Si presenta come un lavoro monumentale, viscerale e poetico il progetto ideato da Mike Nelson per il Palazzo dell’Agricoltore di Parma che, dal 24 settembre 2021 al al 12 giugno 2022 occuperà tutti i piani dell’edificio sito nel cuore della città emiliana.
Curata da Didi Bozzini, The House of the Farmer affonda le radici nella storia dell’edificio e riflette sul ruolo politico, economico e sociale ricoperto in 82 anni dalla costruzione, avvenuta nel 1939
Il palazzo fu sede della corporazione che costituiva l’organo di direzione delle attività agricole sotto il governo del regime fascista, vale a dire il luogo in cui il lavoro dell’uomo sulla natura veniva trasformato in esercizio del potere politico.

Palazzo dell’Agricoltore diventa scultura
In questo contesto, l’installazione di Nelson è stata ideata per condurre il visitatore attraverso l’intero spazio ridisegnando l’immagine dell’edificio come una scultura in sé. La scala e il pavimento – imponenti e ripetitivi, tipici degli edifici burocratici del periodo – sono stati cadenzati dagli interventi di Nelson che ha utilizzato materiali naturali presi da un terreno bonificato.
Natura e cultura
Un intero paesaggio selvaggio alle porte della città — ripulito dai materiali che rendono più difficile la pratica dell’agricoltura quali rocce, tronchi d’albero, rami e radici, l’intero fianco di una collina — è stato spostato all’interno dell’edificio per diventare parte integrante della sua struttura, della sua architettura. Questa rete di tracce visive, evocativa ma non descrittiva, traccia un percorso mentale e materiale nella memoria, tra riflessione e fantasia, tra natura e cultura.
“C’è qualcosa di molto viscerale nello “sgombero” di uno spazio: gli oggetti assumono una particolare urgenza o importanza che fino a quel momento era rimasta sopita. Lo strappo e il prelievo dalla campagna possono essere visti, o sentiti, come un gesto violento in qualche modo in linea con il rapporto dell’edificio con un passato totalitario e un promemoria della disumanizzazione dell’agricoltura da parte della meccanizzazione nel XX secolo e dei mali ambientali che ne sono derivati. Il recupero di questi elementi naturali, ostracizzati a causa della loro ostruzione all’agricoltura, sembra stranamente commovente in un simile edificio. Artisticamente le forme naturali incorniciate contro le linee severe e brutali dell’architettura del palazzo si completeranno, le impiallacciature e i pavimenti in marmo guarderanno e sosterranno i loro parenti indisciplinati: le rocce sparse sul pavimento. Mentre le pesanti porte di legno faranno da guardia ai rami contorti e alle radici degli alberi, di cui sono fatti”. – Mike Nelson
Una passeggiata tra valori rigenerativi
Con The House of the Farmer — che Didi Bozzini visualizza come una “promenade” attraverso un’opera da percorrere integralmente per essere compresa — si apre una nuova stagione per il Palazzo, proiettata verso l’accoglienza, l’empatia, la cultura. Valori rigenerativi che con Mike Nelson mettono radici a Parma e che oggi — agli albori di un processo di restyling che porterà nel 2023 alla trasformazione del palazzo in un “Hotel Rigenerativo”, vero e proprio – volano per la città e il territorio allo scopo di catalizzare persone, cultura, artigianato, valori positivi e socializzazione attorno a un nuovo concetto esperienziale.
Mike Nelson
Mike Nelson, nato nel 1967 a Loughborough, è un artista britannico contemporaneo la cui pratica artistica è improntata alla realizzazione di installazioni site-specific che esistono solo per il tempo della mostra. Si tratta di labirinti in cui lo spettatore è libero di orientarsi e in cui è spesso difficile determinare la posizione dell’ingresso e dell’uscita.
L’installazione “The Coral Reef” (2000) — un dedalo di quindici stanze e un labirinto di corridoi realizzata alla Matt’s Gallery — gli è valsa la nomination al Turner Prize nel 2001. Nelson è stato nominato una seconda volta per il Tuner Prize nel 2007. Nel 2011 ha rappresentato la Gran Bretagna alla Biennale di Venezia. Nel 2018 è stato insignito del Charles Wollaston Award Summer Exhibition, Royal Academy of Arts.


