Arti performative al BASE Milano

Farout Festival, quest’anno è sull’Abitare l’inabitabile

Tempo di lettura: 4 minuti

Dal 3 al 13 ottobre 2024 torna a Milano FAROUT Live Arts Festival –  prodotto da Base – per la sua IV edizione.

The Convivial Laboratory: Abitare l’inabitabile. La manifestazione di arti performative contemporanee quest’anno è dedicata al tema del convivialismo.

Cos’è FAROUT

Farout Live Arts Festival trae simbolicamente il nome dall’oggetto spaziale conosciuto più lontano dal sole: FAROUT VG18. Una distanza quasi necessaria a svincolarsi da traiettorie prestabilite e offrire un punto di osservazione inedito, in cui rileggere il rapporto tra centro e margine.

È una manifestazione che punta l’attenzione sulle arti dal vivo, dall’installazione all’arte pubblica, dalla danza al teatro, mantenendo sempre un focus sulla dimensione performativa e transdisciplinare.

Il titolo di questa edizione – The Convivial Laboratory: Abitare l’inabitabile – è il seguito di una riflessione avviata in occasione della Design Week sul tema del diritto alla casa e dell’abitare e getta le basi per un’indagine sulla sfera della convivenza e su una sua possibile e sua radicale riorganizzazione.

Nella visione della direttrice artistica Linda di Pietro, le opere si intersecano con le urgenze del nostro tempo, proponendo un’esperienza collettiva e personale che è allo stesso tempo politica e emotiva.

Eventi 

Quest’anno il festival, oltre alla rassegna al BASE Milano, raggiunge diversi luoghi e quartieri della città con 10 giorni di performance.

Con 20 presenze artistiche e 45 appuntamenti, FAROUT invita il pubblico ad abitare nuove posture individuali e sociali, attive e scomode. L’idea: esplorare nuovi modi di stare nel presente attraverso performance che toccano il corpo, la città, il pianeta e la storia.

Approda prima volta negli spazi di Armani/Silos – partner del festival – e tornerà nei quartieri vicini di Barona e Giambellino.

BASE

Si parte con Opening Act dalle 18.30 del 3 ottobre, con eventi in grado di generare nuovi magnetismi e mutare atmosfere.

Ulla von Brandenburg vestirà la ground hall di BASE con l’installazione Terra solida, Vento liquido. L’artista tedesca considera il corpo come un materiale che modella e trasforma lo spazio, spesso utilizzandolo come un sipario per proiezioni cinematografiche legate a performance e messe in scena che dirige personalmente.

E ancora: il movimento estatico e inarrestabile di Mette Ingvartsen e la performance live de i Canzonieri, il progetto musicale e artistico di Emiliano Maggi e Cosimo Damiano, che arriva a BASE grazie alla preziosa collaborazione con Le Cannibale, che tornerà ad animare la notte su FAROUT con il party del 5 ottobre con Marie Davidson e Fatima Koanda.

Un immaginario onirico carico simboli, desiderio, decostruzione, metamorfosi e sentimenti controcultura.

Armani/Silos

Il 9 ottobre Armani/Silos accoglie FAROUT con Breathing Room, l’opera di Salvo Lombardo realizzata, per questa edizione, con la partecipazione di Silvia Calderoni. 

Con una drammaturgia ispirata a Il silenzio è cosa viva di Chandra Livia Candiani, Breathing Room esplora il respiro come atto poetico e rappresenta uno spazio ideale per riprendere fiato. 

Senza prove, né repliche, ogni apertura di questo “respiratorio” è attivata dall’invito a un artista proveniente dall’ambito della danza e della performance ad attraversare lo spazio assieme al pubblico presente. Un invito da cui farsi portare, un’attitudine all’ascolto, un esercizio alla vulnerabilità e relazionalità, un atto di cura reciproco. 

©Salvo Lombardo

Barona e Giambellino

FAROUT raggiungerà alcune piazze e luoghi simbolici dei quartieri di Barona e Giambellino, nell’ambito di Milano è Viva.

Barrio’s, Piazza Tirana, Piazza Enrico Berlinguer, accoglieranno le riscritture urbane degli spagnoli Electrico 28 e le sonorità corali del musicista Davide Tidoni, le strategie di sopravvivenza proposte dai lavori di Eva Bubla e di LUIT & Ruggiero Franceschini. La città di Milano (e nello specifico la zona Ovest) accoglierà poi la forza prefigurativa del lavoro MAI+ di F. De Isabella, una collezione permanente e sempre visitabile di opere d’arte urbana (impossibili).

Eventi collaterali

Accanto al programma performativo del festival, per tradurre in pratica questa immagine di un futuro condiviso e convivialismo, vivrà un palinsesto di incontri, laboratori, conversazioni, pranzi e cene in compagnia di artisti, filosofi, ricercatori, designer e cuochi. 

Per l’occasione, il duo di architetti Lemonot ha progettato Moéca, un tavolo multiforme e un luogo vivo in cui si riuniscono produzione e condivisione del sapere. 

Info

BASE
Via Bergognone 34 – Milano
Verifica sul sito le sedi delle performance, in aggiornamento.
www.base.milano.it

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