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L’affare dei veleni, intrighi alla corte del Re Sole

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Nel XVII secolo, una sostanza iniziò a cambiare il mondo in modo silenzioso e segreto. Nonostante non se ne parlasse mai apertamente, questa sostanza entrò nelle vite di molte persone, dalla gente comune fino ai borghesi e all’aristocrazia, influenzando le discendenze, le scalate al potere, i ruoli di comando e le successioni nelle casate nobili e nelle eredità dei patrimoni.

Questa sostanza era un veleno micidiale e iniziò a circolare prima in Italia, a Palermo e Napoli, e poi arrivò in Francia, alla corte di Luigi XIV, per poi contaminare tutta l’Europa.
Aveva molti nomi: acqua tofana, acquetta, acqua di Napoli, Manna di San Nicola, ma la sua ricetta era quasi sempre la stessa, eil suo ingrediente principale era l’arsenico. Inodore, insapore, e difficile da individuare, l’arsenico divenne l’arma con cui si decisero le sorti di una infinità di conflitti e in cui uomini e donne giocavano a armi pari. Il periodo dal 1630 in poi, fino a quando non si trovò il modo di individuarlo, passò alla storia come “era dell’arsenico” e non c’era città in cui cartomanti e alchimisti non lo producessero e vendessero clandestinamente. A Parigi, in particolare, un vasto traffico venne scoperto da un grande poliziotto, Gabriel Nicolas de La Reynie, in un’inchiesta che passò alla storia come l’Affaire des poisons, l’Affare dei veleni. Lo scandalo che ne seguì fu così enorme che persino il Re Sole, a un certo punto, capì che anche la sua vita e la sua reputazione rischiavano di essere messe a repentaglio, perché di fronte all’arsenico, nessuno poteva ritenersi davvero al sicuro.

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