Una cosa sull’amore” è la prima raccolta di racconti di Jeffrey Eugenides, alcuni già pubblicati su riviste letterarie e giornali, altri inediti a coprire quasi un trentennio, tra il 1989 e il 2017. In questo trentennio Eugenides ha esordito con “Le vergini suicide”, ha vinto un Pulitzer per la narrativa con “Middlesex” e pubblicato poi “La trama del matrimonio”. Ci sono gli echi precisi di ciascuno dei suoi romanzi in questa raccolta: c’è la sua Detroit che fa capolino, c’è quella cura maniacale nelle descrizioni, nella caratterizzazioni dei personaggi e c’è, infine, quella capacità, tipica di Eugenides, di raccontare con fermezza e sensibilità storie di ordinaria lotta contro il destino, le sventure, la natura e il peso della propria esistenza. Dieci racconti quelli di “Una cosa sull’amore”, dieci vicende che spaziano dal surreale, al pruriginoso, al dolore più puro, fisico o nei sentimenti. Sono dieci storie legate da più fili conduttori ed è quasi una sfida tacita con l’autore ritrovarne almeno uno a lettura completata. C’è il denaro e la ricerca spasmodica, al confine con l’ansia, del benessere economico, anche a costo della propria integrità morale, come suggerisce Chris Power sul Guardian; ma c’è anche la lotta chiara della middle-class americana contro un sistema che la schiaccia, la maltratta, “Sono tutte persone non pronte per questo mondo” sottolinea Dwight Garner per il New York Times. Per tutti, però, c’è il lavoro di uno scrittore che, con raro talento, descrive con minuzia i rapporti, le sconfitte, i cambiamenti senza giudicare mai i suoi personaggi, anzi, proponendo una chiave di lettura quasi ironica, dopo tutto.

Mi perdonerete se indugerò su “Middlesex”, il capolavoro assoluto di Eugenides, che per gli amanti dell’autore torna prepotente in uno dei racconti, “La vulva oracolare”, in cui è presente in nuce quello che sarà questo romanzo per la letteratura americana: dirompente e monumentale. E da amante poco appassionata del genere racconto posso dire che Eugenides mi prende in giro e mi serve, in 10 racconti distinti, un mondo intero, tanto che quasi sono tentata di dire che “Una cosa sull’amore” in realtà è un romanzo intero che, a sua volta, è legato stretto stretto a tutto il resto della produzione dello scrittore americano.

Il racconto d’apertura, “Le Brontolone”, dà il via al viaggio nel mondo di Eugenides  con una coppia inossidabile di amiche, Della e Cathy, in cui la malattia di una delle due diventa il riscatto di entrambe. C’è poi “Posta aerea”, il più celebrato dalla critica, in cui un delirante ragazzo americano disperso in chissà quale momento del suo viaggio mistico tra India e Indonesia, soccombe alla malattia in un finale insolito, quasi una santificazione. L’amore folle e mal dichiarato tra Wally e Tomasina nello spiazzante “Siringa per ungere la carne”, l’incapacità di gestire la realtà, nonostante l’amore per la propria famiglia, di Rodney e il suo clavicordo in “Musica barocca”. Sono questi solo alcuni dei protagonisti di un viaggio, quello di Eugenides, attraverso l’amore in ogni sua forma, rappresentazione interpretazione.

Hanno scoperto una cosa sull’amore. Una cosa scientifica. Hanno fatto degli studi per capire che cosa tiene unite le coppie. Sapete che cos’è? Non è l’andare d’accordo. Non sono i soldi, o i figli, o una visione condivisa della vita. È avere cura l’uno dell’altro. le piccole gentilezze reciproche. Passarsi la marmellata a colazione. Oppure, durante un viaggio a New York, tenersi per mano un istante nell’ascensore della metropolitana. Chiedere: “Come è andata al giornata’” facendo finta che ti interessi. È questa la roba che funziona.

Questa è la verità nascosta in uno dei racconti da Eugenides, non vi svelerò quale, ma sorprenderà ogni lettore.

Accolgo, allora, con estremo entusiasmo il titolo italiano (quello americano è “Fresh complaint”), perché anche l’amore, e quello che Eugenides sa dirci di lui, è il chiaro protagonista, il nuovo fil rouge da affiancare a quelli già evidenziati, nonché la mia personale chiave di lettura, condito da quella capacità, rara, ma che Eugenides ha, di descrivere la vita e le persone con sapienza, ironia, e un tocco di pietas, perché lui lo sa: siamo tutti fragili, imperfetti e in balia delle onde.

Per approfondire

Fresh Complaint by Jeffrey Eugenides review – America’s mania for money

Fresh Complaint by Jeffrey Eugenides review – men behaving badly

Jeffrey Eugenides, Great American Novelist, Turns to the Story

Jeffrey Eugenides’s Short Stories Salvage Wit From Life’s Grind

 


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