Diciamocelo subito: Normal People è una storia d’amore e no, non è per niente semplice, anzi, mi verrebbe da dire che non ci sia nulla di più complicato. Dopotutto l’avevamo conosciuta così, Sally Rooney, con la relazione fra Frances e Bobbi raccontata in Parlarne tra amici, un caso editoriale di cui si è parlato parecchio nell’ultimo anno e che ha portato la giovane scrittrice irlandese, classe 1991, in librerie di tutto il mondo. Con Normal People (edito da Faber & Faber) siamo nello stesso universo del romanzo precedente tanto che quest’ultimo lavoro pare essere un approfondimento di Parlarne tra amici, un focus su due personaggi in un momento della loro vita ben identificato, da gennaio 2011 a febbraio 2015, periodo durante il quale i protagonisti passano dalla vita in provincia a quella di città, dalla scuola più piccola al Trinity College di Dublino. Ed è facendo continuamente riferimento al tempo che passa che Sally Rooney indaga e riflette sui loro due animi, quelli di Marianne e di Connell, facendo emergere il concetto di persone normali”, non necessariamente semplici, non sempre pronte a cambiare, non così coraggiose da rispondere in modo esatto al primo tentativo, non così sicure di saper gestire le proprie paure senza che esse prendano il sopravvento. “Persone normali” perché non eccezionali o, meglio, eccezionali a modo loro. Ma facciamo un passo indietro.

It’s not like this with other people.

Conoscersi

Connell è il ragazzo del liceo che tutti vorrebbero come migliore amico e/o fidanzato. È quello bello ma anche buono, è quello in gamba ma alla mano, è quello che invece di sghignazzare con gli amici per una bravata si guarda i piedi e sorride appena, quasi imbarazzato. Marianne abita in una grande casa, dove la madre di Connell è la signora delle pulizie. Marianne è timida, non parla con nessuno, è il tipo di ragazza che ha sempre gli occhi fissi sul pavimento tanto che in una classe, o in un gruppo di persone, nessuno si accorge subito della sua presenza o assenza. Inspiegabilmente, o forse per un’infinità di motivi e coincidenze, Connell e Marianne cominciano a frequentarsi. Di nascosto, secondo loro, eppure si trovano, iniziano a parlarsi, a toccarsi e in un attimo si ritrovano entrambi a provare quella sensazione tipica di quando comincia a mancare la terra sotto i piedi. Qualcosa che mai hanno provato prima, con nessun’altra persona. Qualcosa che ricorda tanto le atmosfere di un film indipendente presentato al Sundance Film Festival.

His appearance is like a favorite piece of music to her, sounding a little different each times she hears it.

Amarsi

Nel corso dei mesi e degli anni che si alternano nei capitoli di Normal People, Connell e Marianne parlano tanto, tantissimo. Anche in questo romanzo di Sally Rooney, i dialoghi sono pressoché tutto così come gli scambi di email e i pensieri non detti. È attraverso il continuo confronto di opinioni che i due protagonisti sembrano crescere davanti al lettore, prendere sempre più coraggio per cercare di cambiare la loro indole o quantomeno trovare un’alternativa a quello che sembra sempre un ostacolo invalicabile, un imprevisto inimmaginabile. Connell e Marianne sono sempre loro stessi in queste pagine di Sally Rooney: si amano, sì, ma nel frattempo cambiano città, studi, giro di amicizie. Cambiano persino i loro rapporti con la società quando improvvisamente Marianne, a Dublino, è la più popolare mentre Connell il più strambo, eppure le loro personalità no, quelle paiono rimanere pressoché identiche basate soprattutto su continui tentativi di abbattere i propri difetti e incertezze.

I don’t know why I can’t make people love me. I think there was something wrong with me when I was born.

Viaggiare

I protagonisti di Normal People, proprio come i millennials, viaggiano tanto: durante le vacanze estive, quando dall’Irlanda si spostano in Italia scoprendo l’Europa in treno; nei weekend, quando da Dublino prendono l’auto e si ritrovano in poche ore al paese nativo, a “casa” se tale ancora si può definire; durante l’intero anno scolastico quando vengono chiamati a vivere esperienze di vita all’estero. Ed è proprio in quest’ultima situazione che la tecnologia viene descritta da Sally Rooney come lo strumento che è nella realtà: un collante che permette ai due protagonisti, seppur distanti, di rimanere uniti. Ci sono chilometri fra loro, e in certi istanti anche valanghe di astio, eppure Marianne e Connell si scrivono, si tengono in contatto, si cercano. Perché sbagliare è particolarmente bello e facile per loro e ogni email e ogni nuova città sono un modo per mettersi alla prova e capire chi si è, cercando di migliorarsi almeno un poco. Toccando anche questo tema, Sally Rooney dimostra di saper raccontare uno specchio della società odierna, niente di più vicino da ciò che accade nelle vite di altrettanti studenti universitari in tutto il mondo.

But there it is: literature moves him. One of his professor calls it “the pleasure of being touched by great art”. In those words it almost sounds sexual.

Photo Credits: Nellie Airoldi

Scrivere

Forse ancora più che in Parlarne tra amici, in Normal People c’è la letteratura. Ci sono i libri, la voglia di scrivere, i contesti snob dei circoli letterari dove durante le presentazioni di scrittori famosi ci si sente piccoli, poco importanti e senza il commento “giusto” da dire, quello che tutti si aspettano. Agli inizi della loro relazione, Marianne, in modo così naturale e spontaneo, fa notare a Connell l’amore che lui ha per la letteratura, qualcosa che lui nasconde agli amici perché decisamente poco cool. Tuttavia la sua è una passione forte che proprio sotto consiglio di Marianne, Connell decide di trasformare in futuro nonostante la consapevolezza di scegliere una carriera incerta e decisamente meno remunerativa di quella di un avvocato o dirigente. Questa scelta, questa piccola spinta data da Marianne a Connell, è forse il sunto di tutta la passione per la letteratura di Sally Rooney e soprattutto un’importante chiave di lettura di Normal People dove sì, l’amore può cambiare le persone o più semplicemente aiuta a scoprire se stessi, a trovarsi dentro di sé pezzi che solo chi ci può conoscere e amare può trovare. 

People can really change one another.

Riflettere

In Normal People ci sono alcuni paragrafi di una bellezza incredibile. La scrittura di Sally Rooney indaga quasi chirurgicamente i movimenti e i pensieri dei protagonisti tanto da rendere le scene reali, come proiettate su un grande schermo. Ne è un esempio un’e-mail di Connell a Marianne, quando lui racconta di aver visto dei cervi a Phoenix Park, a Dublino. Chi ha avuto la fortuna di vederli davvero sa esattamente di cosa si tratta. Stanno lì, fra di loro, e improvvisamente si voltano, ti fissano così intensamente che tu ne rimani quasi spaventato dalla profondità del loro sguardo e mentre stai per fare un passo indietro, ecco che loro tornano a fare esattamente quello che stavano facendo un attimo prima, scordandosi completamente della tua presenza. In quell’istante, in quel momento in cui i cervi hanno gli occhi fissi su di te, Connell ci riconosce una prova di riflessione, un attimo di pausa da tutto, un qualcosa che pare essere la stessa esigenza che i protagonisti descritti da Sally Rooney sembrano cercare e mai trovare, nonostante il terribile bisogno che ne hanno.

Life is the thing you bring with you inside your own head.

Photo Credits: Nellie Airoldi

Continuare

Forse Normal People è un libro generazionale, un romanzo che una persona qualunque, in particolare over quaranta/cinquanta, non comprenderebbe del tutto. Perché sotto molti aspetti l’adolescenza è stata simile un po’ per tutti ma alcune sfumature sono decisamente differenti in un mondo poi, quello di oggi, dove le distanze sembrano non esistere mai. Come ci si allontana dalle persone per poterne capire meglio i sentimenti in un mondo che è perennemente connesso? Come si resiste a quelle vertigini che si provano stando vicino a chi, in un modo o nell’altro, ci fa sentire diversi? Come in Parlarne tra amici, ma con meno filtri, Sally Rooney racconta in Normal People l’accettazione del sé, la ricerca della fiducia nel proprio io che troppo spesso viene ricercata in chi ci sta accanto, in quella persona che pare rispecchiare meglio la versione che più amiamo di noi.

Being alone with her is like opening a door away from normal life and then closing it behind him.

 

In copertina: illustrazione di Silvia Testa per Cosebelle Magazine, Sito ufficiale | Instagram