Una grande mostra dedicata a Mimmo Rotella invita a riconsiderare il nostro rapporto con le immagini e con la loro apparente innocenza. A vent’anni dalla sua scomparsa, Palazzo Ducale gli dedica una retrospettiva ampia e articolata che attraversa oltre sessant’anni di ricerca visiva e culturale.
Dal 24 aprile al 13 settembre 2026, il percorso espositivo curato da Alberto Fiz non si limita a restituire la figura di uno dei grandi protagonisti del Novecento, ma costruisce una riflessione attuale sul modo in cui le immagini abitano lo spazio pubblico e la memoria collettiva.
Il ritorno dello strappo, il décollage, la rivoluzione visiva
Rotella è il poeta dello strappo. Dove altri aggiungevano, lui sottraeva. Il décollage, tecnica che lo ha reso celebre, consiste nello strappare manifesti pubblicitari dai muri per rivelare ciò che si nasconde sotto. Un gesto apparentemente distruttivo che diventa invece profondamente generativo.
Dal punto di vista tecnico, si tratta di un processo inverso al collage, ma con implicazioni estetiche e politiche molto più radicali. Lo strappo diventa un atto critico capace di mettere in discussione la superficie patinata della comunicazione di massa. Rotella lavora sulla stratificazione visiva, costruendo immagini che sono insieme memoria e rivelazione.
Davanti a opere come La tigre o Tenera è la notte, emerge con chiarezza che il vero soggetto non è il manifesto ma il tempo stesso. Ogni lacerazione diventa traccia, ogni frammento si trasforma in indizio.

Collezione Privata
Pop prima della Pop
Prima ancora che la Pop Art si affermasse negli Stati Uniti, Rotella aveva già intuito il potenziale estetico delle immagini commerciali. Le sue Marilyn, dedicate a Marilyn Monroe, non celebrano la diva ma ne disarticolano la costruzione visiva.
Qui il discorso si apre anche a una lettura contemporanea. L’immagine della donna, replicata e consumata, viene frammentata e ricomposta, suggerendo una tensione tra identità e rappresentazione. Rotella intercetta così una dinamica ancora centrale nella cultura visiva, quella della riproducibilità e della trasformazione dell’immagine.

Fondazione Mimmo Rotella
Tecniche ibride e sperimentazione continua
La mostra genovese non si limita ai décollage ma attraversa l’intero laboratorio creativo dell’artista. Dagli artypo agli effaçage, dalle tele emulsionate ai riporti fotografici fino alle estroflessioni, emerge una ricerca tecnica complessa ma coerente.
Se osservi da vicino le opere, riconosci una sensibilità quasi progettuale. Rotella manipola superfici e materiali con una precisione che richiama il linguaggio del design e della grafica. La sua pratica si sviluppa in un dialogo continuo tra arti visive e processi industriali.
Negli anni Ottanta, con le sovrapitture, entra in relazione autonoma con il ritorno alla pittura che attraversa l’Europa, in particolare con esperienze come la Transavanguardia, mantenendo tuttavia una cifra stilistica indipendente e riconoscibile.

Fondazione Mimmo Rotella
L’esperienza immersiva di Genova
L’allestimento nelle sale medievali di Palazzo Ducale aggiunge un ulteriore livello interpretativo. Il dialogo tra architettura storica e linguaggio contemporaneo amplifica la tensione delle opere e ne valorizza la dimensione materica.
Oltre cento lavori provenienti da collezioni internazionali costruiscono un percorso articolato che richiede attenzione e tempo. È una mostra che si lascia attraversare lentamente, lasciando emergere connessioni e stratificazioni.
Materiali d’archivio e documenti audiovisivi completano l’esperienza, offrendo uno sguardo approfondito sul processo creativo dell’artista e sulla complessità del suo percorso.
La forza del lavoro di Rotella risiede nella sua capacità di interrogare il presente attraverso la materia. Le sue opere mettono in discussione il modo in cui guardiamo e interpretiamo le immagini, invitando a superare la superficie.
In un’epoca dominata dalla ricerca di perfezione visiva, il suo elogio del frammento e dell’imperfezione acquista una risonanza particolare. Le sue composizioni diventano archivi visivi, tracce di una cultura che si trasforma e si sovrappone nel tempo.
Una mostra da vivere
Mimmo Rotella. 1945–2005 è una mostra che unisce profondità critica al piacere estetico ed è perfetta per un fine settimana a Genova, in cui intrecciare arte, architettura e gioia di vivere.
Uscendo da Palazzo Ducale, lo sguardo cambia. Le superfici urbane non appaiono più come sfondi neutri ma come palinsesti vivi, capaci di custodire storie stratificate. Basta imparare a osservare oltre il primo livello.
Info utili
MIMMO ROTELLA. 1945–2005
Genova, Palazzo Ducale
24 aprile – 13 settembre 2026

Collezione Privata