La mostra iconica

Che Guevara: l’uomo dietro il mito arriva a Bologna

Tempo di lettura: 3 minuti

Hai visto il suo volto milioni di volte. Magari sulla T-shirt di qualche amico dal vago spirito rivoluzionario, stampato su poster nelle camere dei fuoricorso o persino stilizzato su una tazza da caffè. Ma chi era davvero Ernesto Che Guevara? Dal 27 marzo al 30 giugno 2025, il Museo Civico Archeologico di Bologna prova a rispondere con “CHE GUEVARA tú y todos”, una mostra che promette di restituire umanità e sfumature a una delle figure più controverse e celebrate del XX secolo.

Un viaggio tra foto inedite, lettere e poesie

Dimentica il Che da santino rivoluzionario. Qui troverai lettere intime, diari, fotografie scattate da lui stesso e persino le poesie dedicate alla moglie Aleida. Un percorso espositivo che si snoda attraverso più di 2.000 documenti inediti, messi a disposizione dal Centro de Estudios Che Guevara de L’Avana. L’idea è quella di smontare il personaggio per ricostruire l’uomo, con i suoi ideali ma anche con le sue contraddizioni, il suo lato politico ma anche quello affettivo.

CHE GUEVARA A LAS VILLAS ESCAMBRAY PRIMA DELLA BATTAGLIA DI SANTA CLARA_ 1958@Centro de Estudios Che Guevara

Attraversare la “linea gialla”

Non aspettarti una semplice esposizione di cimeli storici. Appena entri, ti troverai davanti a una parete retroproiettata: da un lato, le immagini patinate degli anni ’50, con i loro sogni di progresso e benessere consumistico. Ma basta un passo avanti per farle svanire e scoprire la realtà di povertà e ingiustizia che spinse Ernesto a intraprendere il suo viaggio rivoluzionario. Una metafora potente, un invito a guardare oltre la superficie.

Un racconto a più livelli e un finale stra-ordinario

Il percorso della mostra si sviluppa su tre livelli narrativi, ognuno con un proprio linguaggio. Il primo livello è quello storico e geopolitico, per contestualizzare la rivoluzione cubana e le scelte di Guevara. Il secondo è biografico: lettere, scritti e riflessioni sulla politica, l’educazione e l’idea dell’“Uomo Nuovo”. Infine, il terzo livello è il più intimo, con le sue lettere personali e le poesie dedicate alla famiglia.

Che Guevara che parla al congresso della gioventù Latinoamericana a L’Avana. 1962 ©Centro de Estudios Che Guevara

Dulcis in fundo, un’installazione di Michael Murphy, artista americano pioniere della Perceptual Art. La sua opera tridimensionale ti sfida: da un’angolazione vedrai il volto iconico del Che, da un’altra la sua firma. Un gioco visivo che sintetizza perfettamente il senso della mostra: Ernesto Che Guevara non è solo un’icona stampata su una T-shirt, ma un uomo con un’identità complessa, ancora capace di far discutere.


“Dopo due anni di lavoro, ciò che mi rimane di questo dialogo ideale con Ernesto Che Guevara è la scoperta di un uomo intenso, che ha dedicato tutto sé stesso al servizio di un’idea ‘stramba’: un’umanità che ha come imperativo morale l’evoluzione verso unasocietà più giusta. Un intellettuale che ha trasformato l’utopia dell’‘uomo nuovo’ in azione concreta, lavorando per costruire una società orientata al bene comune, una società che non dimentica gli ultimi. Un uomo che sentiva davvero, sul proprio volto, il bruciare dello schiaffo dato dal potere a una moltitudine di uomini e donne privati di speranza e dignità.
Dietro l’intellettuale e il rivoluzionario, però, ho scoperto anche la persona: fedele ai propri ideali, certo, ma anche attraversata da dubbi e incertezze. Le sue scelte, talvolta compiute con piena partecipazione, altre volte con sofferenza, sono sempre state una risposta a un imperativo morale di giustizia sociale, un impegno pagato sempre in prima persona.
Possiamo non essere completamente d’accordo con le sue idee o con i metodi adottati, ma resta per me profondo il rispetto per un uomo che non si è mai nascosto con ipocrisia dietro le parole, ma ha dato forma alle sue convinzioni attraverso le azioni, contribuendo a dare voce a chi non ne aveva. Spero che la mostra permetta al pubblico, soprattutto ai più giovani, di instaurare un proprio dialogo ideale con il personaggio e con quel periodo storico così cruciale. Comprendere meglio il passato è essenziale per interpretare il presente che oggi viviamo”. Daniele Zambelli, direttore artistico e curatore

Perché non puoi perdertela

Questa non è la solita mostra celebrativa. “CHE GUEVARA tú y todos” ti sfida a guardare oltre gli stereotipi e a riflettere su tematiche ancora attuali, come il ruolo dell’ideologia nella società contemporanea e il significato della rivoluzione oggi. Se sei pronto a mettere in discussione il mito e a scoprire l’uomo dietro la leggenda, Bologna ti aspetta.

Info utili

TITOLO: CHE GUEVARA tú y todos
PERIODO: Dal 27 marzo al 30 giugno 2025
DOVE: Museo Civico Archeologico – Via dell’Archiginnasio 2, Bologna
ORARI: lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle ore 10.00 – 18.00
sabato, domenica e festivi dalle ore 10.00 – 19.00
(martedì giorno di chiusura)

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