Espressione viscerale

Fiore di tenebra, la danza Butoh a Bergamo

Tempo di lettura: 3 minuti

A Bergamo arriva la danza Butoh, l’arte giapponese che sfida le regole, abbraccia il grottesco e celebra l’invisibile. Dal 21 febbraio al 9 marzo 2025, presso il Monastero del Carmine di Bergamo, il Teatro Tascabile dedica un ciclo di eventi a questa disciplina affascinante: spettacoli, conferenze, mostre fotografiche e incontri con grandi maestri.

La danza che non ti aspetti

Dimentica il balletto classico, il jazz e anche la danza contemporanea che hai visto su Instagram. La danza Butoh è tutta un’altra storia: nasce in Giappone negli anni ’50 come atto di ribellione contro le forme tradizionali di danza e teatro. Qui non ci sono movimenti fluidi e aggraziati, ma corpi contorti, sguardi ipnotici e un’energia che sembra arrivare da un altro mondo. Kazuo Ohno, Tatsumi Hijikata e Akira Kasai, i fondatori, hanno trasformato il concetto stesso di danza in una forma di espressione viscerale e profondamente emotiva.

Oriente e Occidente esistono, ma non è possibile definirli fino in fondo, perché non sono concetti astratti, ma fenomeni della vita reale. Jerzy Grotowski

Dal Giappone a Bergamo, un viaggio nell’invisibile

Il Teatro Tascabile di Bergamo apre il 2025 con “Fiore di tenebra. La danza Butoh”, un ciclo di eventi imperdibili che dal 21 febbraio al 9 marzo porteranno nel Monastero del Carmine artisti, studiosi e performer internazionali.

Si parte con il laboratorio pratico “Un vascello di rovine”, guidato dal danzatore giapponese Taketeru Kudo, uno dei massimi esponenti della scena Butoh contemporanea.

Il 22 febbraio è la volta del documentario “Kazuo Ohno. Beauty and Strength”, che racconta la storia di uno dei pionieri di questa disciplina attraverso immagini d’archivio e interviste. E il 23 febbraio si inaugura la mostra fotografica “L’invisibile si fa danza” di Fabio Massimo Fioravanti: 40 scatti che catturano l’essenza più profonda del Butoh, tra Italia e Giappone.

Corpi in rivolta, il Butoh come arte della resistenza

Il Butoh non è solo un’arte performativa, ma un modo di sfidare la normalità. Nato in un Giappone post-atomico, si nutre di angoscia, desiderio e memoria collettiva. Hijikata lo descriveva come “un cadavere che vuole mettersi in piedi a tutti i costi”. Ed è proprio questo suo aspetto crudo e sovversivo ad averlo reso un fenomeno globale.

Il 28 febbraio, l’incontro “Essere me stesso” vedrà protagonista Taketeru Kudo, che racconterà la sua esperienza di danzatore e la filosofia dietro il suo lavoro.

La sera, invece, toccherà ad Alessandra Cristiani con il suo spettacolo “Geynest Under Gore”, ispirato alla Sarajevo post-bellica. Una performance che scava nei traumi e nelle memorie collettive attraverso il corpo.

foto di Fabio Massimo Fioravanti

L’esplosione finale, Taketeru Kudo e la sua danza totale

Il 29 febbraio sarà la volta della prima italiana di “The Candy☆Explosion”, lo spettacolo di Taketeru Kudo che combina Butoh, teatro e arti visive per raccontare il conflitto tra modernità e tradizione.

Infine, il 2 marzo, si chiuderà in bellezza con la Cerimonia del Tè (Cha no yu), un rituale zen che ci ricorda che ogni gesto, per quanto semplice, può essere un atto di arte e presenza.

The Candy Explosion | di e con Taketeru Kudo

Info utili

Monastero del Carmine – Teatro Tascabile di Bergamo, Via Bartolomeo Colleoni, 21 – Bergamo

Il Butoh non è solo una danza, ma un’esperienza. Un viaggio tra corpo e spirito, tra visibile e invisibile, tra tradizione e rivoluzione. Conferenze, esposizioni e proiezioni sono ad ingresso gratuito, ma è consigliata la prenotazione. Gli spettacoli e i laboratori sono a pagamento al costo di 15 euro.

Nello spettacolo GEYNEST UNDER GORE sono presenti scene di nudo integrale: se ne consiglia la visione a un pubblico maggiore di 16 anni.

La giornata del 2 marzo prevede un unico biglietto per accedere a CHA NO YU e THE CANDY☆EXPLOSION.

Ciascun evento è prenotabile/acquistabile presso la biglietteria del Tascabile

Cover photo: Ritratto | Taketeru Kudo

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