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digital nomad ufficio itinerante
L’ufficio itinerante

Lavorare a Londra da digital nomad

Tempo di lettura: 3 minuti

Ci sono lavori che necessitano di un luogo comune a tutti i dipendenti ma ci sono professioni per svolgere le quali hai bisogno solo di un computer e di una connessione. Allora, ogni luogo può essere giusto e stimolante, una catena di fast food o il caffè della Tate Gallery .

Tante mele da Pret a Manger

Il mio è solo uno dei tanti portatili accesi in questo Pret a Manger della City di Londra in cui oggi mi trovo a fare colazione. La maggior parte è marchiata con il simbolo della mela, il che mi fa pensare che siano grafici, web-qualcosa, artisti o giornalisti. Sbirciando lo schermo della ragazza accanto a me, vedo una serie di abiti colorati; tempo pochi minuti la raggiungono altri amici, aprono il loro Apple e si mettono a parlare di moda. Immagino che, oggi, quello sarà il loro ufficio così come il mio tavolino sarà il mio per almeno altre tre ore.

Coworking on demand

Londra è piena zeppa di coworking office dove – a partire da 400 sterline al mese – puoi affittare il tuo spazio lavoro nel centro mondiale del business. Alcuni di questi luoghi hanno incluso nel prezzo l’accesso al bar interno e altri servizi. La loro mission è creare una comunità di professionisti che scambino idee, progetti, collaborazioni passando un sacco di ore al giorno all’interno di questi spazi. Non a caso, i più attrezzati offrono palestra, docce, la possibilità di portarsi appresso l’animale domestico e organizzano eventi a ritmo continuo, dai seminari alle lezioni di yoga.

Luoghi alternativi per digital nomad

L’alternativa al coworking per un digital nomad – oltre ai bar – sono le grandi librerie, i musei e le gallerie d’arte che a Londra sono numerose e accoglienti. Personalmente, da una decina d’anni, ho adottato questa seconda soluzione. Inizio la giornata in uno dei tanti Pret a Manger, facendo colazione, leggendo i quotidiani e controllando la posta; praticamente tutti questi locali hanno una connessione Wi-Fi che funziona davvero. Certo, non sono nati per creare quel ‘senso di community’ che vendono i co-working ma anche qui non si è mai da soli e non è insolito condividere il tavolo con altri professionisti – soprattutto le postazioni accanto alle prese di corrente – e non ci sono spese mensili se non quelle delle proprie consumazioni.

Diventare member alla Tate Gallery o in un museo

Verso le 10 del mattino – l’orario d’apertura – mi sposto in una delle due Tate Gallery di Londra (Tate Modern o Tate Britain). L’entrata e l’accesso alle zone comuni è libero ma, dopo il primo anno, ho scelto di fare la member card. Le 160 sterline del costo annuale comprendono l’accesso a un’enorme sala privata all’ottavo piano della Tate Modern e a un posto altrettanto uno splendido alla Tate Britain, oltre alla possibilità di vedere tutte le mostre d’arte portando con sé tre ospiti (considera che il costo medio di ogni mostra è di 15 sterline a testa), connessione Wi-Fi superveloce e un paio d’altri requisiti molto apprezzati da chi lavora sempre fuori casa: bagni splendidi e un bar che soddisfa ogni palato. La member card dà anche diritto a saltare la coda che normalmente c’è nelle exhibition più famose.

Anche se praticamente ogni museo e galleria offre servizi simili, ho scelto la Tate perché si avvicina di più al mio amore per l’arte e alla vecchia Britain, ogni giorno prima di tornare a casa, posso ammirare la collezione permanente di Turner.

Lo so che non sta bene ma una delle mie ‘deformazioni professionali’ è ascoltare i discorsi della gente: a volte indosso le cuffiette per sembrare assorto nei fatti miei ma è solo una scusa per passare inosservato. Ascolto chi, nel tavolo di fianco, sta facendo un colloquio di lavoro oppure sta definendo gli accordi per un grosso business o le strategie tra avvocati prima di entrare in corte.

Anche questa è Londra: a misura di digital nomad.

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