“Sicilia Bedda” e non solo per il cibo esagerato, per il mare cristallino o per i siti archeologici e artistici mozzafiato, ma anche per le idee e le realtà interessanti che crescono tra le strade di Palermo.
Come Edizioni Precarie, il progetto nato nel 2013 da un’idea di Carmela Dacchille a cui si affianca Giulia Basile che, utilizzando le carte con cui si confeziona il cibo nei mercati della loro città, hanno pensato di iniziare a realizzare prodotti di cancelleria e racconti illustrati. Obiettivo? Portare l’attenzione sull’importanza di riscoprire il valore e la lentezza del lavoro artigianale. Tenendo in vita un pezzetto di storia di Palermo.

L’ingresso di Edizioni Precarie, a Palermo – Photo Credits by Mauro Filippi

Un posto bello a Palermo: Edizioni Precarie

Tre parole per descrivere EDIZIONI PRECARIE.
Ovviamente è una realtà “precaria”, cioè in continuo mutamento, che richiede costante ricerca e curiosità verso le storie che vogliamo raccontare attraverso la forma e il colore. Poi è “materica”, in quanto la carta alimentare che si utilizza nei mercati ha sempre una trama, uno spessore, un colore, un odore e anche un suono sempre diversi: è bello giocare con la materia per farne carta da scrittura. Infine, è “artigianale” perché crediamo nella bellezza di fare le cose a mano e meravigliarci ogni volta.

Da cosa vi siete lasciare ispirare per l’allestimento del vostro store?
Proprio lascia intuire il nome,  Edizioni Precarie è uno spazio precario cioè in continuo mutamento. Grazie a Giulia che è una bravissima stylist e a Silvia Renda di Casa Orioles, che si occupa di tutta la parte di ricerca di pezzi di modernariato, possiamo trasformare lo spazio ogni volta che vogliamo e come vogliamo. Specialmente se si tratta di allestimenti ad hoc per le mostre che ospitiamo. Il nostro store evolve e noi con lui.

Creazioni di carta da Edizioni Precarie, a Palermo – Photo credits by Mauro Filippi

L’interno rustico dello store di Edizione Precarie, a Palermo – photo credits by Mauro Filippi

Palermo, Capitale Italiana della Cultura 2018, ospiterà anche la XXII edizione di Manifesta, la biennale nomade europea di arte contemporanea. Consigli per lasciarsi conquistare dalla città, anche solo in 48 ore?
Il consiglio migliore per chi si trova a Palermo è sicuramente perdersi tra i suoi vicoli e le sue piazze, guardando le cose sempre come fosse la prima volta, fermando le persone per chiedere consigli. (E non stupitevi se qualche palermitano vi invitasse a pranzo a casa sua!) Imperdibile è una visita a Casa Spazio, atelier di uno stilista e di un curatore che spesso ospita mostre e residenze d’arte. Da non dimenticare: la Chiesa dello Spasimo dallo stile gotico e con il suo giardino costruito su vecchi bastioni; il Museo Archeologico Salinas con la sua collezione unica sulla Magna Grecia; il Convento di Santa Caterina, un luogo dove il tempo sembra davvero essersi fermato. Salite poi sul tetto della Chiesa del Santissimo Salvatore e godetevi la vista meravigliosa su tutta la città, prima di fare un salto all’Archivio Storico di via Maqueda (progettato da Damiani Almejda) dove resterete affascinati dalle infinite librerie in pieno stile “Il Nome della Rosa”. Per finire, il Museo Branciforte con il restauro curato da Gae Aulenti.

Edizioni Precarie, a Palermo. Diversi punti di vista – Photo Credits by Estudio Dita

Meraviglie di carta  da Edizioni Precarie, a Palermo – Photo Credits by Mauro Filippi

Consigliateci due realtà interessanti che dovremmo conoscere in città.
Sempre più spesso vediamo diffondersi la passione per le piante spontanee e la natura selvaggia, una cosa che ritroviamo anche nelle aiuole della nostra caotica Palermo, un microcosmo alla Gilles Clement. Siamo anche felici di vedere che nascano progetti belli e allo stesso tempo utili e critici come Cotti in Fragranza e Oltremura Lab che collaborano con il carcere. Sono entrambi modi interessanti per far entrare la bellezza in luoghi anche nei luoghi più scomodi e invisibili.

Quali progetti e collaborazioni avete in cantiere per i prossimi mesi?
Quest’anno vorremmo coinvolgere artisti che lavorano con altri tipi di materia. Per ora abbiamo in cantiere di lavorare con Studio Khepa, una realtà di design palermitano che lavora artigianalmente con il cemento. La sensibilità con cui Studio Khepa interagisce con questo materiale, da sempre un po’ bistrattato, lo rende poetico a tal punto da averci conquistato e non vediamo l’ora di metterci al lavoro insieme. Per ora non aggiungiamo altro anche perché quello che ne verrà fuori è una sorpresa anche per noi, ma siamo sicuri che saranno solo Cosebelle!

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EDIZIONI PRECARIE – concept store di carte da lettera/serigrafia/esposizioni

Dove: Palermo, via Paternostro 75
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