Arte e manifattura tessile

Il linguaggio del kimono a Prato, tra Giapponismo e Orientalismo

Tempo di lettura: 4 minuti

“KIMONO – Riflessi d’arte tra Giappone e Occidente” è la nuova mostra visitabile fino al 19 novembre 2023, organizzata dal Museo del Tessuto di Prato.

La mostra – che ha ottenuto il prestigioso patrocinio dell’Ambasciata del Giappone in Italia – esplora le contaminazioni creative e culturali intervenute tra Europa e Giappone prevalentemente dalla fine dell’Ottocento alla prima metà del Novecento, attraverso l’esposizione di un’accurata selezione di opere.

Giapponismo e Occidentalismo

Accanto al già noto fenomeno del Giapponismo, ovvero il modo in cui l’arte europea di quel periodo ha recepito e reinterpretato il linguaggio espressivo e decorativo dell’arte giapponese, il percorso espositivo si sofferma soprattutto ad illustrare il processo opposto, definito da alcuni Occidentalismo, nell’ambito del quale anche l’oggetto più iconico della cultura del Sol Levante, il kimono, risente dell’influenza della cultura e dell’arte figurativa occidentale.

La collezione di Lydia Manavello

In esposizione una serie di dipinti, xilografie, cartoline d’epoca, stampe e tessuti provenienti sia da importanti collezioni private che da inedite raccolte del Museo, ma soprattutto i cinquanta kimono maschili e femminili appartenenti all’esclusiva collezione privata di Lydia Manavello, tutti databili al primo e secondo quarto del Novecento, realizzati in seta operata, ricamata o stampata.

Le avanguardie europee del ‘900 nel linguaggio decorativo giapponese

Questa straordinaria rassegna di opere testimonia con vivacità le contaminazioni artistiche e stilistiche verificatesi in quei decenni tra Oriente e Occidente, con particolare riferimento alle innovazioni formali delle avanguardie europee come Futurismo, Secessione e Cubismo che, agli inizi del Novecento, modificarono profondamente il linguaggio decorativo tradizionale giapponese

Il Giappone si apre al resto del mondo con il regno Meiji

Dopo secoli di radicale isolamento e di svariate vicissitudini politiche e militari, in Giappone venne restaurato il potere imperiale e il paese si aprì finalmente al resto del mondo grazie all’Imperatore Meiji (regno 1868-1912) che concepì una serie di riforme che avrebbero cambiato ogni ambito, dalla tecnologia all’amministrazione dello stato, dall’educazione alla cultura.

La fascinazione dell’Occidente all’Esposizione Universale di Parigi

Grazie all’arrivo sempre più massiccio di notizie e manufatti provenienti da quel paese, l’Occidente rimase ben presto sbalordito dal gusto elegante di quel popolo e dalla novità che rappresentavano i suoi costumi, la sua arte e il suo artigianato.

La consacrazione avvenne nel 1867 a Parigi, quando il Padiglione Giapponese allestito per l’Esposizione Universale ottenne lodi incondizionate. A subire maggiormente il fascino della cultura giapponese in quel frangente furono soprattutto gli artisti. L’arte nipponica fece la sua dirompente comparsa sulla scena in un periodo in cui nelle arti europee si sentiva l’esigenza di un radicale rinnovamento. I più grandi pittori dell’epoca erano alla ricerca di nuove vie per plasmare una pittura che scardinasse l’ormai stantia Accademia e che contemporaneamente fosse adatta a descrivere un mondo in rapidissima e sostanziale trasformazione.

I quadri degli Impressionisti e poi dei post- impressionisti come Van Gogh e Gauguin, dialogano idealmente con le stampe giapponesi di Hiroshige, Utamaro e Hokusai, che divennero ben presto fonte inesauribile di ispirazione, assimilazione e rielaborazione da parte degli artisti occidentali grazie ai loro colori vivaci a campiture piatte, a inedite prospettive, ad una lettura diversissima del movimento dei corpi delle figure.

In mostra il rarissimo Paris illustré. Le Japon del maggio 1886, famosa rivista francese, con in copertina una xilografia di Keisai Eisen che ritrae una splendida e sinuosa figura femminile in veste tradizionale giapponese, fedelmente ripresa da Van Gogh nel 1887 nel suo dipinto “La Courtisane”. In esposizione, anche alcuni tessuti giapponesi dalle collezioni del Museo,

La moda europea in Giappone

Contemporaneamente si assisteanche al fenomeno inverso, l’Occidentalismo ovvero il fascino esercitato dalla modernità europea in Giappone, sia in termini di progressi scientifici e tecnologici, sia soprattutto in termini di costume e modo di vivere. La moda occidentale – emblema per eccellenza della modernità – affascinò in modo particolare la cultura nipponica, che in ambito tessile era legata a secolari rigide tradizioni sia tecniche che stilistiche. In mostra una ricca sezione di stampe, cartoline, riviste che ritraggono donne giapponesi vestite alla moda europea.

Tra i kimono della collezione privata di Lydia Manavello, cui è dedicata tutta le seconda parte della mostra, un nucleo è composto soprattutto da kimono da uomo ch esprimono il fascino per la modernità e il progresso attraverso l’introduzione di soggetti decorativi del tutto nuovi – come la nave, l’areoplano, lo sport – espressi con un linguaggio decorativo che introduce concetti come tridimensionalità, colori forti e violenti, forme astratte sconosciute fino ad allora nel design tessile giapponese.

Info utili

KIMONO. Riflessi d’arte tra Giappone e Occidente
29 aprile – 19 novembre 2023
Museo del Tessuto | Via Puccetti 3 Prato
Orario: 10-15 (da martedì a giovedì); 10-19 (venerdì, sabato) 15-19 (domenica) | Chiusa lunedì
www.museodeltessuto.it

E’  a disposizione di ogni visitatore una APP gratuita, scaricabile su IOS e Android, grazie alla quale basterà inquadrare le teche con la fotocamera del proprio cellulare per avere a disposizione una “assistente digitale” che, durante la visita, spiegherà i contenuti delle teche e degli oggetti esposti proprio come farebbe una vera guida professionale.

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