La prima volta che ho assaggiato i broccoli non mi sono piaciuti, che cliché. Poi, col tempo, ci ho fatto l’abitudine e ora non è che mi facciano impazzire però non mi dispiacciono. È anche vero che non li mangio spesso ma è più per mancanza di voglia di mettermi a cucinarli che altro. Il motivo di quest’introduzione culinaria? Per me il genere horror è un po’ come mangiare broccoli: buoni ma manca sempre un po’ la pro-attività. Mi piacciono ma hanno sempre quel non so che di broccoli e quindi di horror. Inutile dire, però, che con Negativa di Baronciani, nonostante la sua impronta horror, non potevo aspettare poi troppo.

Stella è la modella più fotografata di tutto il mondo, una ragazza che è stata così tanto sotto i riflettori che non ha più una vita privata. Il primo pensiero corre subito ai cosiddetti influencer, quelli diventati famosi sui social e che ogni giorno immortalano nelle loro stories qualsiasi istante: dalla colazione alla buonanotte, la loro vita è su tutti i nostri schermi. Nel mondo di Baronciani creato in Negativa non c’è questa sfumatura digital ma va da sé che l’obiettivo, forse, era proprio parlare di un fenomeno sempre più diffuso, di un universo composto da persone il cui racconto della vita privata è quasi un’esigenza, qualcosa che deve necessariamente essere condiviso e mai celato. Il mondo di Stella può sembrare qualcosa di simile, sì, ma vissuto in quell’ambiente anni Novanta dove la modella di successo è su tutte le copertine delle riviste e il suo stile un vero e proprio punto di riferimento. Eppure la sua vita sta per cambiare perché tutte le persone a lei più care iniziano misteriosamente a morire. 

Photo Credits: Negativa di Alessandro Baronciani

Negativa di Baronciani, anticipato un mese prima della sua uscita da una vera e propria anteprima cartacea (un magazine di moda contenente un set fotografico e un’intervista alla protagonista del graphic novel, Stella), è un lavoro che solo apparentemente è lontano da quelli precedenti. I lettori più attenti, infatti, troveranno fra le tavole più macabre di Negativa quelle sfumature del mondo onirico di Come svanire completamente e negli sguardi di Stella gli stessi tratti ed espressioni celati nelle ragazze di I quit girls.

Sin dalle prime tavole di Negativa inizia un viaggio nell’abisso interiore della protagonista la quale, costretta a guardarsi nel profondo, entra in contatto con il suo lato più oscuro, quello che i riflettori e il bagliore dei flash hanno nascosto. E sono proprio le luci, con le loro ombre, le vere protagoniste dell’ultimo lavoro di Baronciani (edito da Bao Publishing). Negativa, infatti, pare quasi un inno all’analogico, a un mondo in cui le luci e le ombre si fondono in una camera oscura, quella dove ogni scatto, e di conseguenza momenti, diventano reali e palpabili. Un processo, quello dello sviluppo fotografico, che in Negativa pare sembrare un paragone fra ciò che l’apparenza crea e nasconde, fra ciò che il desiderio di apparire (volutamente e non) provoca in chi si ritrova al centro dell’attenzione o, più odierno, sceglie di mostrarsi dimenticando quello che si preferisce nascondere. La logica conseguenza? Che tutto ciò che si cela è destinato a tornare a galla; tutto ciò che siamo davvero tornerà in superficie. 

Per me, leggere Negativa di Baronciani è stato comunque come mangiare un piatto di broccoli, sì, ma di quelli che sono stati conditi con i sapori più amati. Perché, e questo bisogna sottolinearlo, ai tratti di Baronciani ci si affeziona così tanto che ogni tavola vorrebbe diventare un’illustrazione da appendere in casa e fissare per ore. 

 

Photo Credits: In copertina Negativa di Alessandro Baronciani