Gli acquerelli di Severino Salvemini

Chef portraits, come ti ritraggo lo chef

Tempo di lettura: 3 minuti

Il grande disegnatore americano Saul Steinberg diceva che “l’arte precede la tecnica come il profumo precede la torta”. Non c’è riflessione più appropriata per commentare il lavoro di cuochi e ristoratori che in Italia portano avanti la professione culinaria di qualità. Perché gli chef sono veri artigiani e artisti e vanno pertanto ritratti e celebrati con il linguaggio dell’arte, in questo caso gli acquerelli. E poi, diciamolo, le gesta dei cuochi largamente diffuse dai media hanno preso i contorni di favole belle e, come tutti i racconti che ci fanno sognare, la storia del loro lavoro merita di essere illustrata con garbo.

Così, Chef Portraits, Ritratti ad acquerello di Severino Salvemini (Skira) con introduzione e commenti di Paolo Marchi è una raccolta di 80 ritratti ad acquerello di alcuni dei più noti e acclamati chef, che rappresentano la grandezza e l’eccellenza della ristorazione italiana. Da Massimo Bottura, Antonino Cannavacciuolo e Carlo Cracco a Ernst Knam, Heinz Beck e Davide Oldani, Giorgio Locatelli e Gennaro Esposito, Enrico e Roberto Cerea, Annie Feolde, Claudio Sadler, solo per citare i più noti.


In questo libro sono raffigurati moltissimi interpreti della gastronomia eccellente del nostro Paese, italiani e stranieri, donne e uomini, attivi sul territorio con un profondo legame con le tradizioni e i saperi alimentari locali.

A ciascuno è abbinato il piatto iconico, quello che più di altri ha fatto la sua storia e la sua fortuna. Che li ha tramutati in una sorta di leggenda per gourmet e irriducibili della buona cucina. Una caleidoscopica lente di ingrandimento sulle ricette d’autore che hanno modellato la nostra cultura dell’italico mangiare.

Gli autori

Severino Salvemini, economista e professore emerito all’Università Bocconi, ha insegnato in atenei italiani e stranieri e scritto numerosi
volumi in materia di organizzazione aziendale e di imprese culturali. Editorialista del “Corriere della Sera” su temi economici, curioso “sconfinatore” in ambiti non suoi, si diletta a realizzare acquerelli. Le sue opere sono state pubblicate in Prego, farsi riconoscere al citofono (Skira), Fantasmi urbani (Skira, 2017), Ruggine (associazione CAF, 2020) e Jazz Frames (Skira, 2021) e sono state esposte in mostre itineranti.

Paolo Marchi, giornalista e critico gastronomico, è dal 2004 l’ideatore e il curatore di “Identità Golose”, congresso internazionale di cucina, pasticceria e servizio di sala. Appassionato di fotografia e cuoco mancato, riesce a conciliare il suo lavoro con il ruolo di vorace onnivoro.

In qualità di Affiliato Amazon riceviamo un guadagno dagli acquisti idonei

Leggi anche

Nel cuore storico di Bologna, tra oggetti d'artigianato d'eccellenza e workshop creativi, torna per la sedicesima volta Peonia in Bloom. Un weekend da non perdere, dal 23 al 25 ottobre 2026.
Ottobre arriva con quell’energia da “adesso sistemo tutto” che di solito dura fino alla seconda settimana. Poi ricompaiono messaggi lasciati a metà, decisioni prese un po’ troppo in fretta, conti da rifare e conversazioni che avevamo elegantemente parcheggiato. La prima parte del mese è più sociale e leggera. La seconda alza il volume e rende tutto un po’ meno improrogabile.
Sette band leggendarie, sette grandi opere luminose e un museo nel posto in cui solitamente pensiamo soltanto al gate. Rock Icons porta arte e rock alla Porta di Milano di Malpensa.
Muse è l'agente di intelligenza artificiale di Meta. A differenza dei normali chatbot, può agire autonomamente per conto dell'utente (fare acquisti online, prenotare viaggi o ristoranti, inviare email, farti risparmiare sull’assicurazione)