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Futuro prossimo

Come abiteremo nei prossimi anni: i pannelli fotovoltaici

Tempo di lettura: 2 minuti

Quale futuro abitativo ci aspetta nei prossimi anni? Si parla sempre più spesso di abitazioni ecologiche e confortevoli. Secondo un sondaggio condotto l’anno scorso dall’AIA, che ha coinvolto più di 500 architetti italiani, sicuramente queste saranno le parole chiave del futuro.

Le nuove tendenze ci fanno ben sperare per un futuro più green nel quale non verranno più usate vernici nocive e ritorneremo a materiali da costruzione naturali, in particolare il legno e i mattoni sostenibili. A questo proposito ci sono già nuove sperimentazioni, tra cui un nuovo cemento ecologico, ottenuto tramite un processo che permette la creazione di materiali da muratura senza sprecare risorse rinnovabili. Questo procedimento prevede l’inserimento di microrganismi nella sabbia che, in pochi giorni, innescano un procedimento simile a quello della crescita dei coralli. Sono anche interessanti quelli ottenuti a partire dall’utilizzo della canapa.

Le nuove abitazioni saranno anche più resistenti ai disastri naturali e – visti i recenti terremoti che hanno colpito il territorio italiano ad Amatrice e Norcia – è una notizia molto positiva per il nostro Paese.

Le costruzioni saranno anche realizzate per andare incontro alle esigenze degli anziani; dato che la durata media della vita si sta allungando, sarà sempre più importante avere corridoi larghi, finestre basse e abitazioni senza gradini, che si adattano alle esigenze delle persone più avanti con l’età.

Per finire, saranno progettate anche per ridurre i consumi, questo permetterà di avere case intelligenti (probabilmente grazie alla domotica) e sempre connesse ad ogni tipo di device.

Uno dei primi progetti innovativi, tutto italiano, è STILE (Sustainable Technologies Integrated as a Learning Experience), realizzato dall’Università di Roma Tor Vergata per la West Virginia University. La proposta è arrivata al 12° posto al Solar Decathlon del 2015, con l’unico team della competizione formato interamente da studenti. Il progetto prevede un open-space quadrato connesso con l’esterno grazie a finestre panoramiche, con un arco che rappresenta una struttura coperta, non solamente attraente dal punto di vista estetico ma funzionale, come supporto di pannelli solari che forniscono l’energia necessaria alla casa. Questa forma particolare crea un patio che funziona come barriera verso il lato sud riducendo l’esposizione e lo spreco energetico, insieme ad un sistema di raffreddamento passivo.

Uno degli esempi italiani più virtuosi di casa ecologica, invece, è Casa Monica, nella periferia modenese, riconosciuta dai rigidi protocolli del Green Building Council e certificata con il GBC Home Platinum.

È stata costruita nello spazio occupato da una casa preesistente che è stata demolita, quindi senza consumo del territorio ma ben collegata, in una posizione vicina alle fermate dell’autobus e alle piste ciclabili della zona. I materiali utilizzati sono a Km Zero e per ogni albero utilizzato ne è stato piantato un altro.

Le pareti hanno coperture edili in legno o in altri materiali naturali, tra cui la lana di roccia, con vetri tripli e un’intercapedine che limita al massimo la dispersione di calore.

Una sfida che dimostra che si può realizzare anche in Italia un’abitazione del tutto sostenibile.

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