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I Mondiali del ’90, il Ciao e le canzoni indimenticabili

L’estate Italiana più bella

Tempo di lettura: 3 minuti

Cosa c’è di più bello del primo Mondiale di Calcio vissuto da adolescente?
Il primo Mondiale di Calcio vissuto da adolescente e giocato nel proprio paese.

Io sono del ‘73, dei Mondiali vinti in Spagna nel 1982 ho tanti ricordi belli ma tutti in famiglia, quelli in Messico 4 anni dopo erano stati scialbi e incolore ma nel 1990 avevo 17 anni, nel pieno degli anni in motorino sempre in due e con in testa l’idea che a fine estate sarei diventato più grande, una idea che mi portavo dietro dal 1985.
Il venerdì 8 giugno del 1990 non era l’estate che stava finendo ma la scuola e per vedere la partita inaugurale delle 18:00 con la compagnia avevamo scelto il Bar Sora, cerimonia di inaugurazione e poi Argentina-Camerun, come dire Juventus-Entella. 

Per rendere ancora più bella quella estate, quel Mondiale, l’evento nell’evento prese il nome di François Omam-Biyik, stacco ai margini dell’area piccola, gol di testa e l’Argentina campione del mondo muta. L’Argentina di Caniggia, Burruchaga e Maradona perde per 1 a 0 la partita inaugurale dei Mondiali. Caniggia.
Non solo stavo guardando i miei primi Mondiali da adolescente, non solo si giocavano in Italia ma avevo appena visto un pezzo di Storia del Calcio. 

E il giorno dopo l’Italia.

Prendo il Bravo e vado a vedere la partita da un compagno di classe. Erano gli anni in cui o avevi il Bravo o avevi il Ciao, qualcuno il ma erano la minoranza.
Curiosamente anche la mascotte dei nostri mondiali si chiamava Ciao, avrebbero potuto chiamarla Bravo e sarebbe stato ugualmente un nome italiano famoso in tutto il mondo, ma forse pensavano che Bravo, Bravissimo e Adagio sono termini italiani famosi nel mondo solo fra i melomani mentre Ciao è Ciao. Avrebbero potuto anche disegnarla meglio ma lasciamo stare, lasciamo che rimanga Naranjito la migliore mascotte dei Mondiali di Calcio.

Sabato sera, Italia-Austria, la partita sta per finire e Totò Schillaci è in campo da pochi minuti. Anche lui segna di testa e vinciamo noi. Che estate bella che sta nascendo.

Una Estate Italiana che va avanti partita dopo partita con la nostra squadra che vince tutte le partite del girone, nell’ultima segnano Schillaci e Baggio.

Quel Mondiale di calcio vissuto per la prima volta nel pieno dell’adolescenza e giocato in Italia aveva una squadra dove c’erano Bergomi, Baresi, Maldini e Roberto Baggio. Premetto  che ho molto amici esperti di calcio, più esperti di me per cui non mi sbilancio più di tanto ma la sensazione che quella Nazionale lì fosse una delle più forti di sempre era forte e ancora rimane.

E tutti i giorni, tutti i giorni, fra la tv e la radio passava LA CANZONE.

Perché qui non stiamo parlando di calcio ma di canzoni e la canzone che ci fa dire che non le vediamo più quelle estati lì è una sola.

Forse non sarà una canzone 
a cambiare le regole del gioco 
ma voglio viverla così quest’avventura 
senza frontiere e con il cuore in gola

Potrei copiare tutto il testo di Un’estate italiana e finirla qui ma quell’Estate e quei Mondiali sembravano creati ad arte per essere i migliori di sempre e fin dagli ottavi ci regalavano partite memorabili come Germania Ovest-Olanda giocata a Milano, la città degli interisti Matthäus, Klinsmann e Brehme e dei milanisti Rijkaard, Van Basten e Gullit.

Tutti insieme a vederla, con i milanisti che tifavano Olanda, gli interisti che tifavano Germania e gli Juventini come me che aspettavano Italia-Uruguay il giorno dopo.

Ottavi, Quarti, le vinciamo tutte. L’ultimo giorno di giugno si chiude con Italia-Eire e si chiude un mese passato fra il calcio in TV e quello commentato in spiaggia.

Perché oltre ad avere vissuto da adolescente quel Mondiale giocato in Italia con una squadra magica ero anche a Fano. E Fano è sul mare.

Poi è arrivato Caniggia e ha rovinato tutto.

Ma il biondo cocainomane che sognava di essere un cosplay di Axl Rose potrà anche avere eliminato l’Italia dal Mondiale più bello di sempre ma non ha eliminato il ricordo di una Estate Italiana bella come poche e a distanza di 30 anni per me quella rimane una delle stagioni più importanti di sempre. Prova ne è che quando ho pensato a come chiamare una promozione estiva per il mio e-commerce ho scelto di chiamarla Estate Italiana.

E che questa del 2020 sia una estate all’insegna del Made in Italy non lo dico solo io con Reborn Ideas ma lo dice anche Vanity Fair.

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