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Gianni Speciale e le Wooden Bikes

La bici che lascia il segno

Tempo di lettura: 4 minuti

Gianni Speciale è il brianzolo che ha rivoluzionato il design delle due ruote. Le sue creazioni sono gioielli custom made, totalmente personalizzati e artigianali, che sublimano le qualità di un materiale eccezionale: il legno di frassino.

Come nasce l’idea di una bicicletta in legno?

Le Speciale Wooden Bikes, sono nate da un delitto.

Sono sempre stato un appassionato di bicicletta. Avevo una vecchia mountain bike che avevo comprato appena dopo essermi sposato, era una delle prime in alluminio verso la fine degli anni ’80. Molti anni dopo, l’ho denudata e riverniciata per mio figlio, perché ci andasse a scuola; ovviamente gliel’hanno rubata.

Dopo qualche giorno, ho pensato di farla in legno, un pezzo unico, a prova di furto. Lavoravo in edilizia e sono sempre stato innamorato della lavorazione del legno; sono stato benedetto da una grande manualità e mi dilettavo già a produrre mobili. Le biciclette Speciale sono nate come un hobby.

Come si è estesa la produzione?

I primi quattro modelli, disegnati uno per uno in dimensioni reali, li ho dedicati a mia moglie e ai miei figli. Dopodiché, ogni modello della collezione ha reso omaggio al fascino delle città italiane, perché volevo focalizzare gli sforzi su oggetti che concentrassero un ideale di bellezza senza tempo e di made in Italy estremo.

Chi vedi a cavallo di una Speciale?

Anzitutto una persona paziente, perché ci vogliono circa due mesi per produrne una. Poi, chi ama il design moderno con un’allure vintage e ovviamente il “bauscia”, chi vuole l’esclusività e possedere un oggetto che puoi tirare fuori la domenica e vantarti come se fosse una Porche.  Le prime a notare le mie biciclette sono sempre le donne, probabilmente per l’attenzione ai dettagli, alla scelta dei materiali per guarnizioni e cromature, alla pelle che sostituisce materiali sintetici e all’armonia generale che ispira il progetto.

Come ti sei relazionato alla concorrenza?

Non ne ho. Non ho mai copiato nulla e anche se mi sono relazionato al mercato e mi tengo informato, ho cercato sempre la mia unicità, un livello di artigianalità e di “fatto a mano” che a livello internazionale è molto raro.

Quali sono le caratteristiche delle Speciale Wooden Bikes, volendole riassumere?

Sono un’anomalia pensata per il ciclista che si porta la bici a casa e la espone anche come pezzo di design: dopo averla usata, diventa elemento d’arredo.

Dal punto di vista meccanico, ho pensato alle mie biciclette soprattutto per la città e per le gite della domenica, in modo tale che siano morbidissime e confortevoli. Assorbono urti e vibrazioni del pavé grazie al legno di frassino, a cui aggiungo dettagli in mogano.

Sono biciclette antifurto – a meno di non volerle sempre tenere nascoste in cantina o appese alla parete del salotto – perché sono personalizzabili all’estremo: il legno non è mai uguale e gli inserti in mogano le rendono uniche. Puoi scegliere i cerchi, i raggi, i mozzi, le ruote, tutto ciò che desideri.

I ciclisti sembrano essere una categoria contro il mondo, detestati dai pedoni, odiati dagli automobilisti, bersagliati dai ladri, rischiano la vita in città inadatte: chi ha ragione?

In questo momento è questione di critical mass. In Italia, sono ancora poche le città in cui la preponderanza di biciclette nel traffico sta facendo la differenza e sta modificando l’assetto stradale. Milano non è tra queste; ci vorrà un bel po’ di tempo per trasformarla in una città ciclabile e dipende soprattutto dal Sindaco di turno, perché è solo una questione di volontà. Monza, ad esempio, ci sta provando. La città esemplare è Berlino: non è caotica ma è enorme. La regola è il rispetto e dare fastidio reciprocamente meno possibile.

Se dovessi consigliare alcune gite fuori porta in Lombardia, cavalcando una delle tue biciclette, dove ci manderesti?

Ti farei partire dal centro di Milano, dalla Darsena, e pedalare fino a Boffalora, oppure andrei in treno fino a Sesto Calende per tornare in centro città sulla ciclabile.

Poi potresti andare da Monza a Lecco oppure lungo la Martesana fino a Trezzo d’Adda, fermandoti nella piazza di Crespi d’Adda per l’aperitivo.

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