Titolo: The Post
Regista: Steven Spielberg
Ruolo interpretato da Meryl Streep: Katharine ‘Kay’ Graham
Anno: 2018

Dopo 40 anni di carriera impeccabile, Meryl Streep non sbaglia un colpo, riuscendo nella sfida più difficile di tutte, ovvero fare meglio di se stessa, che è quello che si ritrova a fare da un po’ di tempo ormai, grazie ad interpretazioni che la portano a battere qualsiasi record da lei stessa raggiunto. Eccola qui, nel 2018, a 68 anni, alla sua 21esima nomination come migliore attrice protagonista in The Post, nella sua prima collaborazione con il regista Steven Spielberg. Prima, ma non ultima, come ci tiene a sottolineare la stessa Streep durante l’anteprima del film all’Odeon The Space di Milano il 15 gennaio.
The Post, già nelle sale italiane, racconta la storia dei cosiddetti Pentagon Papers, documenti privati del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti che grazie alle pubblicazioni di New York Times e Washington Post hanno portato alla luce segreti e strategie del governo americano durante la Guerra del Vietnam. Le interpretazioni di Tom Hanks e Meryl Streep sono il motore pulsante di tutto il film: Hanks è Ben Bradlee, redattore capo del Washington Post, mentre Streep è Katharine Graham, editrice e proprietaria del giornale. Il film è un racconto di un pezzo tra i più discussi della storia americana del passato, ma non solo, è anche una denuncia del presente, che invita a rendere omaggio al ruolo dei giornali e dell’informazione in generale e del difficile rapporto tra essi e la politica.

Spielberg riesce quindi a fare un film che guarda al passato ma si rivolge a presente e futuro, con chiare attenzioni anti Trump e pro stampa.

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Perché dovreste vedere The Post

Perché è la cosa giusta al momento giusto, perché è un film registicamente avvincente e una storia di potere e libertà. E perché Meryl Streep è favolosa in uno dei ruoli che le si addice così bene da confonderci: la Meryl del discorso politico e memorabile dei Golden Globes 2017 è la Kay delle decisioni secche e coraggiose di The Post, e viceversa.
É come se lo spirito combattivo della Streep si infondesse a poco a poco in Kay Graham, una donna che si è ritrovata ad occupare una posizione difficile che apparentemente non fa per lei. Il padre, editore del Washington Pos,t dà in eredità il giornale non alla figlia femmina, ma al marito di lei, che pochi anni dopo muore, lasciando inevitabilmente a Kay la gestione generale del giornale. Kay si muove goffamente nel ruolo di leader, ma come perfettamente riassunto da Tony Bradlee (Sarah Paulson),

When you’ve been told time and time again that you’re not even there, it’s hard to believe it’s not true

ed è infatti la voce dei detrattori e degli scettici che risuona nella testa di Kay e non le permette di fare il capo, più che una oggettiva mancata capacità. Proprio nel momento di maggiore difficoltà, Kay riesce ad entrare nel suo ruolo e a prendere decisioni così scomode che pare assurdo che fino a pochi minuti prima fosse quasi incapace di fare un qualsiasi discorso pubblico. Ed è qui che personaggio ed attrice sembrano fondersi maggiormente.

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Cosa ci ha colpito di The Post

Il coraggio e l’emozione dell’agire controcorrente e il fatto che tutte le donne rappresentate siano straordinarie, nonostante Spielberg vanti ben pochi film con protagoniste femminili.

Frase del cuore

The decision’s made. I’m going to bed.

In copertina: Marta Bi per Cosebelle Magazine.

Gli altri appuntamenti di Meryl Streepness.