Mirabilia / Podcast #10

Il frate volante

Tempo di lettura: 2 minuti

È la festa dell’Immacolata Concezione dell’anno 1642. Siamo ad Assisi, ed è da poco terminato il canto dei Vespri. Nella cappella della basilica sta entrando il Padre Custode, Raffaele Palma, che un giorno diventerà Vescovo di Oria. In un angolo vede un altro frate, immobile, davanti ad una statua della Madonna. Lo riconosce e gli si avvicina dicendo, in dialetto “Che fai qua, paesano?”.

E Padre Giuseppe, questo è il nome dell’altro frate, si volta e mostra una espressione che lascia Raffaele atterrito. Gli occhi sono spiritati, il volto pallido, deformato da una specie di sorriso, tutti i muscoli sono tesi, come in preda ad una esaltazione. Raffaele fa, istintivamente, un passo indietro, ma Padre Giuseppe lo blocca con una mano, afferrandogli il braccio. Ha una forza spaventosa, le sue dita sul braccio sembrano un artiglio d’acciaio.

Tutta la chiesa si abbassa, sembra stia sprofondando, pilastri, statue, dipinti. Poi, Raffaele capisce. Non è la chiesa che sta sprofondando, sono loro due che si stanno alzando. Stretto nella morsa delle braccia del confratello, Raffaele sta facendo una cosa impossibile: sta volando. Le braccia e le gambe gli penzolano nel vuoto, il suo corpo si abbandona completamente. Il suo cervello è paralizzato. Finché si trovano davanti al volto dell’Immacolata, che ora li guarda dritti negli occhi dal pulpito dov’è collocata. Tutto il mondo sembra capovolgersi nella testa di Raffaele, e girare sempre più velocemente, mentre il sangue sembra defluire dal suo corpo.

Padre Raffaele vola

Poi la stretta si rilassa, Raffaele non sa come ma sente di nuovo il pavimento sotto i suoi piedi. E appena il terribile abbraccio si riapre, Padre Raffaele inizia a correre, correre verso l’uscita, verso l’aria, verso la luce. Di fronte a lui c’è una piccola folla che si è radunata per vedere la scena. Hanno gli occhi sbarrati e le bocche aperte. Raffaele li scansa, mulinando le braccia, come se stesse annegando, e finalmente è fuori, sul sagrato, poi sul prato. Si siede vicino ad un albero e, per un tempo che per lui non esiste, piange.

Ma chi è quel frate che si è appena librato nell’aria, davanti a innumerevoli testimoni, sollevando un altro frate con sé? Chi è quell’uomo che gode già della fama di Santo, operatore di miracoli, guarigioni, levitazioni e profezie, ma anche di intrighi, conclavi segrete, inseguito per anni dalle indagini del Sant’Uffizio? Quell’uomo misterioso, popolarissimo e imbarazzante, che il Vaticano cercherà di nascondere per tutta la sua vita, spostandolo di convento in convento, senza mai riuscire davvero a interrompere il filo tra il suo immenso carisma e la venerazione popolare?

Ascolta tutta la storia nel podcast

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