Narrazione dell’arte poetica

Attraverso persone e cose. Il racconto della poesia, l’emozionante opera di Gian Luca Favetto

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Gian Luca Favetto è l’autore di un’intensa opera-viaggio: Attraverso persone e cose. Il racconto della poesia edito da Il Narratore audiolibri

Un percorso nell’arte poetica nato da una riflessione su sé stesso e sul suo cammino esistenziale; uno sguardo proiettato all’interno ma anche al di fuori – dove le parole attecchiscono e dove traggono linfa – restituito con il desiderio di condividere non solo la sua conoscenza sulla poesia ma anche le sue sensazioni e le sue memorie.

È un flusso di parole e di associazioni proposte con generosità: il lettore viene sommerso di suoni e di immagini e si sente parte integrante di questo viaggio intimo.

“Giardini immaginari con veri rospi dentro”, è la definizione più folgorante di poesia che abbia incontrato»

Così scrive l’autore, riportandoci una meravigliosa definizione di Marianne Moore: è da questa citazione che Favetto parte per parlarci dei suoi giardini immaginari, della sua educazione poetica, dei veri maestri che gli hanno insegnato che cos’è l’amore, la morte, la solitudine, il rimpianto, la consapevolezza.

Attraverso-persone-e-cose Gianluca Favetto

Poeti, raccoglitori di tempo

Per l’autore i poeti sono raccoglitori di tempo: lo plasmano, lo scompongono e lo ricompongono.

«Raccogliere tempo è un mestiere pericoloso, è abbandonarsi al proprio limite mortale – morire, dormire, forse sognare -, accettarsi corpo al di là del pensiero e, per quest’unica via, accedere all’eternità»

In qualche modo sono anche dominatori dello spazio, perché riescono a costruire una mappa di pensieri che conduce il lettore verso mondi nuovi, spingendolo a viaggiare, a muoversi, a trasformarsi.

L’autore inserisce nella carta geografica della poesia anche le altre arti. E allora come non citare il film “L’attimo fuggente” di Peter Weir: «una lunga poesia sulla letteratura, la giovinezza, la libertà di pensiero, il coraggio delle azioni, l’indipendenza dello spirito», in cui ci si domanda cosa sia la poesia, in cui si offrono versi immortali come quelli di Walt Whitman o di Robert Frost, «l’uomo delle strade che divergono».

Riprendendo, poi, il tema della strada caro all’autore, egli insiste sulla capacità della poesia di produrre movimento, di creare relazioni con le cose, con gli altri e con sé stessi, di aggiungere rotte al cammino umano – «Tutta la letteratura è corpo e canto condiviso, è opera e comunità, opera di comunità. Ed è movimento». Condivisione, incontro, relazione: le parole chiave del viaggio poetico; e gli stessi poeti sono dei viaggiatori, si stagliano di fronte al tempo, anzi, a volte anticipano il tempo, fuggono ma poi tornano sempre. Irrequieti, nostalgici e lungimiranti come pochi.

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