Ci sono quattro librerie a Londra che sono nettamente diverse dalle altre. Certo, ci sono le catene, presenti nelle stazioni e negli aeroporti, o un po’ dappertutto come fosse il tabacchi: le ultime uscite, qualche classicone, e i libri di cucina del momento. Poi c’è Waterstones, che pur essendo fornitissima, cerca di mantenere quel sapore di legno e poltrone invecchiate che tanto piace a noi lettori. Ma è pur sempre una catena. E poi ci quattro librerie, diverse, belle. Certo, ce ne saranno anche di più, ma finora queste sono quelle che ho scoperto. Ognuna di esse, da sola, vale una visita alla zona in cui si trova.

La prima è Daunt Books, a Marylebone (che si pronuncia Màrlibon e non alla romagnola Mary l’è bon), piena di negozi eleganti e indipendenti, di caffè, bakery e ristoranti carini. All’ingresso ci sono i libri del momento, ma il tutto prende un caldo sapore di moquette, legno vecchio e lampade da lettura in vetro verde, di assi di legno che scricchiolano sotto i piedi, di carta da parati con i pattern di William Morris. Varcata la strettoia che porta alla sala grande, sembra di entrare in un’altra epoca. Il ballatoio al piano di sopra espone i libri usati, tra cui si trovano delle chicche davvero curiose. Ma permette anche di osservare i personaggi che si fermano di sotto a leggere sulle poltrone di paglia, in un silenzio religioso e devoto. La sala grande è divisa per aree del mondo, e fa sempre piacere vedere che l’Italia da sola riempie sette scaffali, e in questa è seconda soltanto alla sezione inglese. È un posto dove si respira un’aria così speciale, che le persone ci si affezionano. È per questo che in giro per la città non potrete non incontrare qualcuno con la mitica tote bag brandizzata.

Ci spostiamo a Chelsea: in una traversa di King’s Road (shopping shopping e se avete soldi ancora shopping) troviamo Joe Sandoe, una specie di libreria in verticale. Stanze sommerse di libri, volumi impilati da cui quasi per caso sbucano fuori le finestre, le porte, le scale… il libraio. Sembra una biblioteca dopo lo scoppio di una bomba. Saliamo con un po’ di vertigini queste scale di legno cigolante, i gradini alti e vecchi, e ci sediamo al davanzale della finestra, immersi tra volumi d’arte, architettura, moda, urbanistica. E poi romanzi, romanzi dappertutto. Il Paese delle Meraviglie esiste.

Cambiamo zona – e stile – e andiamo tra Camden Town e la stazione di King’s Cross, dove galleggia la nostra prossima libreria, nel bel mezzo di un canale. Sì, perché Word on the Water – The London Bookbarge è una libreria dentro ad una barca! Si tratta di una chiatta olandese vecchia di 100 anni. La bellezza dei libri esposti all’aperto in mezzo a piante e vasi, l’emozione di salire sottocoperta, sulla chiatta le cui pareti sono tappezzate di libri e completamente rivestite di scaffali, rendono questo posto veramente unico. Qui l’odore acre del fiume si mescola a quello acido e polveroso di libri nuovi e usati. E non solo: Word on the Water offre una serie di eventi culturali particolarmente caratteristici, oltre ad ospitare musicisti che suonano live in acustico sul tetto della barca!

Un post condiviso da CVTC Library (@cvtclibrary) in data: Set 27, 2017 at 5:55 PDT

L’ultima tappa del nostro tour non è proprio una libreria, ma vi basta guardare la foto per capire perché ne voglio parlare. È la Lewisham Micro Library:nessun pagamento, nessuna tessera, ognuno è libero di prendere un libro, purché lo riporti una volta finito, o lo rimpiazzi con un altro. È un punto di riferimento per la comunità locale, che l’ha pensata, costruita, e risistemata quando, qualche mese fa, è stata oggetto di atti di vandalismo. Ci si chiede spesso da queste parti cosa fare delle vecchie cabine telefoniche, troppo inutili per continuare a funzionare, ma troppo iconiche per venire eliminate. Gli abitanti di Lewisham hanno trovato una soluzione utile, costruttiva, e – scusate se è poco – altamente instagrammabile!

 

Ad eccezione del post Instagram di CVTC Library, tutte le foto sono di Lucia Ceccolini.