Oltre la Florida

Key West. Cosa vedere nell’isola dove finiscono gli Stati Uniti e iniziano i Caraibi

Tempo di lettura: 9 minuti

Ci sono posti che sembrano esistere solo perché qualcuno, un giorno, ha deciso di continuare a spingersi oltre. Key West è uno di questi. È l’ultima isola delle Florida Keys, il punto più a sud degli Stati Uniti continentali. Dopo ci sono solo il mare, Cuba e una sensazione difficile da spiegare.

Quando sono partita per la Florida avevo solo programmato di trascorrere un mese a Miami Beach lavorando da remoto. Qualche ora davanti al computer, il resto del tempo in spiaggia, nei quartieri della città o in giro a esplorare i dintorni, dalle Everglades a Fort Lauderdale.
Poi ho scoperto che da Miami bastavano poco più di tre ore e mezza per arrivare a Key West e sono dovuta andare.
Per raggiungerla bisogna attraversare una delle strade più spettacolari d’America. La Overseas Highway collega la terraferma alle Florida Keys con una serie di ponti sospesi sull’acqua. Per lunghi tratti il mare è ovunque. A destra, a sinistra, davanti, sembra quasi di galleggiare sull’oceano. Vale quasi la pena arrivare fin qui solo per quella strada.

Foto di Averette at en.wikipedia, CC BY 3.0

Un’isola che sembra aver dimenticato di essere americana

Molto lontana dagli stereotipi delle destinazioni da sogno, Key West è un’isola che sfugge a qualsiasi definizione. Certo, ci sono il mare turchese, le palme e i tramonti da cartolina. Poi ci sono Hemingway, i gatti con sei dita, i galli che attraversano la strada con l’aria di chi è arrivato prima di tutti e un’atmosfera che assomiglia più ai Caraibi che alla Florida.

Appena si entra a Key West si ha la sensazione di aver cambiato Paese. Le grandi catene commerciali spariscono quasi del tutto e le case diventano piccole ville in legno dai colori pastello, con verande ombreggiate, persiane e giardini tropicali. Per strada passano più biciclette e golf cart che automobili.

Key West / Photo: ©Cristina Del Re

E poi ci sono i galli che passeggiano indisturbati tra i tavolini dei bar, attraversano gli incroci con calma olimpica e si fanno fotografare con la pazienza di chi ormai ha accettato il proprio destino da influencer. Non sono stati messi lì per i turisti, sono i discendenti dei polli portati sull’isola dai coloni cubani e bahamiani nell’Ottocento. Oggi sono protetti e rappresentano uno dei simboli più curiosi di Key West.

Tra una palma e l’altra capita anche di incontrare enormi iguane che prendono il sole senza il minimo interesse per gli esseri umani. La fauna locale, in pratica, si comporta come se i visitatori fossero ospiti a casa sua, giustamente direi.

Key West / Photo: ©Cristina Del Re
iguana nel prato
Key West / Photo: ©Cristina Del Re

Bahama Village, il quartiere che racconta l’anima caraibica di Key West

Se Key West ha un’atmosfera così diversa dal resto della Florida, il merito è anche del Bahama Village. Per decenni migliaia di pescatori, marinai e costruttori di spugne arrivarono qui dalle Bahamas in cerca di lavoro. Molti si stabilirono proprio in questo quartiere, contribuendo a creare un’identità che ancora oggi si percepisce tra le sue strade.

Passeggiando tra le piccole case in legno colorate, i murales e i ristoranti a conduzione familiare, ci si accorge che l’isola deve molto più ai Caraibi che all’immaginario americano. Il cuore del quartiere è Petronia Street, una via tranquilla piena di piccoli locali, gallerie d’arte e negozi indipendenti. Qui il ritmo rallenta ancora di più e sembra di conoscere una Key West meno patinata, quella vissuta soprattutto da chi sull’isola ci abita davvero.

Una sosta da Blue Heaven è quasi obbligatoria. Oggi è uno dei ristoranti più famosi dell’isola, con tavoli all’aperto tra alberi tropicali e galline che passeggiano liberamente tra i clienti. In passato, però, questo spazio ospitava combattimenti di galli e persino un ring da pugilato arbitrato, si racconta, dallo stesso Ernest Hemingway.

Key West / Photo: ©Cristina Del Re
Key West / Photo: ©Cristina Del Re
Key West / Photo: ©Cristina Del Re

Hemingway è ovunque

A Key West è praticamente impossibile sfuggire a Ernest Hemingway. Lo trovate nei negozi di souvenir, nei cocktail, nelle librerie, nelle visite guidate e naturalmente nella casa dove visse per quasi dieci anni e proprio qui a Key West scrisse alcune delle sue opere più celebri. La casa oggi è un museo che conserva ancora molti ambienti originali, Lo studio dove scriveva è rimasto quasi identico, con la macchina da scrivere ancora appoggiata sulla scrivania.
La casa conserva anche una piscina diventata quasi leggendaria.

Quando venne costruita fu una delle più costose della Florida. Si racconta che Hemingway, vedendo quanto fosse costata, abbia lanciato una monetina alla moglie dicendole che ormai aveva speso anche il suo ultimo centesimo. Quella moneta è ancora incastonata vicino alla piscina.

La casa di Hemingway a Key West / Photo: ©Cristina Del Re

I veri protagonisti, però, sono i gatti. Discendono da Snow White, il gatto che Hemingway ricevette in regalo da un capitano di mare. Molti di loro hanno sei dita, una caratteristica genetica che continua a tramandarsi da quasi un secolo e che è diventata una delle curiosità più amate dell’isola.

Nel giardino, invece, vivono ancora i celebri gatti polidattili, con sei dita. Discendono da Snow White, il gatto che Hemingway ricevette in regalo da un capitano di mare. Ancora oggi molti dei loro cuccioli nascono con la stessa caratteristica genetica.

È una delle visite che meritano davvero.

I gatti a 6 dita nella casa di Hemingway a Key West / Photo: ©Cristina Del Re

Mallory Square, lo spettacolo del tramonto

Ogni sera, poco prima che il sole scompaia nel mare, persone del posto, viaggiatori, musicisti, artisti di strada e acrobati si ritrovano tutti nello stesso punto. È il Sunset Celebration di Mallory Square, qui il tramonto si guarda insieme e a volte si applaude.
Qualcuno suona la chitarra, qualcun altro improvvisa uno spettacolo di equilibrismo, i chioschi iniziano a profumare di pesce e Key Lime Pie mentre il cielo cambia colore minuto dopo minuto.

Capisci perfettamente perché qui il tramonto sia considerato un evento. È la natura che dà spettacolo.
Indimenticabile, anche se io preferivo guardarmelo in solitudine da una barca a vela.

Tramonto a Key West / Photo: ©Cristina Del Re

Duval Street, il cuore (troppo turistico) dell’isola

La via principale di Key West, Duval Street, probabilmente un tempo era un luogo interessante. Bastano pochi minuti per attraversarla tutta, ma è piena di attività commerciali quindi ci impieghi quelle due ore ad arrivare alla fine.
Negozi indipendenti, gallerie d’arte, locali storici, insegne colorate e verande in legno raccontano un’anima molto diversa da quella delle grandi città della Florida. Qui ogni angolo sembra avere avuto una storia ma forse se l’è un po’ dimenticata perché i negozi di souvenir hanno prepotentemente preso spazio. Non è il mio posto preferito di Key West.

Il locale dove Hemingway beveva davvero

Molti entrano allo Sloppy Joe’s convinti di visitare il bar di Hemingway e in effetti è un posto storico perché lui qui era un cliente abituale. Quello che pochi sanno è che il locale originale si trovava pochi metri più in là. Quando il proprietario aumentò l’affitto, il bar venne letteralmente trasferito dall’altra parte della strada.

Ancora oggi è uno dei posti migliori per ascoltare musica dal vivo e respirare quell’atmosfera un po’ sgangherata che rende Key West così diversa dalle altre località balneari della Florida.

Se invece amate le storie strane, fate un salto al Captain Tony’s Saloon. Prima era un obitorio, poi un bordello e infine un un bar. Dentro cresce un enorme banyan e una targa ricorda che, secondo la tradizione locale, proprio lì avvenivano le impiccagioni pubbliche.
Sembra il set di un film di Tim Burton e invece è uno luoghi iconici dell’isola.

Se invece volete vedere dove si ritrovano ancora molti abitanti di Key West, la porta giusta è quella del Green Parrot Bar.
Nato nel 1890 come negozio di alimentari, nel corso del Novecento è diventato uno dei locali più amati dell’isola. Un posto vero dove la storia è stratificata in modo naturale, niente di cool che è quello che preferisco. Le vecchie pale che girano lentamente sul soffitto, ottima musica dal vivo quasi tutte le sere, birra e quell’atmosfera un po’ sgangherata che sembra uscita da un romanzo americano. Se qualcuno dovesse chiedermi dove assaggiare la vera anima di Key West, probabilmente lo manderei qui. Mi sono seduta da sola a un tavolo e ho conosciuto un sacco di locals e la cantante della serata.

La torta che ha conquistato il mondo

Il viaggio a Key West per me ha il sapore della Key Lime Pie. Nasce qui e utilizza un piccolo lime locale, molto più aromatico di quello che troviamo normalmente in Europa. Gli abitanti discutono ancora su quale sia la versione autentica. Non si capisce se preveda esattamente la meringa, la panna o nessuna delle due. La disputa continua da decenni e probabilmente non finirà mai ma se volete sapene di più c’è sempre la nostra ricetta.

Per assaggiarne una delle migliori, Blue Heaven e Kermit’s sono due istituzioni.

Key Lime Pie

Il punto più a sud… quasi

Tutti fanno la fila davanti alla gigantesca boa colorata del Southernmost Point, è una foto obbligata, ma dovrai fare un po’ di coda anche se quel monumento non indica davvero il punto più a sud degli Stati Uniti continentali. Il vero punto si trova poco più avanti, all’interno della base navale americana, naturalmente non accessibile.

La boa è stata collocata lì semplicemente perché era il luogo più facile da raggiungere.

Key West / Il punto più a sud degli stati uniti continentali / Photo: ©Cristina Del Re


Le spiagge più belle dell’isola

Se arrivi fin qui inevitabilmente starai cercando anche il mare. E qui il mare è quello con la M maiuscola, come ti puoi immaginare la spiaggia dei sogni. Sabbia bianca pulita, palme, acqua turchese.
Smathers Beach è la più grande e la più famosa, perfetta per una giornata rilassata tra sabbia bianca e palme piegate dal vento.
Io preferivo Higgs Beach, poco distante, dove puoi gustare un bibitone direttamente dal guscio di una noce di cocco, godendoti il panorama.

Fort Zachary Taylor Beach, invece, è completamente diversa e probabilmente la più affascinante. Oltre all’acqua trasparente conserva anche un antico forte militare ottocentesco e uno dei punti migliori dell’isola per osservare il tramonto.

Per chi ama fare snorkeling o immersioni, Key West è anche la porta d’accesso alla Florida Reef, l’unica barriera corallina vivente degli Stati Uniti.

Se cercate un posto tranquillo per il tramonto, Rest Beach è una piccola sorpresa.

Higgs Beach / Key West / Photo: ©Cristina Del Re

Il cimitero dove qualcuno aveva ragione

Anche il cimitero di Key West è diventato una piccola attrazione. Una delle lapidi più fotografate recita semplicemente:

“I told you I was sick.”
“Ve l’avevo detto che stavo male.”

È probabilmente l’epitaffio più famoso d’America e racconta perfettamente il carattere dell’isola, dove nessuno sembra prendersi troppo sul serio. Se vi piace il black humor passate di lì.

Quando andare a Key West

Se cercate il periodo ideale, scegliete tra dicembre e aprile, quando il clima è secco, soleggiato e le temperature ricordano una piacevole estate italiana. È anche il momento preferito dagli americani che scappano dagli inverni del Nord, quindi conviene prenotare con largo anticipo.

Per chi vuole spendere un po’ meno senza rinunciare al bel tempo, maggio è probabilmente il mese più equilibrato. Il mare è già perfetto per fare il bagno, le giornate sono luminose e l’isola è decisamente meno affollata.

Da giugno a ottobre è il periodo meno consigliato perché è il periodo climaticamente meno stabile. Fa molto caldo, spesso oltre i 32 °C, con un’umidità elevatissima che fa percepire temperature ancora più alte. Nel pomeriggio sono frequenti i temporali tropicali e tra agosto e ottobre c’è anche la stagione degli uragani.

Dove dormire a Key West

Dove dormire non chiedetelo a me. Sono una viaggiatrice improvvisata, prendo quello che c’è e a volte ci sono delle sorprese. Qui a Key west la sorpresa del pernottamento mi ha costretto a momenti di silenzio e solitudine che sono impressi in quel viaggio ancora oggi.

Per una serie di coincidenze decisamente improbabili ho finito per dormire su una barca a vela ancorata al largo dell’isola, senza elettricità, senza acqua corrente e senza bagno. Ma questa è un’altra storia che ho raccontato nella puntata del podcast Persi Bene – Viaggi trasformativi dedicata a Key West.

Se state organizzando un viaggio in Florida, fermatevi qui almeno due o tre giorni perché è un posto che ti cambia il ritmo, anche solo per un po’.

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