Dal 10 al 12 aprile, il Castello di Strassoldo – a pochi minuti da Aquileia – fa da cornice a Magici Intrecci Primaverili, un evento imperdibile per gli amanti dell’artigianato, del giardinaggio e del buon cibo. Ma è solo una motivazione ulteriore a scoprire un luogo incantato.
Nel cuore del Friuli Venezia Giulia, tra il mare di Grado e Aquileia e la cittadina di Udine, un castello dalla storia millenaria si prepara ad accogliere i visitatori per un weekend di primavera all’insegna dell’arte, della natura e del gusto.
Un luogo in cui il tempo si deposita con grazia
Ci sono posti che non si visitano soltanto ma si attraversano come una storia viva, stratificata, quasi sussurrata tra le pietre e l’acqua. Il Castello di Strassoldo di Sopra è uno di questi. Qui la bellezza non è una scenografia costruita per stupire, ma una conseguenza naturale di oltre mille anni di presenza umana, di trasformazioni lente e di una relazione quasi affettiva tra paesaggio e architettura.
Ti basta varcare una delle antiche porte per percepire subito un cambio di ritmo. Il rumore si abbassa, lo sguardo si allarga, il tempo smette di correre. Non è un caso che proprio qui, dal 1998, prenda vita Magici Intrecci, una rassegna che è più di una mostra mercato e che riesce a trasformare ogni visita in un’esperienza immersiva tra giardinaggio, artigianato e memoria.

Mille anni di storia e una famiglia che non se n’è mai andata
Il fascino di Strassoldo ha radici profondissime. Il primo castello fu costruito più di mille anni fa lungo la via Julia Augusta, asse romano strategico che collegava Aquileia al Norico. Non una posizione casuale ma un punto nevralgico per il controllo del territorio.
Con il passare dei secoli il complesso originario si sdoppia e nascono i due castelli gemelli, quello di Sopra e quello di Sotto, ciascuno sviluppato attorno a una delle torri originarie. La famiglia Strassoldo si divide ma resta, ed è proprio questa continuità a rendere il luogo così straordinario. Qui la storia non è mai stata interrotta, non è mai diventata rovina da contemplare a distanza.
Gli Strassoldo furono tra i primi feudatari liberi della regione e difesero queste terre per conto degli imperatori sassoni. Tra guerre, trasformazioni politiche e cambiamenti sociali, il castello ha attraversato i secoli adattandosi senza mai perdere la propria identità.
Dal sistema difensivo alla dimora settecentesca
Se immagini un castello medievale fatto di torri austere e fossati invalicabili sei sulla strada giusta, ma solo per una parte della storia. Nel Settecento avviene una svolta decisiva. I fratelli Giuseppe e Nicolò Francesco di Strassoldo avviano un importante lavoro di trasformazione che porta il complesso verso una dimensione più residenziale e raffinata.
Le paludi circostanti vengono bonificate e il sistema difensivo perde progressivamente importanza. Il castello si trasforma in una dimora signorile elegante, in linea con il gusto dell’epoca. Giuseppe si dedica in particolare al Castello di Sopra, intervenendo sulle strutture e sui giardini con un’idea precisa di armonia.
Il parco nasce inizialmente come giardino formale, ordinato e geometrico, ma nel tempo evolve verso un’impostazione più paesaggistica, meno rigida e più vicina alla sensibilità romantica.

Il giardino come opera viva tra botanica e design
Se ami il verde qui rischi di perdere completamente la cognizione del tempo. Il parco del castello è un ecosistema complesso alimentato dalle acque di risorgiva, un fenomeno idrogeologico affascinante in cui l’acqua riaffiora in superficie dopo lunghi percorsi sotterranei.
Questa presenza costante dell’acqua crea un microclima particolare che favorisce una biodiversità sorprendente. Passeggiando tra i viali incontri magnolie grandiflora secolari, aceri, querce, ginkgo biloba e alberi meno comuni come il liriodendron o il liquidambar.
Negli ultimi decenni il parco è stato oggetto di un importante intervento di recupero. La proprietaria ha lavorato su più livelli, ripristinando i canali di scolo, ripensando le aiuole e reintroducendo specie botaniche selezionate. Il risultato è un giardino che oggi dialoga con il passato ma ha un respiro contemporaneo, con un elegante accento inglese.

Il brolo e l’acqua che racconta il territorio
Uno degli spazi più suggestivi è l’antico brolo, un tempo destinato a orto e frutteto. Qui la funzione produttiva si intrecciava con quella estetica, secondo una logica che oggi definiremmo sostenibile senza esitazioni.
Oggi il brolo conserva una magnifica fontana seicentesca e un impianto vegetale che alterna alberi da frutto a specie ornamentali. I filari dialogano con i corsi d’acqua che scorrono lenti, creando scorci che sembrano dipinti.
L’acqua è protagonista assoluta. Il fiume Taglio si unisce al canale della pileria del riso e prosegue il suo viaggio verso l’Adriatico. Questo sistema idrico non è solo un elemento paesaggistico ma una testimonianza concreta di come l’uomo abbia saputo sfruttare le risorse naturali in modo intelligente.
Gli interni tra memoria e affreschi nascosti
Entrare nel palazzo principale è come sfogliare un album di famiglia lungo secoli. Gli ambienti conservano un’atmosfera autentica, lontana dalle ricostruzioni museali troppo perfette.
Al piano terra trovi la cucina friulana con il pavimento a scacchi, lo sparherd e il forno per il pane, elementi che raccontano una quotidianità concreta. Salendo lo scalone in pietra si accede al piano nobile, dove gli spazi si fanno più rappresentativi.
Il Salone degli Imperatori, con i ritratti romani, dialoga con la Sala dello Stemma e con gli altri ambienti ricchi di arredi, camini e stufe antiche. Le pareti custodiscono un segreto affascinante. Sotto gli strati di pittura più recenti si nascondono affreschi seicenteschi ancora da riportare completamente alla luce.
Magici Intrecci e il fascino irresistibile di perdersi tra bellezza e saperi artigiani
Oltre 120 espositori provenienti da tutta Italia presenteranno le loro creazioni uniche e di alta qualità, dando vita ad un’esplosione di colori, forme e profumi che lascerà a bocca aperta con oggetti per la casa e il giardino, abiti sartoriali, oggetti d’arte, antiquariato, cosmetici naturali e molto altro.
La selezione degli espositori e delle attività è parte integrante dell’identità della rassegna: ogni presenza è chiamata a entrare in sintonia con il luogo e a contribuire alla sua armonia. L’ingresso a pagamento si inserisce in questo equilibrio e ne rende possibile la continuità. Per tre giorni, il visitatore è invitato a immergersi in un intreccio di bellezza, natura e creatività, lasciandosi alle spalle il ritmo frenetico quotidiano

Magici Intrecci è un progetto che si sostiene esclusivamente grazie all’impegno privato, reinvestendo le proprie risorse nella cura e valorizzazione del patrimonio storico che lo ospita. Qui la cura delle piante diventa un gesto culturale. Non si tratta solo di scegliere il giusto terriccio o di dedicarsi alla cura fogliare con attenzione maniacale, ma di comprendere il giardino come un organismo complesso. Anche un semplice vaso può trasformarsi in elemento di design se inserito in un contesto coerente, e persino una piccola serra da balcone può diventare un’estensione domestica di questo immaginario verde.
Accanto alla rassegna espositiva, tra saloni storici, acque di risorgiva e giardini senza tempo, il percorso si arricchisce di iniziative,come visite guidate al parco storico del gemello Castello di Sotto e al borgo di Strassoldo, un suggestivo angolo dei giochi d’altri tempi e numerose altre iniziative come incontri e approfondimenti tematici, che sono pubblicati sul sito del castello. Fra gli altri, “A spasso tra le erbe dei magici castelli di Strassoldo con Giusi Foschia”, “La magia della cottura della terra” con Simona e Sylvain del laboratorio di ceramica raku e gres Le Terre della Torre, conversazione sulle “Rose antiche, patrimonio dei giardini sostenibili” a cura di Andrea D’Avanzo de Il Rosificio di Mortegliano, Laboratori di Wabi Sabi con Monica Bispo de La Terra Crudan e per realizzare un quadro a specchio a cura de Il Retrobottega.
Un susseguirsi di ambienti diversi, ciascuno con una propria identità, che accompagna il visitatore in un’esperienza fluida e mai ripetitiva. Per accompagnare il percorso, tre piccoli punti ristoro distribuiti lungo l’itinerario offriranno una pausa piacevole, in sintonia con lo spirito dell’evento.
Dress Code
L’evento si terrà anche in caso di pioggia. Dress code: country chic e scarpe comode. I cappelli sono particolarmente graditi: chi li indosserà, se lo desidera, potrà essere ritratto nei scatti dell’evento. I cani educati sono i benvenuti, muniti di guinzaglio e sacchettini.
Date e orari
Venerdì 10 aprile – dalle 10:00 alle 19:00:
Adulti €12 / Gruppi (min. 20 pax) €10
Sabato 11 e Domenica 12 ottobre – dalle 9:00 alle 19:00
Adulti €15 / Gruppi (min. 20 pax) €12
Entrata gratuita per i bambini sotto i 6 anni