Venezia non è Disneyland

Venezia, piazza San Marco e le Procuratie Vecchie

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È difficile scrivere qualcosa che non sia una banalità relativamente a Venezia e lo è ancora di più quando si deve trattare lo spinoso capitolo dell’unica piazza che vi si trova: San Marco.

Il salotto più bello d’Europa

Nell’immaginario collettivo è il luogo della foto più inevitabile che possa esserci – monumenti alle spalle, piccioni in circolazione, ambulanti di ciarpame a destra e a manca – nel salotto più bello d’Europa, mentre solo una infima minoranza dei passanti conosce realmente i monumenti che la delimitano e la descrivono. Difficile ugualmente, da ex cittadina venexiana, è annotare qualcosa che non serbi in sé una franca antipatia nei confronti delle orde di turisti che pascolano in città, nonché di ciò che i veneziani hanno fatto della stessa.

 Siamo onesti, negli anni Venezia è divenuta Disneyland e come tale i turisti la trattano.

Una città da selfie? Forse no.

A volte, tuttavia, quel pesce a tratti agonizzante che è la città lagunare, riserva qualche guizzo improvviso di vitalità; nel caso specifico, si tratta della restituzione alla cittadinanza e al mondo di un’intera area, chiusa e privata per oltre cinquecento anni, le Procuratie Vecchie.

La Imperial Regia Privilegiata Compagnia di Assicurazioni Generali Austro-Italiche, da poche stanze prese a fitto dai conti Gradenigo nel 1832, è divenuta un colosso nel settore assicurativo e, pian piano, la proprietaria della quasi totalità delle Procuratie Vecchie, ovvero di quella gigantesca struttura che dall’Orologio astronomico arriva al Correr.

Che cos’erano le Procuratie?

Innanzitutto, le Procuratie erano la residenza della carica onorifica più importante della Repubblica dopo il Doge: i Procuratori, coloro che dovevano occuparsi a vita e a titolo gratuito della Fabbrica di San Marco (con relativi annessi e connessi) e che in quei palazzi dovevano tenere obbligatoriamente la propria residenza, potendo sfruttare a fini commerciali gli spazi al pian terreno come, tanto per citare i più famosi, il Caffè Quadri e Lavena.

  • Venezia, piazza San Marco, Procuratie Vecchie ph. Mircea Masserini
  • Venezia, piazza San Marco, Procuratie Vecchie ph. Mircea Masserini
  • Venezia, piazza San Marco, Procuratie Vecchie ph. Mircea Masserini
  • Venezia, piazza San Marco, Procuratie Vecchie ph. Mircea Masserini
  • Venezia, piazza San Marco, Procuratie Vecchie ph. Mircea Masserini
  • Venezia, piazza San Marco, Procuratie Vecchie ph. Mircea Masserini
  • Venezia, piazza San Marco, Procuratie Vecchie ph. Mircea Masserini

La riqualificazione delle Procuratie

Sfrattati i Procuratori di San Marco nel 2017 – mentre l’istituzione della Procuratoria esite ancora – Generali ha saggiamente optato per la riqualificazione dell’intera area, lavorando in concerto con la Sovrintendenza. Un’opera monumentale e complessa, pensata al fine di trasformare la serie di unità – legate insieme da un’unica facciata che le fa sembrare un solo immenso edificio – nella sede della sua fondazione: The Human Safety Net.

Il progetto di riqualificazione è stato eseguito dallo studio David Chipperfield Architects Milan che ha fatto ciò che qualsiasi architetto dall’animo veneziano avrebbe fatto: uso dei materiali e delle tecniche tipicamente lagunari per dare agli spazi quel progetto organico d’insieme che non avevano.

Uno spazio aperto al pubblico

La struttura accoglie al pian terreno le classiche botteghe – tra le quali mi è particolarmente cara la bottega Olivetti su progetto di Scarpa del 1957, ora museo gestito dal FAI – e nei due piani superiori gli spazi museali e polifunzionali della Fondazione, con sale dedicate al co-working, alle conferenze e al ristoro (con una caffetteria particolarmente bella).

Venezia sa ancora stupire e, nonostante tutto, offre luoghi da scoprire che si salvano dallo spirito di un parco giochi tematico.

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