È fatta, ci siamo. Manca pochissimo e anzi forse quando leggerete queste parole noi saremo già in quel di Barcellona con la prima birretta in mano e gli occhi che ci sorridono. In realtà bisogna ammettere che quest’anno far incastrare tutto in modo da partire in direzione Primavera Sound Festival è stato un po’ complicato, un po’ come quando proviamo a far combaciare gli orari dei vari concerti in line-up, insomma. Questa è la Cassettina del sabato del #primaverabello, l’ultimo giorno di festival, quando non serve risparmiarsi, quando si varca per l’ultima volta la cancellata con la scritta luminosa che si muove su è giù e che ogni anno viene presa d’assalto con selfie e foto di gruppo. Il sabato gli scatti vengono sempre tristi, ma la consapevolezza è sempre la stessa: si parte pensando “non ho più il fisico, il prossimo anno prendo una baita sulle Dolomiti” per poi salutarsi sul fare dell’alba della domenica con le ultime trashate mixate da DJ Coco dicendosi “ci vediamo il prossimo anno di sicuro. Ma ti pare che ci rinuncio, il Primavera Sound è ormai una tradizione, meglio della mattina di Natale”.

Cambiano velocemente le sensazioni, in quei tre giorni. Si passa anche molto tempo da soli, nonostante la folla attorno. Si sorride a sconosciuti e si passa da un palco all’altro perché sì, è vero, ci si va tra amici, ma poi ce ne sono degli altri, ci si perde, si hanno concerti obbligatori differenti. È questa una delle cosebelle del Primavera Sound, la massima libertà e la sensazione che ovunque tu sia sei nel posto giusto. Anche se quel gruppo lì davanti non lo hai mai sentito nominare, è probabile che tu scopra qualcosa che vale la pena essere ascoltato, anche solo per quei venti minuti (tipo ho scoperto così i Car Seat Headrest). È bello lasciarsi sorprendere, avere una tabella di marcia (che nelle ultime settimane ci siamo mandati nei gruppi Whatsapp aggiornandola quasi ogni giorno) ma non rispettarla.

Lo spirito con cui ho messo insieme questa Cassettina è proprio questo. Una sorta di traccia, dieci pezzi belli che suonano bene insieme ma che non so se riuscirò a vedere una volta lì, perché è bello perdersi. Ho rinunciato ad alcuni che sicuramente cercherò di vedere e ne ho messi degli altri solo perché mi piace quella traccia. Il sabato del Primavera Sound è sempre il giorno dei concertoni, quello che va per primo sold-out. Ci sono Lorde e gli Arctic Monkeys, Lykke Li e A$ap Rocky, Jon Hopkins e Jane Birkin. Ma poi ci sono anche i Grizzly Bear, Deerhunter, A$ap Rocky e Ariel Pink. Insomma, un po’ bisogna scegliere, ma anche lasciarsi andare. Il sabato più di qualsiasi altro giorno è una specie di colazione continentale di un cinque stelle, dove c’è di tutto e lì per lì vorresti mangiare le salsiccette di Francoforte insieme alla crostata di mirtilli. È lo stesso problema dei buffet. Per affrontarli ci vuole stile. La Cassettina del sabato del #Primaverabello ha cercato di mantenere almeno questo come direttrice principale. Che poi chi lo dice che chi non si ingozza rimane digiuno? Secondo me mangia soltanto meglio. Buon Primavera Sound cari. Premete play.

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La copertina della Cassettina del sabato è di Alessandra Tecla Gerevini.