Visioni ribelli

Cate Blanchett e il Manifesto di Julian Rosefeldt per cambiare il mondo

Tempo di lettura: 3 minuti

Dal 18 settembre al 25 novembre 2025, XNL Piacenza ospita Manifesto di Julian Rosefeldt: una video-installazione a tredici canali che rilegge i manifesti artistici del Novecento attraverso la voce e i volti di Cate Blanchett. Un inno alla ribellione creativa, che ci invita a domandarci quanto siano ancora attuali le parole scritte per scuotere il passato.

Manifesto ©JulianRosefeldt 2015 Portrait

A Piacenza, dal 18 settembre al 25 novembre 2025, XNL Arte accende i riflettori su Manifesto di Julian Rosefeldt, un’opera che trasforma la parola scritta in immagine, suono, corpo. Protagonista assoluta? Cate Blanchett, che interpreta ben tredici personaggi in altrettanti cortometraggi proiettati simultaneamente.

C’è una Blanchett senzatetto, una Blanchett punk, una Blanchett casalinga. È lei a prestare il volto e la voce a oltre cinquanta testi programmatici che hanno segnato il Novecento artistico. Una maratona visionaria che sembra fatta apposta per noi, spettatori abituati a fare zapping tra stimoli e schermi multipli.

Manifesto ©JulianRosefeldt 2015 Portrait

Manifesti dell’arte come serie in streaming

Futurismo, Dada, Surrealismo, Fluxus: se ti sembrano solo parole da manuale di storia dell’arte, pensa a loro come alle “serie cult” di un secolo fa. Ogni movimento aveva il suo trailer infuocato: un manifesto. Erano testi brevi, poetici e incendiari, scritti spesso da giovanissimi, che volevano ribaltare regole, linguaggi e istituzioni.

Rosefeldt prende queste dichiarazioni di poetica e le rimette in circolo, cucendole addosso a contesti contemporanei. Ed è qui che sta la magia: ascoltare il grido di “distruggere il passato!” dalla bocca di un’insegnante di scuola elementare, o un appello al “disordine vitale” recitato da una madre in cucina, cambia completamente la prospettiva.

Il risultato non è un trattato accademico ma un’esperienza immersiva che fa riflettere e sorridere allo stesso tempo perché, a pensarci bene, certi slogan del Novecento sembrano scritti per Instagram stories più che per saggi universitari.

Manifesto ©JulianRosefeldt 2015 Portrait

Cate Blanchett, dea poliedrica

Che Cate Blanchett sia una delle attrici più straordinarie della nostra epoca è cosa nota. Ma qui supera se stessa. In Manifesto diventa operaia, broker, coreografa, senzatetto. Non si limita a recitare: incarna e ribalta. La sua presenza femminile nei panni di ruoli storicamente associati a figure maschili è già di per sé una dichiarazione politica.

Rosefeldt non lo nasconde: il suo intento era riequilibrare un canone dominato da voci maschili. Così, la forza delle parole di artisti come Marinetti, Breton o Malevič, recitate da un corpo e da una voce femminile, si trasforma in un gesto di riscrittura del passato.

Manifesto ©JulianRosefeldt 2015 Portrait

Una call to action, non un santino

Tredici Blanchett sono un binge-watching ipnotico che ti spinge a guardare il presente attraverso una lente. Non ci sono risposte facili, perché Manifesto non è una mostra che ti dice “così è l’arte e così va capita”. È piuttosto una chiamata all’azione: un invito a rimettere in discussione regole, sistemi, linguaggi.

Non a caso, il prologo cita Marx ed Engels: “All that is solid melts into air”. Tutto ciò che è solido si dissolve nell’aria. Un monito che oggi, nell’epoca dei social e delle identità fluide, suona ancora più attuale.

Info utili

  • Dove: XNL Piacenza, Via Santa Franca 36
  • Quando: 18 settembre – 25 novembre 2025
  • Orari apertura: da martedì a venerdì, dalle ore 10 alle 19. Sabato, domenica e festivi, dalle ore 10 alle 20.





Cover: Manifesto ©JulianRosefeldt 2015 Portrait

In qualità di Affiliato Amazon riceviamo un guadagno dagli acquisti idonei

Leggi anche

Nel cuore storico di Bologna, tra oggetti d'artigianato d'eccellenza e workshop creativi, torna per la sedicesima volta Peonia in Bloom. Un weekend da non perdere, dal 23 al 25 ottobre 2026.
Ottobre arriva con quell’energia da “adesso sistemo tutto” che di solito dura fino alla seconda settimana. Poi ricompaiono messaggi lasciati a metà, decisioni prese un po’ troppo in fretta, conti da rifare e conversazioni che avevamo elegantemente parcheggiato. La prima parte del mese è più sociale e leggera. La seconda alza il volume e rende tutto un po’ meno improrogabile.
Sette band leggendarie, sette grandi opere luminose e un museo nel posto in cui solitamente pensiamo soltanto al gate. Rock Icons porta arte e rock alla Porta di Milano di Malpensa.
Un ombretto color rame, una matita prugna, il marrone che prende il posto del nero. Il trucco occhi autunnale può cominciare da un cambiamento minuscolo, capace però di dare un carattere diverso al look.