Mi manchi Tan

L’adolescenza e l’amore nel romanzo di Madeleine Hakizimana

Tempo di lettura: 2 minuti

È fresco di stampa il nuovo teen drama di Madeleine Hakizimana, Mi manchi Tan, edito da BookSprint Edizioni.

In questo romanzo di formazione, Madeleine Hakizimana – giovane autrice veneta originaria del Burundi – ci racconta la storia di Federica un’adolescente alle prese con il disagio giovanile e il primo doloroso amore.

Chicca, la ragazza bene

Federica, che tutti chiamano Chicca, è una ragazzina come tante ma su di lei grava il peso della solitudine, accentuato dalla mancanza d’amore della madre, presa esclusivamente dal lavoro. Chicca è apparentemente una ragazza fortunata, appartiene ad una famiglia della Roma bene, vive nel noto quartiere Parioli di Roma e le sue amicizie, se così si possono definire, appartengono tutte a quell’ambiente.

Non è tutto oro quel che luccica

«La mia vita sociale è un vero disastro, ogni tanto, guardando le stelle, desidero solamente di non essere mai nata, perché mi sento troppo sola, e la solitudine, si sa, è una tempesta silenziosa che spezza tutti i nostri rami morti. Gli “Amici del quartiere”… li chiamo amici, anche se non li definirei nemmeno conoscenti… comunque, tutto il nostro gruppo è composto da ragazzi e ragazze dei Parioli, del centro di Roma, Prati e Flemming».

Chicca vive in un mondo di apparenza e di superficialità, mentre avrebbe bisogno di rapporti sinceri e disinteressati e di un amore che la apprezzi per quello che è. Invece, Chicca si è innamorata di Tancredi, un ragazzo bellissimo, verso il quale ha sviluppato una vera e propria ossessione. Dal canto suo Tancredi, che chiamano con il diminutivo Tan, è un ragazzo viziato, superficiale nei rapporti e anche abbastanza cinico.

L’amore che brucia

Tan ha messo in moto con Chicca un meccanismo di tira e molla che se a lui non crea alcun problema, a lei, invece, crea ferite profonde.

L’amore che la ragazza prova per Tancredi è talmente forte, forse segno della necessità della ragazza di aggrapparsi a qualcuno, che è pronta a fare qualsiasi cosa e ciò la spingerà a cambiare radicalmente il suo modo di essere, senza rendersi conto che la direzione presa è del tutto sbagliata.

Una generazione per niente facile

“Mi manchi Tan” è un libro che fotografa una realtà concreta, quella di una generazione abituata ad avere la vita facile, in cui tutto è preso alla leggera e senza remore. Ma questo può rappresentare un pericolo serio per un animo fragile. Con questa storia l’autrice ci apre gli occhi su certi meccanismi e sulle conseguenze che da essi possono scaturire.

La storia di Chicca potrebbe essere quella di una nostra amica o di nostra figlia, pertanto fermiamoci un attimo a riflettere, attraverso l’esperienza della protagonista, su ciò che ci circonda, su noi stessi e interveniamo opportunamente prima che sia troppo tardi. “Mi manchi Tan”, dunque, non è un libro esclusivamente per adolescenti ma è consigliato a chi voglia comprendere un mondo che è cresciuto troppo in fretta e altrettanto velocemente ha disperso i suoi valori fondanti.

In qualità di Affiliato Amazon riceviamo un guadagno dagli acquisti idonei

Leggi anche

Dal legno di agar all’intelligenza artificiale, la profumeria araba conquista l’Occidente con una storia millenaria, fiumi di Oud, ingredienti rari e un’intensità che i profumi occidentali si sognano.
Giugno è quel mese in cui inizi a pensare alle vacanze mentre hai ancora ventisettemila cose da consegnare. L'energia cambia ritmo con meno ostinazione e più movimento. Le relazioni diventano protagoniste, le conversazioni contano più delle dichiarazioni e molte situazioni iniziano a mostrare la loro vera natura. È un mese che premia la curiosità, la capacità di adattarsi e la voglia di uscire dal pilota automatico. Chi insiste a fare sempre le stesse cose rischia di annoiarsi. Chi sperimenta, invece, potrebbe divertirsi parecchio.
Ravioli dolci e speziati nati dal fondo di uno zaino da mercante. I Cjarsons sono il piatto più misterioso della Carnia e il 6 e 7 giugno puoi assaggiarli tutti a Sutrio, uno dei borghi autentici d'Italia.
Per molto tempo, vestirsi bene per un uomo sembrava voler dire scegliere tra due estremi. Da una parte il completo rigido, quasi da ufficio anche fuori dall’ufficio. Dall’altra il casual pieno di loghi, scritte, sneaker vistose e capi pensati per farsi notare prima ancora di essere capiti. In mezzo, però, è successo qualcosa. Lo stile maschile ha iniziato a cambiare tono.