Parola d’artista

La bellezza secondo Giorgio Bevignani

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La bellezza è nel pensiero umano. Tutto ciò che è visibile, tangibile, udibile, può essere bello, anche ciò che è negativo.

La bellezza è riconoscibile dagli uomini, in quanto provvisti di memoria culturale, che evolvendosi nel tempo, accumula e dissolve concetti estetici.

Sintesi estetiche sono confluite nei grandi stili in tutte le epoche. Oggi gli stili sono superati, anzi insieme coesistono e come le comunità umane si mescolano, non sempre in armonia. Lo stile è il contenitore del bello, la grammatica della bellezza.

La bellezza è mobile, malleabile, severa, semplice e composta allo stesso tempo. La bellezza è energia; un’opera d’arte è tale, quando ne trattiene la forza. La forza della bellezza sta nella differenza, nel dispari, nel sinistro, nel negativo.

La bellezza desta la quiete dello spirito, stimola la riconciliazione dei sensi, acutizza l’attenzione. Riordina le attese. Svela l’ignoto; illumina la materia. Accompagna l’umanità da sempre, mutando con essa. Nella sua evoluzione formale conserva il contenuto sciamanico. La sua forma si evolve; il contenuto è costante. L’arte prova a modellare la forma preservando il contenuto.

Nell’arte, la bellezza è insita; quando è assente, non è arte. La bellezza è luce e non fa ombra perché, non essendo trattenuta da nulla, attraversa tutto. La luce la rivela, come il suono, la materia, il colore. Il silenzio, il buio e lo spazio sono i suoi contenitori.

L’arte può essere bellezza.

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