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La vita e lo sport per una donna normalmente straordinaria

La video intervista: Fiona May

Tempo di lettura: 2 minuti

In occasione della Giornata Internazionale della Donna – 8 marzo – l’Insider ha realizzato una video intervista a Fiona May, la campionessa mondiale e Olimpica di salto in lungo naturalizzata italiana per poter portare avanti una carriera importante sotto il nostro Tricolore.

Essere contemporaneamente donna e atleta non è per nulla banale: in entrambi i ruoli, Fiona May ha chiesto molto a sé stessa sia portando avanti una carriera agonistica fatta di lacrime e sudore sia come madre di Larissa e Anastasia.

Questa è l’intervista a una donna forte, solare, consapevole e schietta che è riuscita – in un modo o nell’altro – a superare barriere culturali e linguistiche, ostacoli sportivi e dubbi personali.

In sintesi

Esiste la parità di genere nello sport?

Nonostante qualcosa si stia muovendo, la strada è ancora lunga esattamente come nella vita fuori dallo sport: oltre alla questione della disparità a livello retributivo c’è la questione del professionismo – non ancora completamente risolta in diverse discipline – e la mancanza di una sostanziosa presenza femminile si avverte soprattutto a livello dirigenziale. Persino nella ginnastica artistica femminile, spesso gli allenatori sono uomini!

#metoo e mondo dello sport

Anche in questo caso, esiste un parallelismo tra mondo dello sport e mondo esterno. I casi americani di molestie ai danni di diverse atlete sono stati i primi ad essere stati resi noti ma ce ne sono stati anche in Europa e – lentamente – continuando a denunciare e a far uscire allo scoperto le storie di abuso, daremo alle ragazze più giovani il coraggio di denunciare.

Com’è essere una mamma atleta?

Psicologicamente ti ammazza, perché l’istinto materno prende il sopravvento e sei più preoccupata di tua figlia che della gara. Chapeau a chi riesce a continuare a gareggiare con i figli a casa, sono bravissime. Alternarsi tra maternità e sport è difficilissimo esattamente come per le altre donne, perché si prova lo stesso senso di colpa dovuto alla paura di stare troppo lontane dai figli. Però le atlete che riescono a fare entrambe le cose esistono, eccome, e meritano tanta stima.

La vittoria come riscatto sociale

Ogni tanto considero le vittorie come una vendetta contro le ingiustizie della vita ma il bello del mondo dello sport è questo: ti massacrano ma questo ti serve nella vita normale

I progetti fuori dal mondo dello sport

Strano ma vero sto facendo teatro. Sono in tournée con l’attrice Luisa Cattaneo in uno spettacolo che si intitola Maratona di New York. In scena ci sono due tapis roulant e noi recitiamo mentre corriamo.

Suggerimento di lettura:

La storia di Fiona May dalla sua infanzia ai successi sportivi: Il salto più lungo di Paola Zannoner.

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