Il ritorno dello strappo

La rivoluzione visiva di Mimmo Rotella, in retrospettiva a Genova

Tempo di lettura: 4 minuti

Una grande mostra dedicata a Mimmo Rotella invita a riconsiderare il nostro rapporto con le immagini e con la loro apparente innocenza. A vent’anni dalla sua scomparsa, Palazzo Ducale gli dedica una retrospettiva ampia e articolata che attraversa oltre sessant’anni di ricerca visiva e culturale.

Dal 24 aprile al 13 settembre 2026, il percorso espositivo curato da Alberto Fiz non si limita a restituire la figura di uno dei grandi protagonisti del Novecento, ma costruisce una riflessione attuale sul modo in cui le immagini abitano lo spazio pubblico e la memoria collettiva.

Il ritorno dello strappo, il décollage, la rivoluzione visiva

Rotella è il poeta dello strappo. Dove altri aggiungevano, lui sottraeva. Il décollage, tecnica che lo ha reso celebre, consiste nello strappare manifesti pubblicitari dai muri per rivelare ciò che si nasconde sotto. Un gesto apparentemente distruttivo che diventa invece profondamente generativo.

Dal punto di vista tecnico, si tratta di un processo inverso al collage, ma con implicazioni estetiche e politiche molto più radicali. Lo strappo diventa un atto critico capace di mettere in discussione la superficie patinata della comunicazione di massa. Rotella lavora sulla stratificazione visiva, costruendo immagini che sono insieme memoria e rivelazione.

Davanti a opere come La tigre o Tenera è la notte, emerge con chiarezza che il vero soggetto non è il manifesto ma il tempo stesso. Ogni lacerazione diventa traccia, ogni frammento si trasforma in indizio.

Mimmo Rotella La tigre, 1962  / Décollage su tela 108 x 84 cm
Collezione Privata

Pop prima della Pop

Prima ancora che la Pop Art si affermasse negli Stati Uniti, Rotella aveva già intuito il potenziale estetico delle immagini commerciali. Le sue Marilyn, dedicate a Marilyn Monroe, non celebrano la diva ma ne disarticolano la costruzione visiva.

Qui il discorso si apre anche a una lettura contemporanea. L’immagine della donna, replicata e consumata, viene frammentata e ricomposta, suggerendo una tensione tra identità e rappresentazione. Rotella intercetta così una dinamica ancora centrale nella cultura visiva, quella della riproducibilità e della trasformazione dell’immagine.

Mimmo Rotella RITZ, 1963 / Décollage su tela / 113,5 x 58,5 cm
Fondazione Mimmo Rotella

Tecniche ibride e sperimentazione continua

La mostra genovese non si limita ai décollage ma attraversa l’intero laboratorio creativo dell’artista. Dagli artypo agli effaçage, dalle tele emulsionate ai riporti fotografici fino alle estroflessioni, emerge una ricerca tecnica complessa ma coerente.

Se osservi da vicino le opere, riconosci una sensibilità quasi progettuale. Rotella manipola superfici e materiali con una precisione che richiama il linguaggio del design e della grafica. La sua pratica si sviluppa in un dialogo continuo tra arti visive e processi industriali.

Negli anni Ottanta, con le sovrapitture, entra in relazione autonoma con il ritorno alla pittura che attraversa l’Europa, in particolare con esperienze come la Transavanguardia, mantenendo tuttavia una cifra stilistica indipendente e riconoscibile.

Mimmo Rotella /Cinemascope 3, 2003 / Décollage su tela 164 x 126 cm
Fondazione Mimmo Rotella

L’esperienza immersiva di Genova

L’allestimento nelle sale medievali di Palazzo Ducale aggiunge un ulteriore livello interpretativo. Il dialogo tra architettura storica e linguaggio contemporaneo amplifica la tensione delle opere e ne valorizza la dimensione materica.

Oltre cento lavori provenienti da collezioni internazionali costruiscono un percorso articolato che richiede attenzione e tempo. È una mostra che si lascia attraversare lentamente, lasciando emergere connessioni e stratificazioni.

Materiali d’archivio e documenti audiovisivi completano l’esperienza, offrendo uno sguardo approfondito sul processo creativo dell’artista e sulla complessità del suo percorso.

La forza del lavoro di Rotella risiede nella sua capacità di interrogare il presente attraverso la materia. Le sue opere mettono in discussione il modo in cui guardiamo e interpretiamo le immagini, invitando a superare la superficie.

In un’epoca dominata dalla ricerca di perfezione visiva, il suo elogio del frammento e dell’imperfezione acquista una risonanza particolare. Le sue composizioni diventano archivi visivi, tracce di una cultura che si trasforma e si sovrappone nel tempo.

Una mostra da vivere

Mimmo Rotella. 1945–2005 è una mostra che unisce profondità critica al piacere estetico ed è perfetta per un fine settimana a Genova, in cui intrecciare arte, architettura e gioia di vivere.

Uscendo da Palazzo Ducale, lo sguardo cambia. Le superfici urbane non appaiono più come sfondi neutri ma come palinsesti vivi, capaci di custodire storie stratificate. Basta imparare a osservare oltre il primo livello.

Info utili

MIMMO ROTELLA. 1945–2005

Genova, Palazzo Ducale

24 aprile – 13 settembre 2026

www.palazzoducale.genova.it

Mimmo Rotella / Commercio e unità, 1962 / Décollage su tela 88 x 116 cm
Collezione Privata

In qualità di Affiliato Amazon riceviamo un guadagno dagli acquisti idonei

Leggi anche

Partito per visitare le antiche fornaci del Giappone, Davide Dalmanzio ha attraversato il Paese in bicicletta per oltre duemila chilometri. Un viaggio nato dalla passione per la ceramica che si è trasformato in qualcosa di molto più grande. Ne parliamo nella nuova puntata di Persi Bene.
Dal 23 giugno al 6 agosto, CUBO LIVE porta jazz, cantautorato e sperimentazione in quattro città italiane con sedici appuntamenti gratuiti e nomi di livello internazionale assoluto.
Dal legno di agar all’intelligenza artificiale, la profumeria araba conquista l’Occidente con una storia millenaria, fiumi di Oud, ingredienti rari e un’intensità che i profumi occidentali si sognano.
Giugno è quel mese in cui inizi a pensare alle vacanze mentre hai ancora ventisettemila cose da consegnare. L'energia cambia ritmo con meno ostinazione e più movimento. Le relazioni diventano protagoniste, le conversazioni contano più delle dichiarazioni e molte situazioni iniziano a mostrare la loro vera natura. È un mese che premia la curiosità, la capacità di adattarsi e la voglia di uscire dal pilota automatico. Chi insiste a fare sempre le stesse cose rischia di annoiarsi. Chi sperimenta, invece, potrebbe divertirsi parecchio.