Vi portiamo oggi ​nel mondo dei tatuaggi di Giulia Bongiovanni, giovane artista romana, tra le più apprezzate in Italia per il suo elegante stile Neo-Traditional. I suoi lavori sono caratterizzati da eccezionali chiaroscuri, forme umane che si ispirano direttamente alla scultura classica, splendide linee e decorazioni, spesso completate da un tocco di oro. Abbiamo già detto “eleganza”?

Abbiamo fatto a Giulia qualche domanda sul suo lavoro e sulle sue ispirazioni.

A differenza di molti altri tatuatori, tu non hai una formazione propriamente artistica. Come hai iniziato a tatuare e quando hai capito che questo sarebbe diventato il tuo lavoro?

Fin da bambina amavo disegnare, creare, lavorare con pasta di sale, das, e qualsiasi cosa di “artistico”. Crescendo ho messo da parte questa passione per concentrarmi sullo studio (liceo scientifico) fin quando ho capito che volevo vivere di ciò che amo di più: l’arte.

Il tatuaggio e tutto il suo mondo mi affascinano dall’adolescenza, dal primo tatuaggio fatto a 16 anni, ciò che mi ha spinto a intraprendere il corso per l’abilitazione e la ricerca di un apprendistato serio in uno studio è stata soprattutto la curiosità. Frequentavo altri ambienti, persone non tatuate, non ne sapevo nulla, ma c’era qualcosa che mi ha spinto verso questo mondo e ora non potrei immaginarmi la mia vita facendo un altro mestiere. La passione vera e propria per i tatuaggi è nata e cresciuta quando ho iniziato a lavorare in uno studio, circondata da persone con quel tipo di cultura, che ho iniziato a coltivare anche io. Insomma la mia curiosità mi ha spinto verso ciò che effettivamente sarebbe stata la mia vita, come un canto delle sirene.

 

Il tuo stile nel tatuaggio è molto riconoscibile, trovo che unisca un’estetica che richiama l’Art Nouveau ad un modo di disegnare i volti che mi ricorda moltissimo la scultura classica. Quale percorso ti ha portato al tuo stile attuale? Quali sono gli artisti (tatuatori e non) che ti hanno maggiormente influenzata?​

Gli studi che ho fatto al liceo scientifico mi hanno fatto innamorare della cultura classica. Incredibile ma vero letteratura latina era la mia materia preferita! Da lì i miei riferimenti nei tatuaggi alla mitologia greco-latina e all’arte classica.

Penso che le sculture classiche e neoclassiche siano la definizione di “bello”. Quando disegno un volto uso sempre delle statue come reference, perché tramite una scultura riesco meglio a creare il gioco di luci e ombre. Il mio altro grande riferimento è il Liberty e Art Nouveau, sono ossessionata da Mucha e le sue stampe. Ho visto tante mostre, comprato libri, e cerco di ricreare la semplicità delle linee e il gioco di spessori anche nel tatuaggio. Altri riferimenti sono Tamara de Lempicka e i pittori preraffaelliti.

L’Art Nouveau è un riferimento di molti artisti tatuatori che come me fanno “new traditional”. I miei punti di riferimento sono Eckel e Lus Lips in primis, poi Miss Becca, Emily Rose Murray, Jacob J. Gardner. In Italia la bravissima Vale Lovette, la prima a cui ho fatto realizzare il mio primo tatuaggio “impegnativo” (sull’avambraccio) e sicuramente l’artista italiana che stimo di più e ho iniziato a seguire da quando ho iniziato a tatuare.

​Chi sono invece i tatuatori che scegli per il tuo corpo? Rispecchiano lo stile che hai tu come tatuatrice o non necessariamente?

Ho dedicato gran parte del mio corpo all’artista che stimo di più in assoluto: Lus Lips. Lui è una persona e un artista fantastico, con una grande cultura e un carisma infinito, una persona magnetica, da cui imparare molto sia a livello artistico che umano. Ho un braccio, petto e mani fatti da lui e penso che in futuro tornerò a trovarlo a Berlino. Per il resto ho scelto tatuatori amici, colleghi, o artisti che stimo e che fanno tanti stili diversi, tra tutti cito Vale Lovette (da cui tornerò a tatuarmi a Luglio), Martin Zaninotto, mio collega in studio e amico che mi ha fatto diversi pezzi nel suo stile particolare in bianco e nero, Achille Molinè (altro tatuatore che adoro), anche lui blackworker, e Lucille del Roots, amica e persona dolcissima.

Il primo tatuaggio che hai fatto, e il primo che ti sei fatta fare?
Avevo 16 anni quando sono entrata per la prima volta in uno studio di tatuaggi. Il primo tatuaggio che mi sono fatta fare l’ho coperto perché era un simbolo semplice sul polso e una volta che ho iniziato a tatuarmi seriamente stonava con i tatuaggi che poi ho aggiunto e iniziato a collezionare. Il primo tatuaggio che ho fatto sono stati dei fiori di ciliegio in bianco e nero sulla spalla di una delle mie migliori amiche, la prima a fidarsi di me quando avevo la macchinetta da poche settimane!
Dicci un soggetto che non ti stancherai mai di tatuare​ e un soggetto che ti piacerebbe ma che non hai ancora avuto modo di realizzare.
Gli Ex-voto gioiello sono sicuramente il mio cavallo di battaglia e il soggetto che tatuo più spesso, credo di averne fatti quasi un centinaio. Non mi stanco mai di tatuarli anche se il soggetto che adoro in assoluto più fare sono i volti femminili, perché mi danno la possibilità di esprimere più emozioni. Soggetti nuovi che non ho mai tatuato forse qualche pesce o animale acquatico particolare, oppure un lemure o qualche altro animaletto strano!
​Anche tu, come molti tatuatori, hai cominciato a tatuare usando il tuo corpo come cavia?
Sì, anche io ho realizzato il primo tatuaggio della mia vita su me stessa ma non ho avuto più il coraggio in seguito di auto-tatuarmi, perché fa malissimo!
Giulia Bongiovanni lavora nel suo studio Ultimi Romantici Tattoo (Instagram) a Roma insieme ad altri talentuosi colleghi; apre la sua agenda ogni tre mesi circa, tenete d’occhio il suo Instragram per essere sempre aggiornati su appuntamenti, convention e studi in cui sarà ospite.