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Piemonte in bianco

Destinazione Gavi: alla scoperta della regione del bianco piemontese

Tempo di lettura: 3 minuti

Una mèta particolarmente interessante nel panorama dell’enoturismo italiano è l’habitat in cui nasce il Gavi DOCG, il grande bianco piemontese.

Compreso tra il Mar Ligure ed il Monferrato, il Gavi è un territorio intimo e nobile, fuori dai percorsi tradizionali del Piemonte più conosciuto.

È la destinazione prediletta di un turismo chic e country, dove si gioca a golf, si passeggia nei parchi, si indugia nelle tante cantine. Gli ampi spazi permettono di dedicarsi a diverse attività open air, senza timori di sovraffollamento: un turismo slow e sicuro.

Il Gavi profuma di Piemonte ma sa di mare

I filari si alternano ai boschi, le valli ai colli: si mangia tra i vigneti con un calice di Gavi DOCG – uva Cortese in purezza, qui autoctona e tradizionale – abbinandolo al pesce e alla cucina ligure oppure alla cucina d’autore, come nel caso della meravigliosa ricetta di Andrea Ribaldone dedicate al Gavi Riserva e alla valorizzazione dei prodotti del territorio.

L’Oltregiogo, ovvero il territorio del Gavi, antico entroterra delle signorie di Genova, parte da Gavi, seguendo la Strada Lomellina in direzione Nord; sale fino a Novi Ligure e da qui discende verso Sud percorrendo la strada verso Serravalle Scrivia; poi curva in direzione di Bosio, Parodi e Capriata, toccando 11 Comuni della Denominazione e circoscrivendo così i 1500 ettari in cui si produce il Gavi DOCG, tutelato dal suo Consorzio.

Su questo percorso si trovano i produttori del Gavi, presso i quali è possibile organizzare visite e degustazioni.

Sono il vento marino che soffia dalla Liguria e il clima dell’Appennino che rendono speciale quest’angolo di Piemonte. Gli inverni freddi e le estati calde e ventilate, l’altitudine dei pendii e l’esposizione, i terreni marnosi, calcarei e argillosi, le terre “bianche e “rosse” danno vita a questo vino che parla di territorio: fresco, intensamente profumato, con persistenze di note terziarie e minerali.

La cucina tipica da gustare in abbinamento a un calice di bianco

Il legame storico con la Repubblica di Genova si ritrova nelle ricette tipiche e nei prodotti del territorio: come la Testa in Cassetta e i famosi ravioli tutelati dai Cavalieri dell’Ordine Obertengo dei Cavalieri del Raviolo e del Gavi. Tradizionalmente preparati con carni bovine e suine, uova, formaggio, borragine e scarola, i ravioli di Gavi sono fatti a mano con una sfoglia sottile e gustosa: a tavola si servono al tocco, il locale sugo di carne, in scodella al vino e a culo nudo, cioè solo schiumati, senza condimenti.

Zuppa di Gavi Riserva con crostini alla cannella

Portata Zuppa
Cucina Italiana
Preparazione 10 minuti
Cottura 5 minuti
Tempo totale 15 minuti
Porzioni 4 persone
Chef Andrea Ribaldone

Attrezzatura

  • casseruola
  • Polsonetto
  • Pentola più grande del polsonetto per il bagnomaria
  • Una frusta a mano

Ingredienti

  • 300 ml brodo di manzo
  • 300 ml Gavi Riserva
  • 200 g panna fresca
  • 3 tuorli d'uovo
  • 100 g Castelmagno grattugiato
  • 1 pizzico nosce moscata
  • q.b. pepe
  • q.b. sale
  • q.b. cannella in polvere
  • 200 g crostini

Istruzioni

  • Porta a bollore il brodo con il vino bianco e fai cuocere per qualche minuto a fiamma viva in modo che perda la parte alcolica.
  • A parte, in un polsonetto adatto al bagnomaria, monta la panna con i rossi d’uovo e il Castelmagno grattugiato, fino a ottenere un composto liscio e gonfio, ben amalgamato.
  • Prepara un bagnomaria in cui appoggiare il polsonetto.
  • Allontana la casseruola dal fuoco e versa il liquido nel composto di panna.
  • Finisci la cottura della zuppa a bagnomaria continuando a sbattere con la frusta per 4-5 minuti. Devi evitare che il composto si sleghi.
  • Aggiusta sale e pepe.
  • Versa nelle fondine, guarnendo la zuppa con i crostini e una spolverata di cannella.

Il turismo slow

Puoi pescare nei torrenti Scrivia, Lemme e Orba, fare escursioni a piedi o a cavallo, praticare il trekking e la mountain bike in Val Borbera e in Val Lemme.

Gli amanti del turismo verde vanno alla scoperta del Parco delle Capanne di Marcarolo o dei Laghi del Gorzente e della Lavagnina, mentre gli appassionati di storia indugiano sul sito archeologico di Libarna a Serravalle Scrivia, i cui resti fanno presupporre la presenza – già in epoca preromana – di un importante mercato o centro di scambi commerciali, com’è tutt’oggi questa zona.

Per i cultori dell’arte e dell’architettura la prima meta è il Forte di Gavi, antica fortezza che si staglia a baluardo del territorio e, per un colpo d’occhio mozzafiato, c’è il Belvedere della Madonna della Guardia, dall’Appennino alla pianura del Po.

L’offerta turistica del Gavi si distingue anche per un originale percorso che unisce sport, moda e lusso: i tre Golf Club della zona, i resort esclusivi e il McArthurGlen Serravalle Outlet sono le tappe immancabili per una vacanza di relax e coccole: immersi nel verde, a pochi passi dalle firme della moda italiana e internazionale, godendo del top dell’ospitalità.

Photo credits cover: © Cristina Del Re

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