La virgola ha fagocitato il punto e virgola e i due punti, e insieme al punto fermo rappresenta il novanta per cento della punteggiatura usata oggi da chi scrive; il punto e virgola, invece, è in via d’estinzione.

È questo l’incipit lapidario di “Questione di virgole. Punteggiare rapido e accorto” di Leonardo G. Luccone, (Laterza), nonché il primo di una lunga serie di momenti di pura e sincera preoccupazione. Ma come avrò usato la punteggiatura in tutti questi anni? Chissà che errori imperdonabili ho perpetrato senza nemmeno rendermene conto. Chissà quanti errori sto facendo proprio adesso, mentre scrivo di questo libro. Chiedo perdono in anticipo, farò del mio meglio con tutte le lezioni imparate. Toglietevi però dalla mente l’idea che questo sia un rigido manuale di punteggiatura moderna, non perché non insegni, tutt’altro, ma perché è un dialogo col lettore e una dichiarazione d’amore per la lingua scritta che, nell’epoca dei social network, non guasta mai. Per quanto il web abbia aumentato il volume di testi scritti e letti, come lo stesso Luccone sottolinea, si tratta di un aumento esclusivamente quantitativo e non qualitativo; anzi, a quanto pare la qualità degli scritti si è andata disperdendo come sabbia fra le dita e le virgole hanno approfittato della situazione prendendo un po’ il controllo del testo scritto. Non sono le responsabili di tutti i mali, attenzione: le virgole sono preziose e bellissime quando usate nella maniera giusta. Il problema di fondo è che sono tenute in ostaggio da chi scrive e non le sa usare a dovere oppure da chi, avaro, pensa che in fondo si capisca già tutto dalla parola scritta, che bisogno c’è di doversi scervellare per capire dove posizionare anche queste virgole?

Che siate in ostaggio delle virgole o le teniate in ostaggio voi per primi, “Questione di virgole” vi guida tenendovi per mano tra regole rigorose e una valanga di esempi concreti e preziosi, in un viaggio un po’ destabilizzante, ma che insegna davvero molto.

Questa è un paziente riflessione su una porzioncina significativa della nostra lingua, una delle cose che amo di più.

scrive Luccone. E questa “paziente riflessione” si sviluppa con Manzoni che doma la punteggiatura nella perfezione più assoluta, assieme a Elsa Morante, Elena Ferrante, Primo Levi, Carlo Collodi, Leonardo Sciascia, solo per citarne qualcuno degli esempi, e lui, il più “indisciplinato”, un Cesare Pavese che stupisce e sperimenta, a volte lasciandoci senza parole per le sue scelte stilistiche.

Vi dico di godervi questo libro con umiltà e la speranza sincera di aver assorbito tutto il necessario per la scrittura. Non è semplice correggere una punteggiatura radicata, ma c’è speranza nel riconoscere di aver bisogno di un aggiornamento frequente e nel modus operandi suggerito dallo stesso Luccone. La scrittura evolve, è materia viva, bisogna scrivere e riscrivere frasi, periodi, paragrafi e persino interi articoli, rileggendosi ad alta voce e non avendo paura di sbagliare. Non tutti saremo così fortunati da trovare uno stile letterario, ma un po’ di rigore ci farà bene per essere compresi e rispettare la grande tradizione della lingua italiana.

Un altro grande merito di questo manuale atipico è l’abbondanza di esempi geniali, ma anche di periodi dalla punteggiatura dubbia e carente, ma non c’è il gusto di chi punta il dito sull’errore, c’è, piuttosto, un ragionare insieme sulla funzionalità di certe scelte stilistiche. “Questione di virgole” raggiunge un livello di sofisticazione tale da allenare la mente, impigrita dalla velocità del web, degli status, dei tweet. Leggere di virgole, punti, due punti e punti e virgola non è solo un privilegio di chi scrive per mestiere o di chi ama la scrittura, ma un discorso comune da fare anche con gli avidi lettori che ragionano sulle minuzie, sullo stile degli autori e sulla bellezza di un testo scritto. Che mondo meraviglioso la scrittura bella e corretta, lontano dalle frasi tronche accattivanti dei moderni autori improvvisati.

Questo manuale è una lezione di umiltà, non si diventa scrittori con le ripetizioni o la trasgressione continua delle regole; piuttosto si deve leggere tantissimo, provare e riprovare, studiare e, soprattutto, farsi guidare. E cosa è meglio di una quantità di casi d’uso di virgola e punto e virgola eccezionale per farsi guidare? Un lavoro certosino di catalogazione di frasi e stili per “godersi un po’ di bella interpunzione”, come scrive Luccone, e imparare il precario equilibrio tra regole e stile. Leggetelo con attenzione, così che per la tanto anticipata e temuta fine del punto e virgola ci vorrà ancora un po’ di tempo.

 

photo credits: Alessia Ragno


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