Che cosa hanno in comune un maestro della pasticceria scultorea e un brand beauty a base di miele? Arte, desiderio, creatività e il gusto di trasformare piccoli gesti in piaceri intensi. Dalla collaborazione tra Cédric Grolet e Gisou nascono tre nuove tentazioni autunnali, dove la golosità dei pasticcini incontra l’eleganza di lip oil che sanno di vaniglia, caramello e cioccolato.
Cosa c’entra Cédric Grolet con un lip oil?
Scommettiamo che l’hai visto su Instagram mentre scolpisce una mela perfetta che – sorpresa – non è una mela ma un dolce ipnotico? Cédric Grolet è il pastry artist francese che ha trasformato la pasticceria in un’arte contemporanea, a metà tra il design e la scultura. File chilometriche davanti alle sue boutique di Parigi, Londra e Monte-Carlo confermano: assaggiare le sue creazioni è come conquistare un posto nel nuovo Olimpo dei piaceri.
E adesso arriva la notizia che mescola zucchero e gloss: Grolet ha firmato tre pasticcini esclusivi per Gisou, il brand beauty creato da Negin Mirsalehi e diventato cult grazie al miele delle api di famiglia. Una collaborazione che ha già il profumo della viralità.
Bellezza, golosità e desiderio
Il confine tra i piaceri del palato e quelli estetici è labile. Entrambi possano rendere le nostre giornate più leggere, sensuali, condivisibili. Tra un feed invaso da notizie ansiogene e un calendario che non lascia tregua, l’idea di un lip oil al gusto di Sticky Toffee (senza calorie) è una piccola svolta di dolcezza e bellezza che sentiamo di meritarci. Ma il suggerimento di concedersi momenti da assaporare fino in fondo non è solo marketing classico: il legame tra un dolce che si scioglie in bocca e un lip oil che rende le labbra irresistibili è profondissimo. Entrambi parlano di piacere, di piccoli rituali quotidiani che cerchiamo per sentirci meglio. Il dessert come momento di celebrazione, il rossetto o il gloss come gesto di affermazione di sé. Il desiderio, poi, scivola facilmente da un piano all’altro: vuoi mangiare quel dolce, vuoi mordere quelle labbra, vuoi farti notare senza dire una parola. C’è qualcosa di radicalmente sensuale nell’idea che la bellezza si possa ispirare alla pasticceria e viceversa.
Tre pasticcini, tre lip oil
La collaborazione Gisou x Cédric Grolet prende forma in tre piccoli capolavori:
- Vanilla Glaze – rosa pastello lattiginoso, ispirato alla crema alla vaniglia, delicato come panna montata.
- Sticky Toffee – un nude caldo e burroso che profuma di caramello fuso, goloso e avvolgente.
- Milky Mocha – marrone moka intenso, con note di cioccolato ed espresso, perfetto per un after dinner chic.
I tre lip oil sono già pronti a diventare l’accessorio da borsetta più instagrammato dell’autunno, grazie alla formula con il 97% di ingredienti naturali: miele Mirsalehi, acido ialuronico, jojoba e un blend di oli vegetali che promettono idratazione e brillantezza senza appiccicare.
Negin Mirsalehi non è solo la fondatrice di Gisou, ma un simbolo di come la bellezza possa nascere da una storia autentica. Figlia di una famiglia di apicoltori da sei generazioni, ha trasformato il Miele Mirsalehi in un ingrediente iconico per la cura dei capelli e delle labbra, costruendo un brand che intreccia tradizione, innovazione e sostenibilità. La sua visione di bellezza è inclusiva, naturale e sensoriale: non riguarda il conformarsi a uno standard, ma il coltivare rituali che fanno stare bene. Per Negin, bellezza significa nutrimento, legame con la natura e piacere quotidiano da condividere con una community globale.
I pasticcini di Grolet, invece, li trovi dal 4 al 5 ottobre 2025 nella boutique parigina di Grolet, in edizione limitata (e da fotografare prima di addentare, ça va sans dire).
Quando beauty e food parlano la stessa lingua
Non è la prima volta che moda e cucina si incontrano, ma questa collaborazione è speciale perché prende due universi percepiti come frivoli – un dolce e un gloss – e li eleva a simboli di artigianalità e creatività.
La filosofia di Gisou e quella di Grolet si toccano in un punto preciso: il rispetto delle radici (le api per lei, le ricette francesi per lui) e la capacità di reinventarle con uno sguardo globale, social-first, ipnotico. Non più solo un prodotto da usare o da mangiare, ma un’esperienza da condividere, fotografare, commentare. In fondo, non stiamo parlando di pasticcini o lip oil ma di identità, appartenenza, desiderio di bellezza.
Grolet, da Parigi a Singapore, passando (forse) per Milano
Grolet non si ferma: dopo Monte-Carlo, Londra e Singapore, il suo prossimo indirizzo potrebbe essere proprio in Italia (i milanocentrici scommettono sulla propria città). Ha dichiarato di non poter ancora svelare il luogo, ma il 2026 potrebbe portarci un nuovo place to be per chi considera la pasticceria un’esperienza estetica prima che gastronomica. Immagina: un cappuccino domenicale accompagnato da una “pera” che non è una pera, ma un dolce-scultura firmato Grolet. E mentre ti lecchi le dita, potresti sfoggiare Vanilla Glaze sulle labbra con coerenza impeccabile.