Al Museo MA*GA di Gallarate, Giovanni Ferrario usa l’intelligenza artificiale per riportare la natura morta dentro una domanda molto contemporanea. Quanto può essere immobile un’immagine generata da dati, probabilità e algoritmi in continuo movimento?
Ferma solo in apparenza
Diciassette nature morte. Oggetti immobili, composizioni precise, la sensazione di silenzio che appartiene a uno dei generi più classici della storia dell’arte. Ma quei soggetti una realtà materiale non l’hanno mai avuta.
Fino all’11 ottobre 2026 il Museo MA*GA di Gallarate presenta Stato di quiete, progetto inedito di Giovanni Ferrario composto da diciassette opere del ciclo Atlante del verosimile, realizzato nel 2025 attraverso l’intelligenza artificiale.
Una contraddizione in termini, voluta, dove le immagini sembrano sospese, ferme e quasi fuori dal tempo, mentre dietro quella superficie apparentemente tranquilla lavorano flussi di dati, calcoli, reti neurali e probabilità statistiche.
Ferrario parte dalla natura morta, il genere della quiete per eccellenza, per ricordarci che l’immobilità nell’arte è sempre stata una piccola finzione. Anche davanti a frutti, fiori e oggetti dipinti secoli fa, il tempo continuava comunque a passare e la materia a trasformarsi.
Con l’AI questo cortocircuito diventa ancora più evidente. Gli oggetti rappresentati sembrano esistere con grande realismo pur essendo immagini di qualcosa che nel mondo fisico non è mai esistito.

Giovanni Ferrario, Corpo d’aria (Stato di quiete), immagine generata con l’A.I., dalla serie Atlante del verosimile, 2025
Cos’è la quiete?
Il titolo della mostra prende in prestito un concetto della fisica classica. Uno stato di quiete descrive un corpo che mantiene la propria posizione nel tempo rispetto a un sistema di riferimento.
La mostra mette però in discussione proprio questa idea di immobilità assoluta. Anche ciò che sembra fermo può contenere movimenti impercettibili, fluttuazioni e energie residue.
Nelle opere di Ferrario l’immagine che vediamo è il risultato momentaneo di moltissime possibilità. Forma, colore e composizione arrivano alla loro configurazione finale attraverso processi invisibili che continuano a suggerire instabilità sotto una superficie perfettamente immobile.
La quiete diventa quindi un equilibrio provvisorio tra ordine e caos, determinazione e indeterminazione.
Per questo Stato di quiete diventa interessante anche fuori dal dibattito più prevedibile sull’intelligenza artificiale nell’arte. La questione si sposta dallo strumento all’immagine e da chi la realizza a ciò che siamo disposti a riconoscere come presenza, materia e realtà. A cosa o chi vogliamo credere?

Giovanni Ferrario, Doppia luce (Stato di quiete), immagine generata con l’A.I., dalla serie Atlante del verosimile, 2025
Creatività oltre il gesto
Nel lavoro di Ferrario l’assenza di un gesto umano diretto sulla superficie dell’opera non coincide con l’assenza di intenzione.
L’intelligenza artificiale diventa uno strumento di mediazione attraverso cui ragionare su creatività, fantasia, mistero e poesia. Una natura morta costruita attraverso il dato anziché attraverso la materia, dove il risultato finale sembra immobile mentre tutto ciò che l’ha prodotta appartiene al movimento.
Giovanni Ferrario, nato a Milano nel 1973, è artista e teorico. La sua ricerca attraversa fotografia, performance, disegno, pittura e scultura e negli ultimi anni comprende anche strumenti post-fotografici come intelligenza artificiale e scansione a contatto. Dal 2004 insegna Fenomenologia e critica d’arte all’Università Cattolica di Milano.

Giovanni Ferrario, Anatomia circolare (Stato di quiete), immagine generata con l’A.I., dalla serie Atlante del verosimile, 2025
Info
Stato di quiete rimane al Museo MA*GA fino all’11 ottobre 2026.
Il museo è aperto dal martedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.00 e sabato e domenica dalle 11.00 alle 19.00. Il lunedì è chiuso.
Il biglietto intero costa 12 euro, il ridotto 10 euro e il ridotto speciale 8 euro e comprende anche l’accesso alle altre mostre in corso.
Il 7 agosto, 4 settembre e 2 ottobre Ricola offre inoltre l’ingresso gratuito alle prime 50 persone che visiteranno il museo dalle 15.00. Nelle stesse giornate sarà possibile degustare gratuitamente le tisane Ricola all’ArtCafé.
Cover foto: Giovanni Ferrario, Mimesi (Stato di quiete), immagine generata con l’A.I., dalla serie Atlante del verosimile, 2025