Una Visione Femminista attraverso l’immagine in movimento

No master territories: al MAXXI nuovi linguaggi e mondi femministi

Tempo di lettura: 2 minuti

No Master Territories: Feminist Worldmaking and the Moving Image (“Territori senza padrone”: Creare mondi femministi e immagini in movimento), è una rassegna dedicata al MAXXI di Roma ad artiste e registe di tutto il mondo che, tra gli anni Settanta e Novanta, hanno creato nuovi linguaggi per rappresentare la condizione femminile.

La rappresentazione della condizione femminile

Le curatrici della mostra, Erika Balsom e Hila Peleg, hanno scelto tre aree tematiche della mostra per presentare tre programmi di proiezioni – uno a settimana – che comprendono una selezione di 19 film e video non-fiction realizzati tra gli anni Settanta e Novanta, la maggior parte dei quali mai esposti in Italia, e propongono nuovi linguaggi per rappresentare l’esperienza di genere. 

Concentrandosi sul periodo in cui i movimenti di liberazione delle donne si sono affermati a livello internazionale, la rassegna rende omaggio all’importante lavoro realizzato in passato da artiste, registe, collettivi di tutto il mondo per rispondere a urgenze ancora oggi attuali.

Il programma include una conversazione imperdibile tra Erika Balsom e Ilaria Gianni, co-curatrice della mostra e docente in Film Studies al King’s College di Londra, che si terrà il venerdì 24 novembre 2023.

Le Opere Esposte 

Le opere di Helena Amiradzibi; Essie Coffey; Gardi Deppe e Barbara Kasper, Brigitte Krause, Ingrid Oppermann, Tamara Wyss; Sara Gomez; Grupo Chaski; Krystyna Gryczelowska; Gwendolyn; HAN Ok-hee; HANEDA Sumiko; Nikolai Khodataev e Olga Khodotayeva; Sandra Lahire; Robin Laurie e Margot Nash; Nalini Malani; Cecilia Mangini; Barbara McCullough; Helke Misselwitz; Tracey Moffat; Gunvor Nelson e Dorothy Wiley; e Chick Strand, presentano una vasta gamma di espressioni e approcci all’immagine in movimento, come il documentario, il film sperimentale e il video, spesso trascurati nella storia cinematografica, anche quella femminista.

Molte di queste opere sono state concepite in stretta relazione con l’attivismo femminista, che da tempo riconosce l’importanza dei media visivi come strumento di dominazione ed emancipazione; altre esistono indipendentemente da qualsiasi schieramento sociale o politico; altre ancora esprimono istanze femministe anche se le loro autrici non si sono mai dichiarate tali.

No Master Territories

Il titolo della rassegna, ispirato al libro della regista e intellettuale vietnamita Trinh T. Minh-ha, When the Moon Waxes Red: Representation, Gender and Cultural Politics del 1991: “No Master Territories”, rappresenta la necessità di ridefinire il mondo in modo audace, superando ogni forma di controllo, non solo di genere. Le opere non solo si relazionano al mondo attraverso l’immagine in movimento ma cercano attivamente di ricostruirlo, abbracciando l’immaginazione femminista.

In coincidenza con la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne, “No Master Territories” offre non solo un’occasione di riflessione artistica ma anche una chiamata all’azione per un futuro senza violenza di genere. La mostra si presenta come un richiamo potente e attuale alla necessità di un’azione concreta contro le discriminazioni di genere e per la promozione di un mondo più equo e inclusivo.

Info

Videogallery del MAXXI | dal 21 novembre al 10 dicembre
maxxi.art | inbetweenartfilm.com

Calendario delle proiezioni:
Settimana 1 (21–26 novembre)
HAN Ok-hee; Gardi Deppe e Barbara Kasper, Brigitte Krause, Ingrid Oppermann, Tamara Wyss; Gunvor Nelson e Dorothy Wiley; Robin Laurie e Margot Nash; Helke Misselwitz; Gwendolyn; Nalini Malani; Chick Strand.

Settimana 2 (28 novembre–3 dicembre)
Nikolai Khodataev e Olga Khodotayeva; Cecilia Mangini; Helena Amiradzibi; Krystyna Gryczelowska; Grupo Chaski; Sara Gomez.

Settimana 3 (5–10 dicembre)
Barbara McCullough; HANEDA Sumiko; Sandra Lahire; Essie Coffey; Tracey Moffat.

Ingresso gratuito negli orari di apertura del museo (martedì – venerdì | 11.00 – 19.00)

Cover photo: Gardi Deppe, Barbara Kasper, Brigitte Krause, Ingrid Oppermann e Tamara Wyss_Women’s Camera

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