Oltre lo specchio

Yayoi Kusama a Torino con una Infinity Mirror Room

Tempo di lettura: 3 minuti

Yayoi Kusama torna in Italia e lo fa nel modo più Kusama possibile, con una stanza di specchi, luce e ripetizioni capace di far perdere per qualche minuto il senso dei confini, dello spazio e probabilmente anche quello della propria posizione nell’universo.

Dal 31 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027 le OGR Torino ospitano The Eternally Infinite Light of the Universe Illuminating the Quest for Truth, una infinity mirror room dell’artista giapponese inserita nel progetto espositivo The Quantum Effect. Una presenza che promette di essere una delle più attese della prossima stagione dell’arte contemporanea italiana.

Kusama e l’infinito

Il titolo dell’opera è già praticamente un viaggio cosmico. The Eternally Infinite Light of the Universe Illuminating the Quest for Truth lavora con alcuni degli elementi più riconoscibili della ricerca di Kusama, luce, riflessi e ripetizione potenzialmente senza fine.

All’interno della stanza lo spazio sembra moltiplicarsi oltre le sue dimensioni reali e il corpo entra a far parte dell’opera. L’effetto visivo porta direttamente ai temi che attraversano buona parte del lavoro dell’artista, dalla percezione dell’infinito alla dissoluzione dei confini tra individuo e universo.

È proprio questa capacità di trasformare idee difficili da afferrare in esperienze immediate a rendere l’opera perfetta per The Quantum Effect. Invece di spiegare l’infinito, Kusama ci mette dentro.

Yayoi Kusama, Infinity Mirrored Room
Eternally Infinite Light of the Universe Illuminating the Quest for Truth, 2020
© YAYOI KUSAMA. Collection of LAS Art Foundation
Photo: Herling, Herling, Werner, Sprengel Museum Hannover, 2025

Arte in modalità quantistica

La sua infinity room sarà inserita in una mostra più ampia prodotta da OGR Torino e SMAC Venice, curata da Daniel Birnbaum e Jacqui Davies. Il progetto esplora l’impatto della teoria quantistica sulla cultura visiva, attraversando arte contemporanea, cinema e cultura pop.

Il punto di partenza sono alcuni concetti che la fisica quantistica ha reso sorprendentemente familiari anche fuori dai laboratori scientifici. Spazio e tempo che smettono di comportarsi come ci aspetteremmo, realtà che possono essere osservate da prospettive diverse, confini meno solidi di quanto sembrino.

La collettiva riunirà opere di Cerith Wyn Evans, Isa Genzken, Tomás Saraceno, Mark Leckey, Rirkrit Tiravanija, Elaine Sturtevant e Man Ray, tra gli altri. Kusama entra in questa costellazione con un lavoro che rende il paradosso quasi fisico e trasforma la percezione in materia artistica.

The Quantum Effect, Jacqui Davies, Cinematic Blossoming IV Dark Matter,2025

Da Kusama a Kubrick

L’universo quantistico delle OGR continuerà anche fuori dallo spazio espositivo. Il programma comprende una rassegna cinematografica realizzata insieme al Museo Nazionale del Cinema e costruita attorno a film capaci di dialogare con i temi della mostra.

Tra i riferimenti che hanno ispirato il progetto curatoriale compare anche il monolite nero di 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, elemento che entrerà nella mostra e che ritorna simbolicamente nella forma del volume The Quantum Effect, pubblicato da Verlag Walther und Franz Koenig. Sono previsti inoltre incontri pubblici dedicati alle relazioni tra teoria quantistica, arte e cultura contemporanea.

Per qualche mese Torino diventerà così il punto d’incontro tra Kusama e Kubrick, specchi infiniti e monoliti misteriosi, arte e scienza. Un percorso costruito attorno a una domanda decisamente grande. Quanto possiamo fidarci di ciò che vediamo quando perfino spazio, tempo e materia si rivelano meno stabili di quanto pensassimo.

Info

The Quantum Effect
OGR Torino, Binario 1
Corso Castelfidardo 22, Torino
Dal 31 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027

OGR Torino
Photo: Luigi De Palma for OGR Torino

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