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Voci dall’hinterland meneghino

La banlieu milanese nel romanzo di AN15

Tempo di lettura: 2 minuti

La banlieu milanese è da sempre luogo da cui artisti di diverse discipline prendono spunto per raccontare la vita dei loro personaggi o per veicolare diversi messaggi sociali. Questo è ciò che ha fatto recentemente anche AN15 con il suo secondo libro, Underdog, edito da Algra Edizioni.

AN15 è un’artista poliedrica, che pur provenendo da una formazione nel campo delle Belle Arti, oggi è impegnata nell’ambito musicale e proprio la musica è, in qualche modo, al centro della storia che ci racconta.

I perdenti

I protagonisti di Underdog sono dei giovani nati e cresciuti negli anni Ottanta e portano con sé un bagaglio esistenziale pesante e difficile. All’orizzonte, per loro, sembra non esserci nulla di buono: la parola perdente entra nei segni particolari della loro carta di identità psicologica. Tuttavia, nel romanzo la prospettiva si capovolge: laddove ci aspetteremmo che alla parola perdente corrispondesse una storia che volge al totale disfacimento, troviamo invece una lettura coerente e realistica del tessuto sociale.

Musica per viaggiare verso il futuro

Le esperienze dei protagonisti sono estreme – è ricorrente la caduta verso il baratro – ma non per questo leggiamo nelle pagine di Underdog una qualche forma di vittimismo. I protagonisti della storia sono consapevoli della loro situazione, della loro precarietà, ma allo stesso tempo posseggono una forza interiore che si rinnova attraverso la loro arte musicale. In ognuno di loro, Hansel, Greta, Antonio, c’è l’accettazione realistica di una condizione che, tuttavia, non si trasforma in condanna sociale o in rivoluzione al sistema, ma diviene parte integrante dell’essere. Non si tratta di una anestesia delle coscienze, ma di una lucida lettura della vita e del mondo in cui i giovani sono inseriti. Questo non ha spento i sogni dei protagonisti, che ad ogni inciampo riescono a rimettersi in piedi per continuare a viaggiare verso il futuro con i piedi ben saldati nel terreno.

Un esempio di questa consapevolezza, l’autrice ce lo dà proprio in apertura del romanzo:

I cambiamenti tra una generazione e l’altra sono poco consistenti, ma il loro accumularsi nel tempo può causare una considerevole modifica nella popolazione. Questo avviene attraverso il fenomeno di selezione naturale della specie. Evoluzione vista come processo di miglioramento della specie, è un fraintendere ciò che è la sua verità biologica per cadere in un comune errore concettuale. L’evoluzione della specie, la selezione naturale è adattamento, non miglioramento. La mutazione genetica si verifica per resistere a ciò che è il proprio habitat naturale.

Questa citazione mette in evidenza un’altra caratteristica del romanzo: lo stile. Ci troviamo di fronte ad uno stile denso, lirico e che sottende ad una profondità di pensiero molto suggestiva. Chi legge Underdog non può sottrarsi alla riflessione su una porzione di società, ma anche sul proprio modo di vivere.

L’autrice

Anna Laugelli alias AN15 nasce negli anni del post-punk nell’Area Metropolitana di Milano. Frequenta il Liceo Artistico e abbandona l’Accademia di Belle Arti di Brera per fondare il collettivo artistico Box Position (milano art collective music writing contemporary underground) insieme a produttori musicali, musicisti, artisti, dj. Si dedica all’organizzazione di eventi musicali nella scena underground. Nel settembre 2017 pubblica il suo primo romanzo Gatti nei sacchi di plastica.

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