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Conversazione con Isabella Braggion

Swami, il romanzo del desiderio

Tempo di lettura: 3 minuti

Isabella Braggion è una romanziera agli esordi. Dopo avere pubblicato alcuni suoi racconti sulla rivista Writers Magazine Italia e in alcune antologie tematiche pubblicate dalla casa editrice Delos Books, ha pubblicato nel 2019 il romanzo rosa Swami (Bibliotheka Edizioni).

Nel corse del tempo, ha frequentato il Master della Scuola Palomar di Rovigo e un corso biennale di Sceneggiatura presso lo Studio Cinema di Verona: l’abbiamo incontrata per scoprire con il lei il percorso creativo di chi approccia l’agognato mondo del romanzo.

Di cosa parla Swami?

Swami parla di sentimenti e di desideri. Ho voluto creare un insieme di personaggi per trattare le mille sfaccettature dell’amore, sia amicale che passionale, familiare o malato, generando azioni che rivelassero progressivamente la profondità dei loro animi in pena. Swami è una ragazza di origine asiatica piena di talento, una bellezza catapultata in una Milano frenetica e straniante, indecisa sulla strada da intraprendere definitivamente. La bellezza non è sinonimo di felicità ma Swami non è sola e ai fallimenti si affiancano anche buone esperienze.

È corretto definirlo un romanzo rosa?

Se vogliamo classificarlo a un genere, per le tematiche trattate il rosa è quello che più gli si avvicina. Ma credo che Swami possa rivolgersi a un largo pubblico, curioso della complessità delle relazioni interpersonali e delle difficoltà nel trovare la propria felicità. Non dimentichiamo, però, che a un certo punto la storia si tinge di giallo.

Com’è nata l’idea di questo libro?

Da una mia curiosità nell’immaginare l’impatto che avrebbe avuto su un uomo l’interesse di due di donne bellissime, carismatiche e femminili, ma con caratteri diametralmente opposti.

Un autore ha un personaggio preferito mentre scrive?

Io credo di essere legata a Swami per come ama, senza filtri o secondi fini. Nonostante le ferite che nasconde, vive i propri sentimenti senza barriere difensive ed è coraggiosa. Di Anna amo la linearità e la semplicità con cui prende scelte difficili. Philip è il partner ideale, quello con cui puoi già condividere l’intensità del silenzio. Nonna Jane rappresenta l’amore materno, incondizionato e, seppure lontana, sempre presente. Jennifer è una tigre che difende il suo territorio, non è una persona completamente risolta e non ha nessuno interesse a esserlo, David è la personificazione della lotta tra ragione e sentimento ma Francesca è il personaggio più originale: è l’agente di Swami, è innamorata persa del suo talento, al punto di abbandonare tutte le altre attività per seguirne la carriera in esclusiva. La profondità dei suoi sentimenti è nota a tutti ed è generatore di continue tensioni.

Cosa significa avere stile di scrittura cinematografico?

Mi piace raccontare la storia scena per scena, mischiando l’azione ai pensieri dei personaggi, mantenendone il ritmo e facendo scorrere gli eventi come fossero una pellicola di un film, con il lettore seduto in prima fila.

Scrittori preferiti a cui ti ispiri?

Ken Follett è un intoccabile, ultimamente leggo James Patterson ed Elizabeth Chadwick, giusto per fare dei nomi del momento. Ma in genere leggo di tutto e sul comodino ho sempre tre libri che sto leggendo in contemporanea: un saggio, un romanzo e… qualcos’altro.

Chi è Isabella Braggion quando non scrive?

Sono una persona tranquilla, alla continua ricerca del “bello” nelle cose e nelle persone. Ma attenzione a non cadere nell’associazione bello uguale a superficiale. Intendo il “bello” filosofico, manifestazione del bene e di verità assolute. 

Ci sarà a breve la pubblicazione di un nuovo romanzo? Qualche anticipazione?

Ho scritto Buonanotte al secchio frequentando un Master di Scrittura creativa ma ci vorrà un po’ di tempo prima che venga pubblicato. Vorrei apportare alcune modifiche, anche se posso anticipare che il protagonista è un dee-jay, si chiama Alvaro, e il suo conflitto principale sarà scegliere tra il bene della comunità o il proprio tornaconto. A prezzemolare e a dare un tono rosa all’avventura, ci sarà l’arrivo di Laura, che gli farà perdere totalmente la testa ma che ben presto scoprirà di non potere amare.

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