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Adotta un’artigiana

Natale 2020 handmade: riscopriamo i saperi dimenticati degli artigiani

Tempo di lettura: 4 minuti

In tempo di pandemia abbiamo tutti imparato a cucinare le torte della nonna e abbiamo iniziato a correre al parco, insomma abbiamo fatto cose che non pensavamo nemmeno di voler fare.

Abbiamo soprattutto imparato a rallentare e a godere di più del tempo, tanto, che avevamo a disposizione. Abbiamo cambiato le nostre abitudini imparando anche nuovi modi di fare gli acquisti, ma a volte abbiamo dimenticato le realtà più vicine a noi.

La categoria dimenticata

Gli artigiani sono una delle categorie dimenticate di questi ultimi tempi, completamente oscurati dagli shop online dove basta un click per avere il prodotto desiderato, ma nessuno si chiede: “Chi lo ha fatto? Come?”

Ogni prodotto artigianale è il frutto di tempo, cuore e testa: il tempo e la pazienza che mani abili necessitano per fargli prendere vita, il cuore e la generosità con cui i saperi di una volta vengono donati, la testa e la ricerca dei materiali migliori e i tanti fallimenti prima di arrivare al risultato sperato.

Tempo, cuore, testa, mani

Le botteghe artigiani si vedono sempre più di rado, ma ancora tanti vivono del lavoro “fatto a mano”.

Ci sono artigiani che hanno imparato da bambini nascosti nella bottega del nonno e poi del papà, guardando in silenzio i gesti e i riti che poi è venuto naturale ripetere. Ci sono poi artigiani che hanno iniziato quasi per gioco, perché c’è quell’idea che ti frulla in testa, perché hai bisogno di qualcosa che nei negozi tradizionali non trovi, magari solo perché non è abbastanza “commerciale” e allora lo inventi.

Qualsiasi sia la storia personale, acquistare un prodotto artigianale vuol dire accettare un dono che va ben aldilà del prezzo dell’oggetto.

  • #anataleadottaunartigiana
  • Consuelo Granda - Fenix Social Design
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  • Fenix Social Design
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Da soli non ce la fa nessuno, ma insieme forse sì

In tempi di pandemia sono venuti meno i canali principali di vendita degli artigiani e moltissimi hanno dovuto letteralmente inventarsi nuove strade. Ma anche in questo caso il ritorno al passato ha aiutato, anche se con gli strumenti di oggi. La solidarietà ha trasformato in risorsa quello che fino ieri era un concorrente, si sono create reti di artigiani dove ognuno ha messo a disposizione le proprie competenze e capacità a beneficio di piccoli gruppi di colleghi.

#adottaunartigiana

Iniziative come #adottaunartigiana nascono così, da un’idea ma soprattutto dalla volontà di aiutarsi e dalla consapevolezza che da soli non ce la fa nessuno, ma insieme forse sì. I social offrono vetrine virtuali dove una semplice videochiamata può farti entrare e una voce ti aiuta a trovare il regalo giusto per la persona cara. Qualche giorno e il pacchetto arriva a destinazione. È quello che ha fatto Valeria Davoli che crea tantissime cose per bambini e ha deciso di mettere a disposizione di altre 7 amiche artigiane una parte del suo laboratorio che si può visitare sia virtualmente sia fisicamente su appuntamento. Durante la visita si possono scegliere oggetti belli e handmade tra abbigliamento, bijoux, stampe e accessori vari.

SisterArt, Rimiri design, Irene Benatti la Librellule, monamourAtelier, Artedì: arte in divenire, Carlotta Ciovini con i suoi quadri, e io stessa con Fenix Social Design  abbiamo risposto alla chiamata e in un unico spazio è possibile trovare idee regalo per i più piccoli ma anche da donna e uomo.

Sulla pagina Facebook di A Natale adotta un’artigiana è possibile prenotare una visita.

La filosofia della condivisione

C’è poi chi, come me, ha fatto della condivisione una filosofia di vita e mette a disposizione la propria vetrina per ospitare artigiane conosciute nei vari market e fiere, con cui sono sorte collaborazioni anche continuative nel tempo. Nel laboratorio di Via Brembo 11 regna sempre il caos, ma la vetrina è illuminata dalle meraviglie di Collective Ju realizzate con la plastica riciclata e fiori, dagli zainetti di Monica Vitali Illustration, dalle morbidissime cuffie in 100% lana peruviana di Camillino.Milano e dai bijou in alluminio recuperato e riciclato di Claudia Brancato.

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