Cosa c’è di meglio di un weekend tra aperitivi, mostre e quell’aura di bellezza misteriosa che solo Milano sa regalare? Se sei alla ricerca di un’esperienza fuori dal comune – letteralmente sotto terra – segnati questa data: 20 marzo. La Fondazione Arnaldo Pomodoro riapre finalmente al pubblico il Labirinto, un’opera monumentale che più che un dedalo è un viaggio spazio-temporale nei meandri dell’arte e della storia.
Non aspettarti siepi alla Alice nel Paese delle Meraviglie o Minotauri pronti a inseguirti: nel Labirinto di Arnaldo Pomodoro ci si muove tra pareti scolpite che sembrano uscite da un’antica civiltà dimenticata, in un percorso ispirato all’Epopea di Gilgamesh, il primo grande poema epico della storia. Un viaggio tra segni arcaici, superfici incise e luci soffuse che vi faranno perdere il senso del tempo – e forse anche l’orientamento.
Le superfici scolpite del Labirinto richiamano antiche civiltà, con cunei e trafitture che evocano una lingua perduta ma che trasmette un senso di misteriosa familiarità.
“Ho sempre subito un grande fascino per i segni, soprattutto quelli arcaici”, spiegava Pomodoro al critico Sandro Parmiggiani, “le impronte che scavo nella materia artistica, i cunei, i fili e gli strappi, mi vengono inizialmente da certe civiltà arcaiche”.

Labirinto Arnaldo Pomodoro ph.Andrès Juan Suarez Courtesy of Fondazione Arnaldo Pomodoro 
Labirinto Arnaldo Pomodoro | ph.Andrès Juan Suarez | Courtesy of Fondazione Arnaldo Pomodoro 
Labirinto Arnaldo Pomodoro | ph.Andrès Juan Suarez | Courtesy of Fondazione Arnaldo Pomodoro 
Labirinto Arnaldo Pomodoro | ph.Andrès Juan Suarez | Courtesy of Fondazione Arnaldo Pomodoro 
Labirinto Arnaldo Pomodoro | ph.Andrès Juan Suarez | Courtesy of Fondazione Arnaldo Pomodoro
L’opera, oltre a evocare culture lontane e tempi remoti, offre uno spaccato intimo del processo creativo e introspettivo di Pomodoro. È un’esperienza che fonde elementi autobiografici e tappe fondamentali del percorso artistico del Maestro, mostrando la continua trasformazione e rielaborazione di sculture conosciute e la nascita di nuove forme in divenire.
Il labirinto non è solo una scultura da ammirare, ma un’esperienza da vivere.
“Il mio ingresso nel labirinto è un invito nei meandri di un percorso, dove il tempo è trasformato in spazio e lo spazio a sua volta diventa tempo”. Arnaldo Pomodoro
Il labirinto è una sintesi perfetta del percorso creativo di Arnaldo Pomodoro, il quale, nato nel Montefeltro nel 1926 e trasferitosi a Milano nel 1954, ha sviluppato negli anni una scrittura scultorea unica. Dalle sue prime opere degli anni Cinquanta, caratterizzate da altorilievi enigmatici, alla maestosa installazione del Labirinto, l’artista ha costantemente dialogato con la materia e la storia, traducendo simboli arcaici in un linguaggio contemporaneo.
Situata nei sotterranei della sede FENDI a Milano, l’opera rinnovata è finalmente accessibile a tutti, previa prenotazione. E per chi non si accontenta, all’ingresso ci sono anche due spettacolari opere-costume create dall’artista per il teatro: Costume di Didone (per Dido, Queen of Carthage di Christopher Marlowe, messa in scena a Gibellina nel 1986) e Costume di Creonte (per Oedipus Rex di Igor Stravinsky, messa in scena a Siena nel 1988)..
Arte, moda e mito: il trio perfetto per un’esperienza milanese indimenticabile.
Info utili
La visita al Labirinto dura circa 45 minuti, con guida.
Per prenotazioni alle visite e ulteriori informazioni visita il sito fondazionearnaldopomodoro.it
FENDI Solari 35
Via Andrea Solari 35, Milano