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Raccontalo bene

Dove vai se una storia non ce l’hai

Tempo di lettura: 3 minuti

Osservare attentamente è parte del mio mestiere – sull’account di Instagram ho scritto Flâneur: concentrato sui comportamenti delle persone – ma nella passata clausura mi sono effettivamente concentrato sugli acquisti online non potendo avere relazioni con le persone.

Ho comprato di tutto, dal pavimento in legno per la casa, al gelato, alle specialità della cucina siciliana.

Storie di consegne a domicilio

Se con i corrieri l’interazione era minima perché correvano come i pazzi anche la domenica, con il gelataio e il ristoratore ho trascorso qualche minuto interessante.

La gelateria che consegna a domicilio non l’avevo mai vista qui in Italia e l’ho scoperta una mattina nel tragitto casa/edicola/casa, leggendo l’annuncio su un foglio appeso alla vetrina del negozio. Ho inviato il messaggio e stretto l’accordo nel giro di pochi minuti: 2 kg di gelato, pagamento in contanti al ricevimento e scontrino fatto prima delle consegne.

Il fascino sta nei dettagli

Il gelataio non aveva mai pensato a questa soluzione ma il bisogno ha aguzzato l’ingegno; mi ha raccontato delle molte richieste arrivate, giorno dopo giorno, e ha spiegato che nel suo gelato usa meno zucchero del solito per lasciarlo più naturale e fa pochi gusti per rimanere coerente con le materie prime di stagione.

Non mi ero mai interessato a questi dettagli; mi ero sempre basato sul mi piace/non mi piace ma il gelataio pronto a raccontarmi la sua mission nei due minuti della consegna mi ha affascinato.

Di persona è differente

Giorni dopo, leggevo l’intervista ad un ristoratore che si era deciso a fare le consegne a domicilio per fronteggiare la chiusura obbligata del locale. Era (è) un ristorante elegante – Il Grano di Pepe di Ravarino, Modena – dal quale non mi sarei aspettato questo servizio. Comunque, ho affrontato il menù e ho ordinato arancine, sfincione e cannoli siciliani per 4 persone, per avere cibo per quattro giorni. Pagamento con bonifico bancario, tutto perfetto.
Nel giorno concordato arriva proprio lui, il proprietario – che avevo riconosciuto dalla foto sul sito – e dai grandi contenitori in polistirolo escono le mie leccornie tutte belle impacchettate. È proprio a causa di questa sua grande passione per il cibo fatto bene che si è messo a fare le consegne: l’impegno è molto, perché una volta in giro con l’auto non puoi commettere errori ma la soddisfazione è altrettanta. Mi ha raccontato di come gli si è ribaltata la prospettiva e cambiato il modo di entrare in contatto con le persone: tu da loro, invece che loro da te. Durante il lockdown l’emozione era anche vedere arrivare il ristoratore che ti raccontava la sua storia mentre ti consegnava le vivande.

Appuntamento a mai più

Non so se ci avete fatto caso ma, ci sono state molte aziende che di fronte ad eventi annullati non hanno saputo dire altro che Ci rivedremo quando tutto sarà finito oppure Appuntamento all’anno prossimo, quando questo era proprio il momento di raccontare il motivo, il perché, l’azienda o l’evento esistevano!

In molti hanno continuato a vendere i propri prodotti come se nulla stesse succedendo, con il solo risultato di ricevere messaggi di riprovazione e parecchi Vergognatevi!

Sempre online, i tentativi più goffi sono stati quelli di inventarsi lì per lì una storia da raccontare, dove non c’era nessuna sostanza se non la necessità di vendere e anche qui la community si è rivoltata con commenti del tipo Almeno abbiate la decenza di stare zitti.
In un precedente articolo avevo scritto della fondamentale importanza di sapere perché si decide di proporre un prodotto/evento – e la risposta non può essere solo perché devo vendere – ma non avrei mai pensato che una situazione così estrema confermasse con prepotenza questo assunto.

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