Dal 18 settembre al 25 novembre 2025, XNL Piacenza ospita Manifesto di Julian Rosefeldt: una video-installazione a tredici canali che rilegge i manifesti artistici del Novecento attraverso la voce e i volti di Cate Blanchett. Un inno alla ribellione creativa, che ci invita a domandarci quanto siano ancora attuali le parole scritte per scuotere il passato.

A Piacenza, dal 18 settembre al 25 novembre 2025, XNL Arte accende i riflettori su Manifesto di Julian Rosefeldt, un’opera che trasforma la parola scritta in immagine, suono, corpo. Protagonista assoluta? Cate Blanchett, che interpreta ben tredici personaggi in altrettanti cortometraggi proiettati simultaneamente.
C’è una Blanchett senzatetto, una Blanchett punk, una Blanchett casalinga. È lei a prestare il volto e la voce a oltre cinquanta testi programmatici che hanno segnato il Novecento artistico. Una maratona visionaria che sembra fatta apposta per noi, spettatori abituati a fare zapping tra stimoli e schermi multipli.

Manifesti dell’arte come serie in streaming
Futurismo, Dada, Surrealismo, Fluxus: se ti sembrano solo parole da manuale di storia dell’arte, pensa a loro come alle “serie cult” di un secolo fa. Ogni movimento aveva il suo trailer infuocato: un manifesto. Erano testi brevi, poetici e incendiari, scritti spesso da giovanissimi, che volevano ribaltare regole, linguaggi e istituzioni.
Rosefeldt prende queste dichiarazioni di poetica e le rimette in circolo, cucendole addosso a contesti contemporanei. Ed è qui che sta la magia: ascoltare il grido di “distruggere il passato!” dalla bocca di un’insegnante di scuola elementare, o un appello al “disordine vitale” recitato da una madre in cucina, cambia completamente la prospettiva.
Il risultato non è un trattato accademico ma un’esperienza immersiva che fa riflettere e sorridere allo stesso tempo perché, a pensarci bene, certi slogan del Novecento sembrano scritti per Instagram stories più che per saggi universitari.

Cate Blanchett, dea poliedrica
Che Cate Blanchett sia una delle attrici più straordinarie della nostra epoca è cosa nota. Ma qui supera se stessa. In Manifesto diventa operaia, broker, coreografa, senzatetto. Non si limita a recitare: incarna e ribalta. La sua presenza femminile nei panni di ruoli storicamente associati a figure maschili è già di per sé una dichiarazione politica.
Rosefeldt non lo nasconde: il suo intento era riequilibrare un canone dominato da voci maschili. Così, la forza delle parole di artisti come Marinetti, Breton o Malevič, recitate da un corpo e da una voce femminile, si trasforma in un gesto di riscrittura del passato.

Una call to action, non un santino
Tredici Blanchett sono un binge-watching ipnotico che ti spinge a guardare il presente attraverso una lente. Non ci sono risposte facili, perché Manifesto non è una mostra che ti dice “così è l’arte e così va capita”. È piuttosto una chiamata all’azione: un invito a rimettere in discussione regole, sistemi, linguaggi.
Non a caso, il prologo cita Marx ed Engels: “All that is solid melts into air”. Tutto ciò che è solido si dissolve nell’aria. Un monito che oggi, nell’epoca dei social e delle identità fluide, suona ancora più attuale.
Info utili
- Dove: XNL Piacenza, Via Santa Franca 36
- Quando: 18 settembre – 25 novembre 2025
- Orari apertura: da martedì a venerdì, dalle ore 10 alle 19. Sabato, domenica e festivi, dalle ore 10 alle 20.
Cover: Manifesto ©JulianRosefeldt 2015 Portrait