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Flavio Oreglio
20 anni di lampi comici

La rivoluzione catartica di Flavio Oreglio

Tempo di lettura: 2 minuti

Brev Art – vent’anni di momenti catartici è il nuovo libro dell’acclamato comico e musicista Flavio Oreglio pubblicato da Sagoma Editore, l’unica casa editrice italiana specializzata in storia della comicità e dello spettacolo e in narrativa umoristica, che vanta titoli di notevole importanza, dalle opere di Gene Wilder a quelle di Mel Brooks, passando per i Monty Python e Jerry Lewis.

Un’ironia surreale e popolana

Il libro di Flavio Oreglio celebra vent’anni di momenti teatrali, rappresentati da componimenti brevi che sono considerati, dal lontano 2000, tra i pezzi più riusciti dell’autore. Nel testo vi è una prefazione scritta da Enzo Iacchetti, breve ma significativa come le poesie catartiche di Oreglio, in cui si decanta l’abilità dello scrittore di intrattenere il pubblico con un’ironia surreale e popolana mai banale.

La rivoluzione catartica inizia a Zelig

L’autore si prende del tempo – mai troppo, per rispettare il vangelo della brevità – per rievocare quei momenti che hanno
cambiato per sempre la sua carriera: riflette su come la scrittura breve fosse funzionale in un periodo storico in cui internet stava prendendo sempre più piede, e le sue poesie erano perfette anche per poter essere trasmesse via sms.

In questo libro Oreglio ha raccolto non solo il meglio della sua produzione catartica degli ultimi 20 anni ma anche diversi inediti.

Perfetti per un sms

I suoi surreali e liberatori componimenti sono suddivisi in tre categorie: “Epigrammi”, “Aforismi” e “Racconti brevi”.

Ciò che contraddistingue quest’opera da molte altre è la serietà con cui l’autore si approccia alle varie categorie: per ognuna di esse, infatti, offre al lettore una panoramica storica che contestualizza il genere. Ad esempio, nella parte dedicata agli epigrammi, si spiega l’importante concetto dell’Aprosdoketon, che sta a significare l’inaspettato, una conclusione a sorpresa, un verso finale esplosivo e umoristico.

Ho pensato a mille cose mentre correvi verso di me.

Al nostro futuro. A cosa avremmo potuto costruire.

A come avremmo potuto vivere.

Al tempo che avremmo trascorso insieme.

Ecco perché ho fatto saltare il ponte

Un componimento che, quindi, parte con un intento manifesto e subito intercettato dal lettore, che viene poi sovvertito nel finale, dove si palesa la deflagrazione di senso o, meglio, dove si acquisisce un senso tutto nuovo, sicuramente surreale, decisamente esilarante.

Anche negli aforismi è presente l’artificio dell’Aprosdoketon, anche se non sono scritti, come gli epigrammi, in forma poetica

Siamo nelle mani di Dio… speriamo che non faccia un applauso!».

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