminati

Lungo la passeggiata puoi soffermarti ad ammirare le ville più tipiche. La primissima che incontrerai è Villa Carminati, costruita su progetto dell’architetto Carlo Felice Soave nel 1787. La villa ha una loggia a 2 piani con delle semicolonne doriche lungo il pianterreno, ioniche e statue al secondo piano. Oggi è la sede di un’industria serica.

La Rotonda

Proseguendo, arriverai fino a Villa Saporiti o La Rotonda. La facciata appare diversa dalle altre dato che una parte centrale appare semicircolare – ma sarebbe meglio dire ellittica – particolarità che le è valso il soprannome. Realizzata su progetto dell’architetto Leopold Pollack tra il 1783 e il 1793, è stata successivamente modificata da Luigi Cagnola che ne ha progettato lo scalone d’onore a due rampe. Questa è la residenza in cui Napoleone volle soggiornare quando nel 1797 fu a Como rifiutò preferendola ad un’altra villa in città. Risiedette qui anche Carolina di Brunswick che fu la proprietaria della Villa D’Este, oggi uno degli hotel del lago più belli e famosi del mondo. Oggi l’edificio fa parte della proprietà della Provincia di Como. La facciata appare abbastanza sobria, con i caratteristici 2 piani collegati da semicolonne con capitelli ionici e la parte superiore con delle statue. La villa, al suo interno, è caratterizzata dal salone d’onore a pianta ellittica e doppia altezza, da soffitti decorati con inserti a stucco e lunette in cui sono ritratti uomini illustri. Il parco è caratterizzato da diverse piante tra cui platani, magnolie e grandiflora ed è condiviso dalla villa adiacente, che incontrerai subito, proseguendo la tua passeggiata: Villa Gallia.

Villa Saporiti-la-rotonda-Como / ph©Corrado Ortu

Villa Gallia

Villa Gallia – di cui abbiamo già parlato -fu costruita dall’abate Marco Gallio all’inizio del ‘600 sulle rovine della villa di Giovio, motivo per cui è considerata la più antica. In origine era in stile manieristico, modificato successivamente dalle diverse proprietà che l’hanno trasformata in una struttura simmetrica a 3 piani, con logge al centro delle facciate, caratterizzate da archi su colonne binate. L’ultimo piano è invece ornato da vasi e statue. Anche qui le parti interne sono tra le più belle, dato che è presente un salone a doppia altezza abbellito dalla presenza di un monumentale camino in marmo nero di Varenna e marmo rosso di Verona (che alcuni pensano invece provenga da Arzo). Gli affreschi sono numerosi, sia ispirati a evidenze profane del ‘600 sia a episodi ispirati all’antichità. Una delle maggiori curiosità è legata a quello che era il parco sul retro: molto profondo, continuava oltre quella che oggi è la strada provinciale con un ninfeo, di cui oggi restano poche tracce.

Fino a Villa Olmo

La passeggiata continua passando di fronte ad altre ville come la Gallietta, Parravicini, Barbò e Mondolfo – solo per citarne alcune – ognuna con la sua storia e la sua bellezza fino ad arrivare all’ultima tappa: Villa Olmo.

Prima di ammirare la villa, voltati a guardare il panorama: c’è Como che puoi osservare da una prospettiva più profonda, Brunate con le sue ville e il faro dedicato ad Alessandro Volta posto sulla montagna.

Villa Olmo – più maestosa delle ville precedenti – puoi scoprirla attraversando la parte frontale abbellita da un giardino all’italiana e passando poi sul retro per ammirare quello in stile inglese. La curiosità storica: durante il ‘600 la famiglia Odescalchi riceve questa parte di territorio dove sorgevano dei rustici che furono adattati a luoghi di villeggiatura. Alla fine dei ‘700, Innocenzo Odescalchi decise di trasformarla in una sontuosa residenza simile alle residenze di Roma e chiamò diversi architetti a collaborare al progetto tra cui Simone Cantoni. Le successive proprietà modificarono ancora la villa fino a darle la forma attuale. Giuseppe Garibaldi passò del tempo nella villa, conoscendovi Giuseppina Raimondi figlia naturale dell’allora proprietario Giorgio Raimondi Mantica Odescalchi. Giuseppina diventò sua moglie per calcolo politico ma fu ripudiata alla fine della cerimonia nuziale. In seguito, la Villa passò di proprietà ai Visconti di Modrone che le diedero la forma più o meno attuale. La villa è visitabile al suo interno, dato che è un museo della città di Como.

Al termine di questa lunga passeggiata non ti resta che goderti il silenzio, il paesaggio, un tuffo da una spiaggia – se è la stagione giusta – o rientrare alla ricerca di uno dei piatti tipici lariani, il risotto con il pesce persico.

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